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Ti piace questo Contratto? La tua risposta conta

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Il precedente articolo pubblicato sul questo sito segna, ad oggi, oltre 5.700 visualizzazioni. Una cifra importante, anzi importantissima ma…nessun commento.

Eppure scrivere un commento sotto un articolo è un attimo, si può omettere il cognome e l’indirizzo mail non viene pubblicato. Un gesto semplice ma importantissimo perché denota partecipazione attiva. Condivisione di contenuti, pensieri, azioni. Supporto, appoggio, sostegno. Perché nessuna attività di protesta e di proposta può essere portata avanti senza la partecipazione attiva di chi è stato danneggiato in prima persona.

Certo ci rendiamo conto che l’auto-organizzazione è cosa molto difficile per una categoria come la nostra già sfiancata dal tempo, lobotomizzata da abusi di potere e logiche sindacali contrarie ai nostri interessi, indebolita dall’interno grazie a colleghi capaci solo di guardare al loro interessuccio familiare. Pavidi, ignavi, squallidi, incapaci, impreparati e raccomandati tanto da raggiungere posizioni alle quali ovviamente non tengono quanto chi le ha conquistate con il sacrificio.

Tuttavia non ci sono alternative. Bisogna reagire. Ogni singolo libero deve trovare la forza di esclamare: ora basta! A prescindere se mancano pochi anni alla pensione o se è stato appena assunto. E’ una questione di dignità, di futuro, non solo personale, ma di un’intera categoria che rappresenta il cuore pulsante della Pubblica Amministrazione, quindi del Paese.

A scanso di equivoci questo Coordinamento non vuole trasformarsi in Sindacato. Non vuole gestire le tessere, il potere e il denaro delle quote d’iscrizione. Di Sindacati ce ne sono sin troppi e troppi troppo vicini al potere tanto da aver rinunciato ad essere corpo intermedio della Società, da aver rinunciato ad essere convogliatori di istanze sociali, sino a rendersi colpevoli di aver scoraggiato, destrutturato e distrutto ogni forma di protesta contro l’obiettivamente ingiusto.

Il Coordinamento vuole essere un’altra cosa. Mai vista. Un capillarmente organizzato Gruppo di Pressione su tutti i Sindacati che hanno firmato questo Contratto. E poiché tutte le forme di pressione sin qui esercitate sul Sindacato, sia interne che esterne, sono fallite, non resta che l’ultima opzione. Togliere la fiducia, la delega a danneggiarci: i voti alle RSU, le tessere, i soldi delle quote. I Funzionari con laurea magistrale/specialistica tesserati ai Sindacati che hanno siglato e condiviso questo nuovo ordinamento professionale che li mortifica sono migliaia. A loro rivolgiamo la domanda, fatale e definitiva: continuerai a pagare e a rappresentare chi ti ha danneggiato?

Se tutti restituiamo le tessere il Sindacato sarà più debole. E povero. Una condizione che in un periodo di forte sfiducia, tanti pensionamenti e pochissime nuove adesioni non può permettersi. Lo costringeremo con un’azione ufficio per ufficio a richiedere subito un nuovo Contratto e ad essere stavolta anche il nostro Sindacato.

Saremmo dei folli a non ammettere che il Sindacato è importantissimo ed è per questo che vogliamo che tutti i Funzionari laureati non ne facciano più parte. Per cambiarlo e poterlo di nuovo supportare.

Contemporaneamente lavorando per portare al Governo, alla controparte, le nostre esigenze: la necessità di un riconoscimento dei diritti acquisiti, dei titoli in un percorso professionale aperto a step di responsabilità crescenti e molto meglio retribuite, l’esigenza di una formazione realmente qualificata, al passo con i tempi. Il tutto da realizzarsi con una nuova Area dei Direttivi e la massima implementazione di quella delle E.P.

Progetto ambizioso. Di più. Ma per provare a realizzarlo c’è bisogno della partecipazione attiva delle migliaia di colleghi che ci leggono. Per questo, oltre all’associazione gratuita (puoi aderire cliccando qui), oggi, come cartina tornasole in grado di consentirci di valutare se continuare o meno nella nostra azione, chiediamo ad ogni collega che sta leggendo questo articolo di manifestare il proprio dissenso (o meno) scrivendo il suo pensiero nello spazio sotto dedicato ai commenti. Grazie.

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31 risposte su “Ti piace questo Contratto? La tua risposta conta”

La questione è troppo complessa, parte da lontano (almeno una 30ina di anni fa) e ha a che fare con la commistione tra sindacato e politica. Nel Ministero presso il quale lavoro (MEF) sono stata assunta 17 anni fa con la qualifica di Funzionario esperto, ma né in Ragioneria Generale, dove ho prestato servizio per 10 anni, né (meno che mai!) al Dipartimento Finanze dove sto da 7, le mie competenze sono state valorizzate come avrebbero dovuto esserlo: l’unico requisito per andare d’accordo con la parte datoriale era il rispetto rigoroso dell’orario di lavoro (cosa che io, da pendolare, non potevo garantire) e, nelle “grazie” del/della dirigente di turno, con una sola eccezione (purtroppo durata poco), vi erano persino colleghi/e il cui unico merito consisteva nello stare a scaldare la sedia per le canoniche 7 ore medie giornaliere. Dunque, sono troppo sfiduciata per portare avanti una battaglia, pur sacrosanta, per la difesa di un diritto che, nei fatti, mi è stato “scippato” non con l’ultimo CCNL ma tanto tempo fa. Avete comunque tutta la mia ammirazione e vi auguro di raggiungere in breve tempo i vs. obiettivi.

Comprendiamo il tuo sconforto ma la nostra azione odierna mira a restituire quanto tolto anche con i precedenti Contratti che ci hanno scippato, in violazione di legge, i ruoli direttivi. D’altronde c’è da dire che con questo Contratto continuano a farlo grazie anche al silenzio degli sfiduciati. Apprezziamo moltissimo il tuo commento.

Condivido in toto le istanze rappresentate. La tessera sindacale l’ho già restituita anni fa (non è da oggi che il sindacato non ci rappresenta più!!!)

Credo che mai nessuno sia stato trattato peggio dei funzionari ex direttivi. Come si fa a parlare di merito con un contratto di questo tipo?

Il sentimento di sfiducia verso la P.A. è una costante nel nostro paese dove il buon andamento della cosa pubblica è da sempre demandato alla volontà e alla professionalità di pochi (sempre meno).
Condivido le Vs istanze perché sono anche le mie e quelle della ns intera categoria. Apprezzo la Vs iniziativa, mi sono è mi sto adoperando per diffonderla. Grazie per aver per questo impegno.
Spero che questa presa di coscienza collettiva si concretizzi in qualcosa di positivo.

Non posso che essere pienamente d’accordo con Voi e delusa per questa mortificazione che noi direttivi apicali con laurea magistrale e tanto servizio subiremo se non interveniamo massicci contro questo contratto.

Lottare fa onore a chi lotta e serve a riportare armonia e giustizia. Sono con voi, con noi. Questo ulteriore affronto ai principi di buon andamento della PA che si concretizza nel disprezzo per chi ha esperienza e titoli per aspirare a dare il proprio contributo in ruoli direttivi, dimostra che siamo ad un punto di non ritorno.
Le deleghe le ho tolte più di 15 anni fa. Lasciar gestire i sindacati a persone sempre meno interessate al merito e alla professionalità non poteva migliorare la situazione, però.
Credo che si debbano valutare opportune azioni legali per ripristinare un minimo di ragionevolezza.

Possibile che viviamo in un Paese in cui i Sindacati considerano i laureati come un nemico? Annichilire il valore del titolo di studio o l’abilitazione professionale porterà ad un innalzamento dello spessore dei funzionari o succederà il contrario? Chi dovrebbe rappresentare l’interesse della parte pubblica nella contrattazione, come può cedere alla pretesa di un livello di formazione più basso? Non separare i percorsi di carriera e/o non favorire chi ha maggiori titoli tra i candidati é ingiusto e controproducente.

Mi sono associato a questo coordinamento da subito, e sto dedicando tempo per dare un concreto contributo alla giusta causa che tutti noi uniti dobbiamo combattere. Basta stare zitti e permettere che si commetano questi abusi sulla ns pelle e sul buon andamento della cosa pubblica.

Sono pienamente d’accordo con gli intenti del Coordinamento e credo che le iniziative assunte siano l’ultima occasione per difendere la nostra dignità professionale, pesantemente mortificata da molti anni a questa parte.
Scrolliamoci di dosso atteggiamenti apatici e rassegnati e utilizziamo ogni mezzo a nostra disposizione per tutelare posizioni guadagnate onestamente con studio e lavoro, per le quali non dobbiamo ringraziare nessuno.

Sono pienamente d’accordo con quanto denunciato e con questa iniziativa. Penso che questo coordinamento ed il suo modo operandi sia un ottimo strumento per farci sentire e ottenere dei risultati concreti. A coloro che si sentono sfiduciati dico che li capisco ma non devo giustificarli, ma semmai incoraggiarli a rimettersi in gioco e combattere perché ciò che chiediamo è un diritto sacrosanto.

Il contratto non mi piace assolutamente. É la via per l’appiattimento e la dequalificazione delle funzioni. Non incentiva al miglioramento e alla progressione penalizzando appunto le qualifiche per le quali sono sempre stati richiesti laurea magistrale e abilitazioni. Mi è stato fatto fare un concorso per direttore, l’ho superato e almeno tale voglio restare.

Peggio di così non si può. Appiattimento assoluto su tutti i fronti, professionali ed economici.
Ero Funzionario com ventennale esperienza (notare: in 20 anni un solo passaggio di fascia economica!!!), laurea magistrale, abilitazione avvocato, ora sono Direttore (per meriti miei avendo superato un concorso per esterni), ho cambiato ufficio e ora? Io in gioco mi ero rimessa….eccome!!!!
Vergogna!

Condivido ed appoggio il percorso intrapreso dal Coordinamento Funzionari Funzioni Centrali Laureati Specialistici, cui mi sono associata. E’ assolutamente necessario continuare a manifestare il nostro dissenso! Confido nell’adesione di tutti i colleghi che, come me, dopo tanti anni di sacrifici (per laurearsi e per garantire la funzionalità degli uffici che hanno coordinato e che coordinano) sono arrabbiati, delusi, stanchi, ma non intendono arrendersi. Ovviamente è da tempo che non sono iscritta ad alcun sindacato, che ha sempre rappresentato e sostenuto gli interessi delle categorie di lavoratori numericamente maggiori, per il deplorevole “gioco” del tesseramento.

Sono daccordo con i tutti colleghi che mi hanno preceduto nel lasciare un commento. Questo contratto è vergognoso…puntano l’attenzione sugli aumenti di stipendio per fare presa sui più, cercando di nascondere la reale portata di ciò che hanno realizzato. Sminuire titoli, specializzazioni e sacrifici di chi ha partecipato e vinto un concorso. No questo contratto non mi piace e resto dell’idea che serve un’azione compatta e forte di protesta

Il contratto è un vero e proprio insulto a chi ha creduto nello studio e nella meritocrazia. Cancella con un colpo di spugna i sacrifici e (gli investimenti) nello studio e nei concorsi: è necessario uno sbocco in alto per tutti e non solo regali per le fasce medio-basse che sono i numeri più rilevanti per le casse del sindacato. In questo senso la quarta area se fosse concepita come uno sbocco naturale per i direttivi avrebbe un senso altrimenti il contratto realizza solo un appiattimento, in contrasto con la qualità dei servizi che si vorrebbe migliorare nelle intenzioni del legislatore.

Anche a me questo contratto non piace. E’ necessario che i laureati anche con master abbiano un’area professionale, con un’adeguata retribuzione. Nn sono d’accordo con questo appiattimento. Esprimo il mio più totale disappunto per questo contratto.

Anche io non condivido le scelte che hanno portato a questo contratto. L’appiattimento ripugna con forza ogni visone di sviluppo e incentivo del lavoratore. Si parla tanto di meritocrazia e controllo sulla produttività ma quale incentivo vi è per un funzionario apicale che dall’inizio della sua carriera è già consapevole he questa non avrà sviluppi., salvo miseri scatti. io credo sia piuttosto un disincentivo

Tutto già previsto….« Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazione delle apparenze si paga. »

Henri-Frédéric Amiel, “Frammenti di diario intimo”, 12 giugno 1871

Sono pienamente d’accordo con quanto rivendicato dal Coordinamento e condivido ogni iniziativa assunta in tal senso.

Sono assolutamente d’accordo con i commenti precedenti. ma non è il primo contratto che ci ha mortificato: da direttore sono stata “retrocessa” a funzionario. Spero che si riesca ad ottenere qualcosa ma sono delusa sfiduciata e stanca.

Condivido quanto rappresentato dal Coordinamento e dai colleghi e, soprattutto, disapprovo questo contratto , che sta portando a compimento l’obiettivo di realizzare un appiattimento ingiusto e quindi inaccettabile.

Ho già scritto come la penso sul fatto che, pur essendo giustissimo e doveroso valorizzare “inscindibilmente” lauree ed incarichi lavorativi “doc”, il solo possesso della laurea (o addirittura di più lauree e/o master post lauream conseguiti magari presso istituti non eccelsi, con percorsi di studio agevolati e con l’aiuto di uno scarso o non intenso impegno lavorativo) non è di per sé indicativo di alta professionalità, nonché di elevate capacità e competenze qualificate.

Inoltre, tengo soprattutto a ribadire che non vedo altrettanta indignazione, né moti di contestazione contro la cancellazione retroattiva a tanti di noi “direttori laureati-doc” (con decorrenza di nomina dall’1.10.2002 e con incarichi “direttoriali” da quella data) di tutta la nostra maggiore, diversa e più qualificata anzianità lavorativa e di inquadramento come “funzionari apicali” dell’Area III (ex Area C) rispetto ad altri colleghi, laureati e non, con ben minore o quasi nulla anzianità come direttori, i quali, in forza dei criteri di valutazione introdotti dal contratto integrativo attuativo del CCNL previgente, ci hanno indebitamente e immeritatamente scavalcato nelle procedure di progressione economica e di passaggio alle fasce superiori dell’Area III per il personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno, in quanto gli anni di servizio svolti da questi ultimi come collaboratori, così come quelli da noi prestati come direttori sono stati considerati e valutati con lo stesso punteggio (di punti 1 per anno) anche con riferimento ai periodi di azianità maturati prima dell’unificazione a “funzionario” dei tre diversi profili preesistenti nell’area III.

Ebbene quegli stessi criteri di valutazione dei titoli e di attribuzione dei punteggi per l’anzianità di servizio, senza l’opposizione del Coordinamento, verranno utilizzati per l’ultima volta anche quest’anno, prima dell’azzeramento delle 7 fasce economiche attualmente esistenti nell’Area III e, soltanto a titolo di esempio, impediranno definitivamente a me e ad altri “direttori del 2002” di progredire da F6 a F7.

Solo se verrà ostacolata ed evitata questa vergognosa nefandezza, potrò eventualmente associarmi ad altre sacrostante battaglie per valorizzare le nostre professionalità.

Un saluto.

Fabrizio

Pienamente d’accordo con te, penso che il coordinamento appena istituito debba fare tesoro di tutte le serie e ragionevoli indicazioni che tutti noi funzionari ex-direttivi (ma anche dei funzionari con laurea magistrale specialistica) esponiamo. Qui, a differenza dei sindacati istituzionali, non dobbiamo ragionare in termini di tessere e numeri, ma dobbiamo difendere i ns interessi in maniera obiettiva ed equa. E’ il ns interesse in primis è essere riconosciuti come categoria, e in conseguenza di ciò rivendicare i ns diritti come le altre categorie e quindi anche il diritto alla carriera, riservata a quelli che come noi hanno determinate caratteristiche. Ecco perché non si possono paragonare gli anni svolti da direttore o funzionario apicale. allo stesso valore degli anni svolti da collaboratore o addirittura da assistente.
Ora tu condizioni il tuo associarti al fatto che la tua richiesta sia accolta o meno dal coordinamento, ma in verità il neonato coordinamento, almeno fino ad ora, non ha il potere di accogliere o meno proposte, si tratta di prendere coscienza di chi siamo e di essere consapevoli che è ora di dire basta e non lasciare fare agli altri. Siamo noi a doverci disegnare il futuro che desideriamo e lottare perché questo si avveri, certo in maniera razionale e quindi ragionata ma che comunque metta al centro il NOSTRO PUNTO DI VISTA.
Ecco perché ti invito ad associarti e a combattere tutti insieme. Insieme a chi?
Lo abbiamo detto è ripetuto, intendiamo rappresentare tutti i funzionari/direttori in possesso di laurea magistrale specialistica, il che per me significa chi ricopre la sua qualifica in quanto possessore di una laurea magistrale utile all’incarico che svolge (quindi specialistica).
Nel merito ti posso dire che provenendo anche io dalla stessa amministrazione (ex VCR, anzi consigliere di ragioneria, IV corso), conosco bene il contesto (che ho subito anche io: 27 anni di servizio, una progressione da F6 a F7 nel 2021), e posso dirti che hai pienamente ragione, e di questo se ne è già da tempo discusso con i colleghi che in toto appoggiano le tue considerazioni, ma il vero problema sta nel fatto che queste cose possono avvenire e sono avvenute sino ad oggi, proprio perché non abbiamo rappresentanza e non siamo riconosciuti come una categoria a parte, Se come oggi avviene, ciascuno di noi guarda al solo suo ruolo e/o interesse quindi io sono VCR tu no, ma noi del ministero di giustizia ….. e voi no, io ho vinto il concorso per diventare direttore tu invece altro concorso ma sempre con laurea magari magistrale, ecc……., ciascuna ns istanza, anche se meritevole di essere difesa, non avrà alcuna possibilità di essere imposta come regola. Potrei dilungarmi ancora su questo discorso che ci ha visto per oltre due decenni ad essere snaturati (infatti non esistono più i direttivi nella PA) e senza rappresentanza, e ti invito a discuterne con il coordinamento, facendoti parte attiva della discussione e quindi anche della organizzazione e delle proposte che andremo a fare. Proposte non campate in aria o peggio frutto della rabbia, ma ragionate, condivise, frutto del ns lavoro di studio, analisi ma anche operativo. Ecco la ragione per cui chiediamo di leggere e COMMENTARE GLI ARTICOLI, ma anche di fare un passa parola con i colleghi, insomma farsi parte attiva di un progetto che dara giustizia al ns lavoro, ma anche lustro ed efficienza al pubblico impiego. In Fede Francesco.

Francesco, grazie innanzitutto per la tua risposta che apprezzo e in parte condivido.
E’ vero, come dici tu, che l’unione fa la forza e che non è dividendoci o anteponendo i nostri singoli interessi individuali a quelli collettivi che possiamo sperare di difendere la sopravvivenza ed il “potere contrattuale” della nostra già troppo bistrattata e discriminata categoria professionale, ma proprio per questo non posso assolutamente accettare che anche al nostro interno sussistano e vengano tollerate, anzichè rimosse, assurde discriminazioni a discapito dei più meritevoli e titolati di noi – come te e, in subordine, come altri ex direttori come me – e a vantaggio di altri nostri colleghi “laureatisi e masterizzatisi con i punti miralanza” – mentre tu ed io lavoravamo anche per loro – e che non hanno ricoperto mai le qualifiche o i profili apicali del nostro ruolo direttivo, né tantomeno incarichi direttoriali (o almeno di coordinamento) di più elevata qualità e responsabilità, come il tuo ed il mio.

Un caro saluto.

Fabrizio

E’ uno schifo! Letteralmente una porcata! Già nel 1990 con le riqualificazioni, appena entrato un anno prima con regolare Concorso come FUNZIONARIO nella Ragioneria Generale dello Stato, ex 7 livello, mi vidi scavalcare da “diplomati” per il requisito dell’anzianità. Ovviamente molti di noi fecero ricorso e se non ricordo male la SENTENZA COSTITUZIONALE N. 1 /1990 sancì l’effettiva ABNORME sproporzione tra il requisito dell’anzianità e quello dei titoli.
VERGOGNA! In un’assemblea FP CGIL nazionale, ebbi modo di ammonire tutti di NON far laureare I FIGLI atteso che il titolo non aveva più ragion d’essere nella P.A. E’ stata compiuta una vera PORCATA che iniziò già da quel lontano 1990….

Credo che questo coordinamento sia molto importante e vorrei davvero ringraziare il suo ideatore e tutte le persone che se ne stanno occupando direttamente. E’ la prima volta che la questione della cancellazione di una carriera direttiva a livello centrale viene ben specificata e posta all’attenzione di tutti e quindi anche di chi decide le politiche della PA.

Entrato in amministrazione nel 2000 come esperto ad alta professionalità, oggi da semplice funzionario sono in una posizione molto inferiore, pur avendo nel frattempo compiuto un percorso in ambito internazionale e comunitario. Posso confermare che in nessun Paese comunitario esiste una situazione simile e tutti i funzionari, soprattutto quelli che lavorano direttamente nelle istituzioni europee, hanno una carriera nel momento in cui entrano stabilmente nella pubblica amministrazione.

Nonostante le differenti situazioni, possibilità ed ambizioni di ciascuno, io penso che questo coordinamento possa costituire una base importante base per mettere insieme a fuoco i possibili obiettivi per risultati specifici (ad esempio ingresso in quarta area o percorsi di riqualificazione e percorsi formativi specifici che tengano conto delle professionalità già acquisite). Parlare di tutto questo è già un grandissimo passo in avanti.

Peggio di cosi non si poteva, ci si dimentica continuamente che nel tentativo di uniformare tutto e tutti ci si scontra con una grande criticità legata alle peculiarità di ciascun Dicastero ed alla specificità di programmi ed aspetti organizzativi. Ora non ci resta che attendere i contratti integrativi per dire AMEN definitivamente. Complimenti a chi ha creato questo gruppo e sono felice di poter partecipare con una piccola riflessione, a cui spero seguiranno altre.Sono un FUNZIONARIO CONTABILE (MINISTERO GIUSTIZIA) e da anni rivendico per me e per i miei colleghi il ruolo tecnico e la creazione di aree contabili specifiche con direttore proveniente dallo stesso profilo professionale con riconosciuta anzianità di servizio.
Daniela Rossi

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