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Riflessioni

L’Area Quadri, la Quarta Area e quella Casa Comune che stiamo costruendo. Unisciti

Sono intervenuto diverse volte sul tema: chi sia e chi debba rappresentare il Coordinamento dei funzionari con laurea magistrale/specialistica. È un problema non da poco e di fondamentale importanza, che ho sentito la necessità di risolvere ancora prima che decidessi di far parte dell’associazione, e di questo da subito ho discusso con Domenico e Corrado, sin dalle nostre prime conversazioni. Importante perché:

  1. stabilire chi siamo vuol dire capire chi rappresentiamo e quindi gli interessi che intendiamo difendere. Se questo elemento non è preciso, sicuro e ben delineato, il rischio è quello di portare avanti programmi, proposte, battaglie, interventi non chiari, poco omogenei, illogici, con il serio rischio che tali attività non vengano comprese e partecipate dall’intera platea di potenziali interessati;
  2. programmi non condivisi da tutti significa perdere forza contrattuale, in quanto è risaputo: l’unione fa la forza; quindi essere chiari, con una precisa definizione sul chi siamo e su cosa facciamo permetterà di unire persone che hanno stessi interessi e obiettivi, in maniera coesa e motivata;
  3. l’esperienza maturata, ma anche la storia che mi è stata raccontata dai colleghi più anziani di me, mi ha portato a considerare che in tutte le battaglie portate avanti da diversi gruppi ed associazioni nate all’interno delle compagini ministeriali, quello che è mancato è stata l’unitarietà dell’intera categoria di coloro che a buon titolo possono definirsi “direttivi” (mi riferisco in particolare alla vicenda della vice-dirigenza e a quella della retrocessione da direttori a funzionari), ovvero la mancanza di un senso di appartenenza comune ci ha reso più deboli ed attaccabili;
  4. in sintesi stabilire in maniera più chiara possibile chi siamo e cosa vogliamo, ci permetterà di agire in modo più efficace e concreto oltre a creare uno spirito di corpo che sarà più difficile scalfire da parte delle altre parti del contendere.

E allora quale sia la strada che il Coordinamento, che sta per trasformarsi in una Associazione registrata, voglia intraprendere per difendere gli interessi degli associati, dipende da quello che decidiamo di volere essere come lavoratori del Pubblico Impiego.

A questa interrogativo rispondo che noi dobbiamo rappresentare quello che nel mondo dello studio dell’organizzazione del lavoro è chiamato “middle management” ossia una categoria intermedia tra la dirigenza e la carriera impiegatizia di concetto, un insieme di lavoratori qualificati che in letteratura è ben delineato, con un suo ruolo e che trova fondamento nel ns diritto civilistico all’art 2095 “I prestatori di lavoro subordinato si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati e operai. Le leggi speciali [e le norme corporative], in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura dell’impresa, determinano i requisiti di appartenenza alle indicate categorie”.

Ora non sto lì a raccontarvi come nel pubblico impiego questa area sia stata ostacolata fin da quando il pubblico impiego è stato privatizzato. Come sappiamo le ragioni di fondo che ci hanno portato in questa situazione sono proprio da un lato la privatizzazione del pubblico impiego e dall’altro il non avere istituito, in parallelo con il settore privato, l’area quadri/direttivi.

Da ciò ne deduco che fintanto che non ci adopereremmo per ottenere una nostra Area, difficilmente otterremmo un qualche riconoscimento per l’intera categoria. Aggiungo che senza questo fondamentale e prioritario obiettivo, difficilmente potremmo vedere riconosciute anche le tante giuste rivendicazioni, anche settoriali, che più volte sono state richieste con ricorsi, richieste sindacali o a politici, ecc….

Ma cosa è in concreto il middle management e soprattutto se ne parla di questo argomento? Esiste nella P.A. questo tema? È considerato importante il ruolo dei quadri/direttivi nell’organizzazione del lavoro e quindi nell’efficacia della P.A.?

Se ne parla eccome, di più, l’argomentazione secondo la quale la P.A. deve modernizzarsi e migliorare la propria efficienza passa proprio attraverso il middle management, almeno così appare nel famoso “Piano Colao” che reputa fondamentale la costituzione ed il rafforzamento di un middle management pubblico, al punto da farne una iniziativa (vedi il n°71 del piano https://st3.idealista.it/news/archivie/2020-06/piano_colao_download.pdf), dove leggiamo:”…. Il «middle-management» soprattutto nel settore pubblico è lo snodo chiave ….” E ancora “la conoscenza delle pratiche interne è spesso fondamentale per incidere sui processi rispetto alle competenze esterne. Esistono già quadri intermedi validi e facilmente professionalizzabili con interventi formativi, ma spesso ignorati e non premiati”. (per approfondire il tema invito tutti i colleghi a fare una ricerca su internet, essa è veramente molto istruttiva e rafforza in noi l’importanza del ruolo che rivestiamo!!)

Quindi da un lato ci si riempie la bocca di belle parole, si parla di funzionari, quadri, middle management, di come siano importanti, ecc….., dall’altro i profili direttivi e quelli pre-direttivi da destinare ai Funzionari muniti di laurea magistrale/specialistica specifica vengono eliminati da Contratti Collettivi che continuano a non riconoscere quella figura di lavoratore tanto importante; nondimeno attua una vera e propria mistificazione dei ruoli accomunando nella stessa area “funzionari”, dagli ex lavoratori di profilo dirigenziale alla loro assunzione in servizio, fino a personale proveniente dalla carriera di concetto (o anche di applicato) senza laurea. Questo è veramente troppo.

Tutta questa riflessione per mettere in evidenza che il reale ruolo che svolgiamo quotidianamente nei posti di lavoro ci colloca di fatto in questa categoria (middle management, quadri o funzionari che dir si voglia) e per questo semplice fatto dobbiamo pretendere che tale ruolo sia riconosciuto, tanto più se esso è a fondamento della classe politico-decisionale del ns Paese, a giustificare le proprie azioni di governo. Questo paradossale dilemma pongo all’attenzione soprattutto del Presidente del Consiglio Draghi, del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta del presidente dell’Aran Antonio Naddeo, e chiedo se è davvero possibile pensare ad un sistema Paese che da un lato considera positivamente il ruolo del middle management e dall’altro svaluta e offende la dignità di migliaia di lavoratori specializzati e formati con in tasca una laurea magistrale, così come è stato fatto negli ultimi decenni e ancor più confermato con la firma dell’ultimo CCNL Comparto Funzioni Centrali.

Ma torniamo a noi, al nostro ruolo e alla strategia politica che dovrà guidare le nostre azioni. Si, perché evidenziare e chiarire questi punti serve per non commettere errori. Facendo tesoro dagli errori di una politica associazionistica che i risultati hanno decretato errata, agiremo in modo da arginare atteggiamenti che da ragionamenti ascoltati e post letti risultano ancora rappresentare ottiche conservatrici, anacronistiche difese di interessi di nicchia, contrari all’unitarietà di intenti che ho cercato di descrivere.


Troppo spesso cadiamo nell’errore di accettare soluzioni parziali che accontentano un gruppo a discapito di tutta la categoria di Funzionari con laurea specialistica specifica. Comportamento questo perfettamente sovrapponibile a quello adottato fino ad oggi proprio da tutti coloro che hanno creato questo sistema, in primis i sindacati! Ecco perché dobbiamo stare sempre attenti a costruire proposte che tengano conto principalmente dell’unitarietà della categoria; ecco perchè dobbiamo agire e pensare con uno spirito di corpo istituzionale che vuole avere il suo ruolo all’interno della pubblica amministrazione.

Non possiamo pensare di chiedere una soluzione per i direttore del MEF, una per gli ex consiglieri di ragioneria del ministero dell’interno, una per coloro che sono iscritti ad un albo professionale, e via dicendo. Soluzioni parziali andranno via via appoggiate o meno solo se inserite in un più ampio ambito di riconoscimento della figura e funzione di quella che possiamo definire categoria dei DIRETTIVI o Quadri (come sono chiamati in ambito di rapporto di lavoro privato).

La costituenda Associazione alla quale stiamo lavorando avrà come scopo quello di unire tutte le migliaia di Funzionari laureati che oggi sono privi di rappresentanza, abbandonati da tutti i Sindacati dopo essere stati appiattiti e dunque cancellati come categoria. Quindi prima costruiamo la nostra Casa, che rappresenta da sola una grande conquista, poi a questa casa daremo le identità necessarie, in un percorso professionale certo, costituito da più profili nel rispetto innanzitutto del titolo che deve essere il comune denominatore e poi di ulteriori titoli, esperienze, competenze e formazione. Non trascurerei l’aspetto retributivo che deve essere finalmente proporzionato al livello di competenza e al ruolo che il middle management di cui ho parlato sopra rappresenta quale parte fondamentale del sistema Paese.

Proprio per l’importanza di questi concetti ritengo sia fondamentale che simili istanze vengano rappresentate presso gli organi istituzionali e presso i vertici delle OO.SS. da esponenti appartenenti alla nostra categoria. Ecco perché stiamo trasformando il Coordinamento in un’Associazione registrata concepita, a partire dal suo statuto e dalla sua struttura, come un inedito ed autorevole organo di pressione ed interazione. Con la forza che i colleghi vorranno conferirgli.

Francesco Mascia – Coordinamento Nazionale COFFUCILS

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Iniziative

Ecco la storia di un diritto acquisito e calpestato. Via dal Sindacato fino a quando non verrà difeso

Nel pomeriggio dell’altro ieri si è svolta al Ministero dell’Interno una riunione con le componenti sindacali ministeriali, compresi i sindacati della dirigenza contrattualizzata e dei prefettizi. Una riunione presieduta dal Sottosegretario On. Ivan Scalfarotto e dal Capo Dipartimento del Personale Pref. Giuliana Perrotta. All’ordine del giorno la riorganizzazione del Ministero dell’Interno, anche alla luce del nuovo Contratto Nazionale dal quale scaturirà il nuovo Integrativo, Un Contratto Integrativo che continuerà ad alimentare il già profondo malcontento e disagio dei Funzionari laureati specialistici della Terza Area, specie degli ex Direttori, che questo nuovo CCNL continua ad appiattire e massificare senza alcuna distinzione, assimilandoli come ripetuto più volte financo agli Assistenti che si accingono ad accedere nella Terza Area anche in mancanza di laurea, eliminando, questa la novità, anche le fasce economiche che ancora testimoniavano un passato di sacrifici e traguardi professionali raggiunti. Ora la massificazione assoluta è compiuta e su questo nulla potrà il nuovo Integrativo del Ministero dell’Interno che invece stabilirà le nuove mansioni e i criteri per la progressione professionale di Ausiliari, Operatori ed Assistenti.

Nell’occasione di questa riunione ci piace riesumare e mostrarvi l’atto con il quale al Ministero dell’Interno, nonostante la discrezionalità nel conservarla, è stata abolita la figura del Direttore, equiparando gli interessati, nonostante maggiori e più qualificate competenze, esperienze di direzione e titoli, a tutti gli altri Funzionari.

Contratto Collettivo Integrativo 2006-2009 Ministero Interno

Con il Contratto integrativo di cui sopra al Profilo unico di Funzionario sono state attribuite delle mansioni che qui, in un crudele “gioco” del “cerca la differenza”, mettiamo a confronto con le mansioni del Direttore Amministrativo attribuite dal precedente Contratto Collettivo 1998-2001. Ecco il prima e il dopo:

Mansioni Direttore CCNL integrativo ministero Interno 1998-2001
Mansioni Funzionari Amministrative CCNI 2006-2009

Notato qualcosa? Certo, è sparita la mansione di “sostituzione in caso di assenza del dirigente”. A nostro modo di vedere un demansionamento netto, chiarissimo, anche alla luce di quell’art. 52 del Decreto Legislativo 165/2001 che appare menomato nella sua formulazione al comma 4 dell’art.13 del CCNL Funzioni Centrali appena firmato. Il testo intero completo è questo:

  1. ([1]) Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali e’ stato assunto o alle mansioni equivalenti nell’ambito dell’area di inquadramento ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui
    all’articolo 35, comma 1, lettera a).

Continuiamo a chiederci a distanza di più di un decennio come sia stato possibile non tenere conto di quanto imposto da una norma di legge nella redazione di un Contratto Collettivo, cancellando una mansione caratterizzante il profilo di Direttore.

Si è trattato, a nostro parere, di un demansionamento con l’obiettivo di azzerare il profilo direttivo con scopi ben precisi che sono tutti contro gli interessi di chi ha conseguito una laurea, titoli, abilitazioni e maturato esperienze di direzione.

Da notare inoltre, comparando i due profili, una sottigliezza lessicale non di poco conto nella declinazione pratica e in un eventuale contezioso giudiziario: il Direttore poteva dirigere più unità organiche, quindi entità lavorative ben individuate, senza alcun margine interpretativo, anche in considerazione che un Ufficio dirigenziale è costituito da più unità organiche; il Funzionario può dirigere strutture di rilevanza non dirigenziale. Il termine struttura non solo sembra essere stato usato perché si presta a diverse interpretazioni ma anche vagamente illusorio perché una struttura della Polizia di Stato è diretta da un Funzionario direttivo di Polizia (un dogma incontestabile) e nelle Prefetture da un appartenente alla carriera Prefettizia. Quindi la struttura non può che coincidere con un’unità organica ma probabilmente la chiarezza cristallina della prima declaratoria non riusciva a prestarsi a più interpretazioni.

Ma perché ribadiamo questi concetti già esposti in altri articoli e a distanza di così tanto tempo? Il nuovo CCNL 2019-2021 del Comparto Funzioni Centrali, conclude una massificazione nella Terza Area, iniziata con integrativi simili a quello dell’Interno. Nel frattempo in alcuni Ministeri come quello della Giustizia e dell’Economia e delle Finanze, la figura giuridica di Direttore è continuata ad esistere. Fino a questo nuovo CCNL che l’ha cancellata. Ecco che allora, evidenziando quanto accaduto al Ministero dell’Interno, vogliamo assicurare tutti che questo Coordinamento vigilerà affinché tali ingiustizie ripetiamo, in netta contraddizione con norme di legge, non abbiano a ripetersi a danno di altri colleghi che si sono appena visti cancellare il profilo di Direttore.

Sarà cura di questo Coordinamento continuare ad evidenziare in ogni ambito che quanto accaduto al profilo direttivo del Ministero dell’Interno allora e di tutto il Comparto Funzioni Centrali adesso rappresenta una violazione dei diritti acquisiti da sanare subito con la reintroduzione di un’Area Direttiva la cui importanza è peraltro sottolineata dall’Unione Europea.

Affidiamo la nostra protesta alla restituzione delle tessere. Una protesta silenziosa ma potentissima. Non c’è bisogno nemmeno di parole. Tutti i Sindacati hanno firmato, anche quello, l’unico, che ha scritto in un recente comunicato:

Non si è accolta l’osservazione, ripetuta numerosissime volte purtroppo solo da questa O.S., sui problemi che le nuove denominazioni delle aree causeranno in alcune Amministrazioni (per tutte: il Ministero della Giustizia) nel quale gli “Operatori” sono attualmente inquadrati nella II area, i Cancellieri saranno inquadrati nell’area “Assistenti” ed i “Direttori” nell’area funzionari, tutti potrebbero percepire un “demansionamento” che, forse, potrebbe essere sanato solo nel prossimo Contratto Integrativo. Ulteriori problemi saranno provocati dalla disposizione prevista dall’art.13 co. 2 “all’interno dell’Area si ha equivalenza e fungibilità delle mansioni ed esigibilità d’organizzazione del lavoro” laddove attualmente nell’ambito della stessa area ci sono funzioni diverse e gerarchicamente sovraordinate

quindi certificando l’esistenza di un problema enorme, non rilevato dalle altre Organizzazioni Sindacali. Trattandosi di temi cruciali per la vita dei lavoratori e accorgendosi di criticità gravissime per l’organizzazione del lavoro ci chiediamo perché il Sindacato in oggetto non si sia rifiutato di firmare questo Contratto indicendo uno sciopero, facendolo sapere alla stampa, protestando con il mondo politico. Avrebbe potuto farlo perché è un Sindacato potente e con risorse. Sarebbe stata una medaglia.

Ma, avendo firmato tutti… a tutti continueremo a negare la nostra fiducia in termini di tessere fino a quando l’art 52 del 165/2001 non verrà rispettato e fino a quando non verrà istituita un’Area Direttiva nella quale far confluire tutti i colleghi con laurea magistrale/specialistica, con diversi profili a responsabilità crescenti adeguatamente retribuiti, proporzionalmente alle retribuzioni previste per gli esperti esterni a tempo determinato della Quarta Area.

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Iniziative

Tutti pazzi per la Quarta! E il Coordinamento diventa grande

Sinceramente non ce l’aspettavamo. La mole di consensi che sta riscuotendo Il Coordinamento e la condivisione delle sue rivendicazioni, frutto della rabbia dei Funzionari laureati specialistici completamente appiattiti dal nuovo nuovo Contratto, a questo punto ci impone di fermarci un attimo e di fare alcune considerazioni, anche in deroga alle modalità attraverso le quali raggiungere gli scopi che ci siamo preposti.

Ogni giorno sempre più colleghi ci chiedono di rappresentare le loro istanze nelle sedi istituzionali considerando che ad oggi il Coordinamento è l’unico organismo a denunciare quotidianamente l’appiattimento nella Terza Area formulando e chiedendo l’adozione di immediate soluzioni, ribadendo in ogni Sede lo scetticismo sulla Quarta Area come opportunità di progressione professionale.

Perché, se come invece sembra evincersi da alcune autorevoli dichiarazioni, la Quarta Area è stata concepita per collocare Elevate Professionalità ad Alta Specializzazione come architetti, ingegneri, avvocati, psicologi, ma anche esperti di project management, di comunicazione e di tutti gli altri ambiti di specialità, certificati da titoli di studio, coerenti con le missioni degli Enti, va da sé che la nuova Area è destinata ad una nicchia di colleghi già professionisti super-esperti e che, conseguentemente, gli altri ne resteranno fuori.

Così posta la questione, risulta veramente incredibile e diciamolo pure, inaccettabile, che mentre si parla di alte professionalità riferite alle specializzazioni di cui sopra si affermi al contempo che la Quarta Area rappresenti una nuova opportunità di carriera per una platea tanto vasta quanto lo è quella dei funzionari laureati specialistici, specie per quelli direttivi. No, perché noi nel Comparto Funzioni Centrali di avvocati, commercialisti, ingegneri ed architetti ne siamo pieni. Il punto è perché mai si dovrebbe preferire un avvocato, un commercialista , un ingegnere ad un altro. Immaginiamo che lo si potrebbe preferire solo se l’Amministrazione cercasse un commercialista esperto e certificato in materia di bilanci degli Enti Pubblici o in materie fiscali specifiche o un Avvocato esperto e titolato in diritto comunitario o un ingegnere esperto e titolato nella sicurezza delle Reti. E quale sarebbe l’opportunità di sviluppo professionale per gli altri? Nessuna.

E a ben riflettere, quello dei professionisti di nicchia iper-specializzati che servono all’Amministrazione per raggiungere gli obiettivi del PNRR e per i quali la singola Amministrazione vorrà sborsare annualmente a cranio un sacco di soldi, è esattamente lo spirito e l’intento con il quale il legislatore ha concepito questa Area. Anche giusto nella visione di un’Amministrazione che guarda al futuro e che per questo necessità di professionalità particolari.

Pochissimi eletti a fronte di una schiera di pretendenti che, ovviamente, viste anche le retribuzioni promesse, non sembrano far caso alle considerazioni di cui sopra e che già da qualche mese hanno iniziato ad agitarsi per garantirsi la loro personale “fetta di cielo”. Fioriscono dunque le associazioni, i comitati, le chat. Se fosse un film lo titoleremmo: “Tutti pazzi per la Quarta”, sfidando un rischioso fraintendimento.

Anche l’ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia – legittimamente rivendica il valore del Dottorato di Ricerca che, a dire degli interessati, dovrebbe di per se dare il diritto all’accesso all’Area delle EP. Per la serie ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Solo che noi, pragmaticamente, prevedendo una drammatica siccità, stiamo cercando di far capire a tutti i colleghi l’importanza di pretendere la restituzioni di profili direttivi soppressi d’imperio mentre l’Europa chiedeva al Governo italiano di incentivarli attraverso la valorizzazione di un Middle Management che noi incarniamo perfettamente con titoli, esperienze, professionalità.

Su questo tema il nostro Francesco Mascia sta preparando un articolo che pubblicheremo nei prossimi giorni e che diventerà uno dei nostri manifesti politici.

Considerazioni che sono sempre più condivise dai tantissimi colleghi che leggono questo sito e che ci chiedono di andare avanti. Ed è sul come andare avanti che all’interno del Coordinamento si è aperta un confronto sulla forma più idonea da darsi, alla luce di un programma di iniziative che impone una veste “societaria” ufficiale.

Sin qui abbiamo detto a noi stessi e a voi che il Coordinamento nasce come un “Gruppo di Pressione” per indurre Governo e Sindacati a sedersi di nuovo a discutere un nuovo ordinamento professionale che preveda un’Area dei Direttivi. Non è vero che non si possa fare e non è vero che il nuovo Contratto non si possa discutere da subito. Quello firmato è già scaduto l’anno scorso e uno nuovo lo abrogherebbe senza colpo ferire. Altrimenti come funziona? Quando ci devono penalizzare normativamente tutto è possibile mentre quando si tratta di favorirci nulla è fattibile? Non è così. Non deve essere così e non sarà così.

Ecco allora che tutte le attività, le iniziative, gli incontri che ci attendono impongono, alla luce di una serie di valutazioni riguardanti anche il non volersi discostare dalla linea politica di forza e decisione sin qui adottata, l’evoluzione del Coordinamento in una struttura associativa o sindacale che rappresenti ufficialmente tutti i Funzionari con laurea magistrale/specialistica specifica. Non un’incoerenza perché continuiamo a ritenere che di Associazioni e Sindacati ve ne siano già troppe nonché un onere gravosissimo che non avevamo messo in conto, quanto purtroppo una scelta obbligata per conquistare un’aliquota di autorevolezza rappresentativa necessaria in determinati consessi.

Il Coordinamento ha quindi deliberato lo studio di valutazione della forma associativa più idonea a rappresentare gli interessi della nostra categoria per un percorso di progressione professionale riservato ai laureati specialistici. Ha altresì deliberato lo studio di valutazione della forma associativa più idonea per garantire agli associati una serie di servizi tra cui speciali convenzioni assicurative per coprire rischi professionali ed infortuni.

Il Coordinamento ha stabilito infine che l’associazione rimanga gratuita, demandando alla volontarietà di ciascuno di sostenerci nelle spese attraverso l’apposito link nel menu del sito Sostienici e alla fine di ogni articolo.

Un lavoro enorme che stiamo portando avanti con la consapevolezza che non esiste alcun risultato conseguibile senza l’impegno, la passione e la perseveranza. Associati subito al Coordinamento e accedi alla chat riservata dove verrai aggiornato su ogni iniziativa ed evento.

Siamo in migliaia, abbiamo le capacità, la formazione, i titoli per essere la classe direttiva della Pubblica Amministrazione Italiana. Dimostriamo quanto valiamo non facendoci calpestare.

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Riflessioni

Appiattimento nella Terza Area? Non ce l’ha chiesto l’Europa

In questi ultimi giorni, in occasione della firma del CCNL Funzioni Centrali 2019-2021 che conclude il penalizzante iter per il personale della Terza Area laureato specialistico (nell’accezione di chi possiede una laurea magistrale, specialistica, 3+2, vecchio ordinamento, ecc.), abbiamo sentito più volte ripetere da molti firmatari dello stesso Contratto che l’appiattimento nella Terza Area, riconducibile all’unica figura giuridica del Funzionario, risponde ad un adeguamento agli analoghi ordinamenti professionali degli altri Paesi dell’Unione Europea.

Così abbiamo deciso di andare a vedere cosa prevedono i contratti dei pubblici dipendenti in due Paesi culturalmente a noi molto vicini: Spagna e Francia. E anche stavolta, come in altre occasioni, il “ce lo chiede l’Europa” si è rivelato come un bluff tutto da scoprire.

Infatti se fossimo spagnoli saremmo inquadrati nel sottogruppo A1 del Gruppo A al quale appartengono, pensate, funzionari direttivi, magistrati e ispettori della Previdenza Sociale.

Se fossimo francesi verremmo inquadrati nella categoria A nella quale esistono sia avanzamenti retributivi che di grado. Ripetiamo… che di grado, un termine che per l’immancabile minus habens richiama la caserma ma che altrove rappresenta più semplicemente un ecosistema professionale gerarchizzato finalizzato a far avanzare chi ha più titoli e capacità.

Di certo in nessun Paese si è assistito alla cancellazione di profili professionali come quello di Direttore e si è disintegrata la possibilità di avanzare giuridicamente all’interno dell’Area dei Funzionari. In nessun Paese si è assistito ad una tale arroganza del potere che ha letteralmente scippato diritti acquisiti.

Non rinvenibile poi in nessuno dei due ordinamenti esaminati la precarietà tutta italiana della nuova Quarta Area, sia in termini di precarietà dell’attivazione che di possibilità di accesso, caratteristiche che non la rendono classificabile come un’ Area destinata ad una progressione di carriera certa. Tutt’altro.

E prima di passare a mostrarvi il materiale tradotto trovato sui siti istituzionali della Funzione Pubblica di Spagna e Francia, vogliamo aggiornarvi su un comunicato di un Sindacato Autonomo che sbugiarda definitivamente tutti quegli esponenti sindacali che prima delle elezioni RSU hanno affermato, anche attraverso scritti divulgati pubblicamente, che l’appiattimento nella Terza Area sarebbe stato superabile attraverso le c.d. “famiglie professionali” previste dal CCNL. Ebbene il comunicato di ieri conferma quanto diciamo da mesi: le famiglie professionali si riferiscono ESCLUSIVAMENTE alle Aree di specializzazione: amministrativa, amministrativo-contabile, tecnica, informatica ecc.

E dopo aver assistito all’ennesima testimonianza della decadenza senza precedenti della propaganda sindacale…seguiteci…andiamo in Europa.

Spagna

Gli Organi e le Scale dei dipendenti pubblici sono assegnati ai seguenti gruppi in base al grado richiesto per l’accesso:

– Gruppo A, suddiviso in due Sottogruppi A1 e A2:

  • Sottogruppo A1: per accedere al sottogruppo A1 sarà necessaria la Laurea Magistrale o titolo equipollente. In questo gruppo saranno svolte le funzioni gestionali di gestione, ispezione, esecuzione, controllo, ecc. Fa parte di questo gruppo il personale direttivo e dirigenziale: funzionari direttivi, ispettori del lavoro e della previdenza sociale, magistrati ecc.
  • Sottogruppo A2 : in questo caso, dovremo poter accedere al Diploma, Ingegneria Tecnica, Architettura Tecnica o laurea equivalente. I funzionari del gruppo A2 collaboreranno nelle funzioni amministrative superiori e nei compiti di gestione amministrativa.

– Gruppo B: Per l’accesso agli organi o alla bilancia del Gruppo B sarà necessario essere in possesso del titolo di Tecnico Superiore.

– Gruppo C: Diviso in due sottogruppi, C1 e C2, a seconda del titolo di studio richiesto, C1 per il diploma di maturità o tecnico e C2 per la laurea in Istruzione Secondaria dell’Obbligazione.

In Spagna

l’articolo 19 del TRLEBEP stabilisce che i dipendenti hanno diritto alla promozione professionale.
La carriera professionale e la promozione del personale sarà effettiva attraverso le modalità previste dallo Statuto dei Lavoratori o dai contratti collettivi.

Francia

Categoria A

La categoria A comprende gradi gerarchicamente più alti e posti di lavoro nella progettazione, gestione e senior management (addetto amministrativo, ingegnere, ecc.) E professioni di insegnamento.

I concorsi di categoria A sono accessibili a bac+3 o più a seconda della professione, ma poiché i candidati sono sovraqualificati, la maggior parte di essi viene reclutata a livello di master .

Categoria B

La categoria B è per le posizioni dirigenziali , di candidatura e di redazione. Il livello richiesto per partecipare alle gare B parte dal livello di maturità, bac+2.

Categoria C

La categoria C include posizioni dirigenziali, che spesso richiedono la padronanza di un mestiere specifico (cuoco, elettricista, ecc)

Avanzamenti nella categoria A

Durante la sua carriera, un funzionario pubblico beneficia di avanzamenti retributivi e di grado. Può anche cambiare corporatura o struttura del lavoro: Insieme di dipendenti pubblici soggetti allo stesso insieme di regole, detti statuto speciale, fissato con decreto, e destinati ad occupare gli stessi posti di lavoro.

L’avanzamento di grado è il passaggio da un grado a un grado superiore all’interno dello stesso corpo .

Consente l’accesso a posizioni più elevate e una maggiore remunerazione.

Quali sono le condizioni da soddisfare per beneficiarne?

Lo stato speciale: Insieme di regole applicabili all’assunzione, all’avanzamento, alla promozione, alla retribuzione, ecc., a tutti i dipendenti pubblici che sono membri dello stesso organismo o quadro occupazionaledel tuo corpo determina le modalità di avanzamento: per scelta o dopo esame professionale.

E lo statuto speciale stabilisce anche le condizioni da soddisfare per poter beneficiare di un avanzamento a scelta o per sostenere l’esame o il concorso professionale.

Queste condizioni sono in particolari condizioni di pendenza e gradino.

L’avanzamento di grado può essere subordinato a una condizione di durata minima della formazione professionale nel corso della carriera.

Anche la precedente occupazione di determinati lavori o il precedente esercizio di determinate funzioni può essere una condizione richiesta per poter beneficiare di un avanzamento di grado.

In questo caso, l’esercizio di un’attività professionale durante la disponibilità può essere preso in considerazione per soddisfare tale condizione a seconda della particolare condizione dell’ente interessato.

La natura e il livello di questa attività professionale devono essere paragonabili a questi lavori o funzioni.

Come ottengo un avanzamento di grado?

L’avanzamento di grado avviene per scelta o dopo esame professionale.

Avanzamento elettivo

L’amministrazione datrice di lavoro sceglie i dipendenti pubblici che desidera promuovere a un grado superiore, tra coloro che soddisfano le condizioni previste dallo statuto speciale.

Le linee guida gestionali stabiliscono le linee guida ei criteri generali di cui tenere conto per le promozioni elettive.

I dipendenti pubblici sono scelti in base al merito professionale e all’esperienza professionale acquisita.

Le linee guida di gestione specificano le condizioni per tenere conto del valore professionale e dell’esperienza professionale acquisita dei dipendenti pubblici, in particolare attraverso le seguenti esperienze:

  • Diversità di background e funzioni svolte
  • Sono seguiti corsi di formazione
  • Condizioni speciali di pratica che attestano l’impegno professionale, l’adattabilità e, se applicabile, la capacità di gestire i team.

Tali condizioni consentono di tener conto delle attività professionali svolte dai dipendenti pubblici, ivi compresa l’attività sindacale, delle attività svolte in altre amministrazioni o nel settore privato.

I funzionari scelti sono elencati, in ordine di merito, su una tabella di promozione annuale.

I dipendenti pubblici sono nominati nel grado di avanzamento, al sorgere di posti vacanti, secondo l’ordine di iscrizione nell’albo.

La mera iscrizione al tavolo della promozione non costituisce nomina.

Il grafico di avanzamento è valido per 1 anno. Un funzionario iscritto all’albo, che non sia stato nominato nel corso dell’anno, può essere nominato a condizione che sia reinserito nell’albo per l’anno successivo.

Questa nuova registrazione non è automatica.

L’avanzamento di grado elettivo avviene continuamente da un grado al grado successivo superiore.

In alcuni casi, il superiore diretto del funzionario deve emettere un parere sulla sua promozione al grado successivo durante il colloquio di valutazione annuale.

Tale parere compare nel verbale dell’intervista.

È il caso dei dipendenti pubblici assunti nel grado attuale mediante assunzione diretta (senza concorso) e che al 31 dicembre sono nell’ultimo scatto del proprio grado da almeno 3 anni.

Ciò riguarda anche i dipendenti pubblici distaccati o integrati a seguito di distacco o direttamente integrati. In tal caso, il funzionario pubblico non deve aver beneficiato, sin dalla sua nomina nell’amministrazione di origine, di alcuna promozione mediante avanzamento, concorso o promozione interna.

Avanzamento dopo esame professionale

Lo statuto speciale stabilisce le condizioni da soddisfare per poter sostenere l’esame professionale e la natura delle prove d’esame.

La posizione speciale può prevedere, oltre all’esito delle prove, che la giuria tenga conto anche del fascicolo individuale dei candidati per stilare l’elenco degli ammessi all’esame.

Un’ordinanza ministeriale fissa ogni anno il numero dei posti offerti per l’esame professionale.

I dipendenti pubblici ammessi all’esame sono elencati in una tabella di promozione annuale.

I dipendenti pubblici sono nominati nel grado di avanzamento, al sorgere di posti vacanti, secondo l’ordine di iscrizione nell’albo.

La mera iscrizione nella tabella di avanzamento non costituisce assegnazione al grado di avanzamento.

L’avanzamento di grado dopo l’esame professionale può consentire, se lo stato speciale lo prevede, l’accesso a un grado diverso da quello immediatamente superiore a quello di funzionario.

Qual è il tasso di promozione?

Lo status speciale può prevedere che il numero dei dipendenti pubblici soggetti a un grado di avanzamento sia limitato in relazione al numero totale dei dipendenti pubblici nell’organismo.

In tal caso, il numero massimo di dipendenti pubblici che possono essere promossi in ogni grado di avanzamento è fissato dall’amministrazione con decreto ministeriale. Questo è il tasso di promozione .

Ogni anno l’amministrazione fissa, in base al numero totale dei dipendenti pubblici nell’organismo al 31 dicembre e al tasso di promozione, il numero dei dipendenti pubblici che possono essere promossi l’anno successivo.

Esempio :

Un organismo ha 150 dipendenti pubblici al 31 dicembre 2021. Il tasso di promozione al grado di avanzamento è  del 30% , ovvero 45 agenti. Al 31 dicembre 2021, il corpo ha 37 dipendenti pubblici nel grado di avanzamento. Nel 2022 sono quindi possibili 8 avanzamenti di grado.

Lo statuto speciale dell’ente determina la proporzione degli incarichi accessibili rispettivamente per scelta e per esame o concorrenza professionale.

Quando si raggiunge il tasso di promozione e non è possibile pronunciare un avanzamento per 2 anni consecutivi, si può pronunciare un avanzamento nel 3° anno  .

Come siamo chiamati?

Ogni dipendente pubblico che benefici di un avanzamento di grado è obbligato ad accettare il posto a cui è assegnato nel suo nuovo grado. Il rifiuto può comportare la rimozione dalla tabella delle promozioni o dalla graduatoria.

Link utili:

https://www.service-public.fr/particuliers/vosdroits/F568/personnalisation/resultat?lang=&quest0=0&quest1=0

https://www.mptfp.gob.es/portal/funcionpublica/funcion-publica/ep-pp/empleo_publico/tipos.html

https://www.oposbank.com/blog/clasificacion-grupos-funcionarios/

https://administrativando.es/funcionario-de-carrera-profesional/

Il nostro Coordinamento, costituito come COFFUCILS (acronimo di Coordinamento Funzionari Funzioni Centrali Laureati Specialistici) ma che per brevità continueremo a chiamare Coordinamento, è l’unico organo che per la prima volta difende realmente l’interesse di tutti i Funzionari con laurea magistrale/specialistica specifica. Dagli forza associandoti.

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Iniziative

L’incontro del Coordinamento con Aran: ecco cosa è successo e qualche riflessione

Nella mattinata di ieri il Presidente dell’Aran ha ricevuto la nostra delegazione. Il confronto, al quale ha anche partecipato la Dottoressa Maria Vittoria Marongiu, dirigente responsabile delle Relazioni Sindacali dell’Agenzia, è durato un’ora e mezza ed è stato aperto dal Consigliere Naddeo che ha in premessa escluso ogni modifica al futuro Contratto anche perché, ha affermato, ha già ricevuto il placet della Corte dei Conti e al massimo la prossima settimana i Sindacati saranno convocati per la firma definitiva. L’intervento è proseguito con la disamina di quelli che per Aran sono i punti di forza di questo Accordo ovvero una razionalizzazione alle disomogeneità tra i vari Ministeri ed Enti nell’Area Terza ottenuta con l’introduzione di un’unica figura giuridica, quella di Funzionario, e l’introduzione della Quarta Area la cui istituzione però, è stato ribadito dal Presidente Naddeo, è subordinata alla volontà e al finanziamento delle singole Amministrazioni con modalità di accesso demandate alla Contrattazione Collettiva Integrativa. Il Presidente Naddeo ha altresì evidenziato i vantaggi economici per gli ex funzionari apicali che potranno beneficiare di qualche ulteriore scatto economico.

Quando la parola è passata alla delegazione del nostro Coordinamento l’intervento è stato aperto sottolineando e ribadendo quanto continuiamo a scrivere su queste pagine ovvero la nostra ferma opposizione all’omogenizzazione prevista dal CCNL in approvazione che cancellerà il profilo professionale di Direttore e l’apicalità nel ruolo dei Funzionari, dando il via ad una uniforme e per noi ingiusta miscellanea di diverse capacità e titoli che non tutela le posizioni professionali sin qui raggiunte tramite concorsi pubblici o progressioni, frutto di selezioni che hanno richiesto il possesso di laurea magistrale/specialistica unitamente ad altri titoli. Abbiamo per questo reiterato la richiesta di tutelare tali profili attraverso l’introduzione, stante l’oramai impossibilità di intervenire sul Contratto, di un’Area Direttiva, naturale prosecuzione dell’Area Terza dei Funzionari, nella quale inquadrare subito i Direttori e i Funzionari Apicali e il cui accesso esclusivamente dall’interno sarebbe consentito solo ai possessori di laurea magistrale/specialistica per dare l’opportunità di entrata a tutti i Funzionari laureati con modalità da passaggio tra le aree. Ciò stante l’evidenza che i Funzionari sono i veri penalizzati da questo Contratto in quanto sono gli unici ai quali non sarà data la possibilità CERTA di un passaggio tra le Aree perché la Quarta Area, come confermato nell’incontro di ieri, rappresenta un’opportunità INCERTISSIMA.

E abbiamo fatto presente anche questo al Presidente Naddeo, il quale ha ribadito che l’Area delle Elevate Professionalità potrebbe rappresentare anche l’occasione per superare la problematica delle POER ADE ma che l’Agenzia non ha alcun potere d’intervento su questo argomento in quanto l’Area delle E.P. nasce vuota poiché non è stata finanziata.

All’affermazione di Aran sull’ulteriore opportunità data dalle Posizione Organizzative abbiamo prontamente ribattuto che l’esiguità dei compensi e l’irrilevante numero dei Funzionari beneficiari rendono, almeno nei Ministeri, questo strumento pressoché irrilevante,

Un nulla di fatto quindi sul piano dei risultati immediati. Tuttavia dal confronto emergono delle considerazioni che è importante analizzare: per la prima volta un organismo non rappresentativo è riuscito a portare lì dove si segnano i nostri destini professionali il dissenso e il malcontento dei Funzionari laureati. Abbiamo sottolineato più volte nel corso del confronto l’opportunità di valutare la ricaduta di questo Contratto sulla dignità professionale di migliaia di Direttori e Funzionari apicali appena assunti o che dopo decenni di servizio e sacrifici personali hanno raggiunto un traguardo che ora viene annullato. E vi possiamo assicurare che la richiesta non solo è stata consegnata ma la netta impressione è quella che questo messaggio sia stato effettivamente recepito. Che sia l’Area dei Direttivi o altra soluzione, la necessità di tutelare i profili professionali apicali e più in generali il personale con laurea specialistica è da ieri un argomento di riflessione per la controparte.

Lo stare in silenzio come prima di noi è stato fatto, dando l’impressione che tutto possa passare indisturbato sulle nostre teste e restituendo l’immagine di noi come di una immobile platea di Don Abbondio dalle perenni spallucce in attesa dell’ineluttabile, è stato interrotto. E’ vero, sono i risultati quelli che contano ma la strada per ottenerli è spesso lastricata di tentativi.

Il Presidente Naddeo ci ha comunicato che dopo la firma definitiva dell’Accordo saranno convocati tutti i Capi Dipartimento affinché l’Agenzia abbia un quadro completo sull’effetto della nuova normativa nelle singole realtà. E’ pertanto necessario che i colleghi in servizio presso le Amministrazioni Centrali, più vicini ai vertici cerchino di sensibilizzarli sull’esigenza di tutela di Direttori ed apicali. In tal senso come COFFUCILS prepareremo una lettera che invieremo ai Capi Dipartimento a nome dei nostri associati.

Ancora in tema di Quarta Area e di recepimento del nostro messaggio di salvaguardare i profili professionali di Direttori e apicali, il Presidente dell’Aran ha affermato che cercherà di sensibilizzare le Amministrazioni all’attivazione della nuova Area nell’ottica di offrire un concreto sbocco ai Funzionari che hanno raggiunto la posizione di vertice. Come Coordinamento ovviamente lo faremo anche noi prima che abbiano inizio le Contrattazioni decentrate. Però lo ripetiamo: l’Area Direttiva rappresenta una polizza assicurativa contro l’elevatissima alea di non accedere alla Quarta Area.

La seconda considerazione riguarda l’importanza dell’opportunità che abbiamo avuto di sollevare al tavolo di questo informale confronto con Aran quello che secondo noi potrebbe rappresentare un problema per la contrattazione integrativa in tema di mansioni da attribuire al profilo unico di Funzionario. Il nuovo contratto infatti al comma 4 dell’art 13 recita: “Ai sensi dell’art. 52 del d.lgs n. 165/2001, ogni dipendente è tenuto a svolgere le mansioni per le quali è stato assunto e le mansioni equivalenti nell’ambito dell’area di inquadramento...”. Si tratta però solo di una parte dell’art. 52 che nel testo di legge cui appartiene conclude con un’affermazione non da poco: “…ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a) ovvero tramite procedure selettive, conformi ai principi del comma 3, volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno;

Questo significa che nelle Amministrazioni dove ancora il Direttore/Funzionario apicale ha delle mansioni superiori o diverse da quelle degli altri Funzionari, il nuovo Funzionario unico non potrà avere mansioni diverse da quelle del Direttore pena la violazione di quella parte di testo dell’art. 52 non citata dal nuovo Contratto. E se è vero che il nuovo Ordinamento Professionale ha come asse portante l’omogenizzazione dei profili in tutto il Comparto anche per favorire la mobilità tra Enti, in tutto il Comparto le mansioni del Funzionario unico non potranno essere diverse, in termini di responsabilità e di incarichi ricopribili, da quelle del Direttore o dell’apicale delle Amministrazioni in cui l’ordinamento professionale ancora opera differenze nella Terza Area. Vedi a tal proposito il nuovo articolo su questo argomento.

Offriamo a chi legge la riflessione sul fatto che, in adesione alla norma vigente, anche l’ultimo arrivato nella Terza Area dovrà ricoprire le mansioni da Direttore.

L’ultima considerazione riguarda il Sindacato. Siamo arrivati al paradosso che la protesta dei Funzionari laureati sia stata ascoltata, sebbene in modalità correttamente informale, dall’Aran, quindi dalla controparte, e non dal Sindacato, che ci dovrebbe rappresentare e che nonostante ci legga attentamente, non si è mai palesato. Neanche per un commento. E neanche per una smentita. Quel Sindacato che avrebbe dovuto recepire e fare propria le rivendicazioni dei Funzionari laureati ha taciuto.

Non vorremmo fare di tutta l’erba un fascio ma crediamo che la ragione di tale colpevole silenzio risieda nell’unica volta in cui un Sindacato abbia citato le nostre ragioni attaccandole e distorcendole a proprio uso e consumo. Quell’attacco è la ragione dell’assenza. Non siamo colleghi ma pericoli. E a questo punto permetteteci una domanda : paghereste una persona che attacca le vostre ragioni?

L’incontro con il Presidente Naddeo si è concluso con un arrivederci. E’ stato il Presidente stesso ad invitarci a monitorare così come farà Aran la situazione per commentarla in un prossimo incontro. Allora abbiamo aperto un dialogo. Che prima non c’era.

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Riflessioni

Il barrito dell’elefante impaurito davanti al topolino troppo cresciuto

Ieri, Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione, ha confermato con il comunicato che riportiamo qui sopra, la fermissima volontà della Sua organizzazione sindacale di portare alla firma conclusiva l’ordinamento professionale che abroga definitivamente la figura del Direttore nel Comparto Funzioni Centrali.

Una figura professionale, vale la pena ricordare, messa a concorso addirittura fino al 2020 e i cui vincitori, ai quali è stata richiesta la laurea specifica e l’abilitazione alla professione di avvocato, assunti nel 2021.

In altre epoche il rispetto del Sindacato verso i colleghi avrebbe imposto quantomeno il proporre alla controparte governativa il c.d. “ruolo ad esaurimento”, una tutela verso la dignità professionale di chi aveva conquistato una posizione, un profilo. E anche il rispetto nei confronti della spesa affrontata dallo Stato per formare quella figura. Oggi siamo in mano ai professionisti del colpo di spugna. Per questo abbiamo chiesto e chiederemo in tutte le Sedi, anche sovranazionali, la verifica della legittimità di tali drastiche decisioni e alla Corte dei Conti di verificare quanto costano questi colpi di spugna e se detti costi non si configurino come danni alle Casse dello Stato.

Ora, noi dubbi non ne avevamo sul fatto che a pretendere l’appiattimento nella nostra Area fosse stato il Sindacato, ma avere conferme ufficiali sulla pervicacia e sulla drammatica fretta di realizzarlo ci aiuta tantissimo a segnalare alle nostre migliaia di associati e lettori le esatte coordinate dove cercare il nostro vero problema.

L’esigenza di questo articolo non è dunque quella di fornire una replica al comunicato in questione considerato che esso stesso rappresenta una risposta per tutti i Funzionari che si apprestano ad essere appiattiti, quanto piuttosto quella di fornire qualche delucidazione allo stesso segretario Colombi per via di alcune inesattezze lette nel suo scritto: la definizione di Funzionari Laureati Specialistici non attiene a “una non meglio definita qualifica di Specialisti ” ma è riferita al possesso di una laurea specialistica. Una licenza lessicale per sintetizzare le diverse denominazioni di laurea distinguendola da quella triennale. Esattamente quella laurea che il suo, come gli altri sindacati firmatari del nuovo contratto, hanno dimostrato di non voler più rappresentare, portando a termine l’abolizione di un funzionante, magari da perfezionare, percorso professionale nella Terza Area.

Secondo Colombi poi il nostro Coordinamento starebbe richiedendo ” un profilo professionale ad hoc con un meccanismo di progressione di carriera sganciato da quello degli altri funzionari“. Probabilmente da parte del segretario generale della UILPA si è trattato di una lettura non approfondita della nostra rivendicazione sintetizzabile in una progressione professionale che prevede il sacrosanto mantenimento della figura del Direttore, con l’inserimento della figura giuridica del Funzionario Esperto distinta da quella del Funzionario senza laurea o con laurea triennale.

Figura quest’ultima assolutamente non sganciata, come invece afferma Colombi, dalla progressione di carriera nella terza Area. Perché se un Funzionario consegue una laurea specialistica, anche grazie all’iniziativa #PA110elode perfettamente aderente a tale meccanismo, questi avrà la possibilità, negata dal Sindacato, di progredire all’interno della Terza Area, avendo accesso alle selezioni per il profilo di Funzionario Esperto e successivamente a quelle per Direttore, secondo modalità da demandare alla contrattazione integrativa. Possibilità parallele all’aspirazione ad obiettivi più ambiziosi come la vincita del concorso per la Quarta Area, qualora attivata nell’ Amministrazione di appartenenza, o per la dirigenza, attraverso la riserva dei posti.

Ciò comporta un maggiore coinvolgimento lavorativo del Funzionario consapevole dell’importanza di mantenere un’ottima valutazione annuale e una maggiore spinta motivazionale all’arricchimento culturale e formativo.

In alternativa al percorso richiesto nella Terza Area, e ribadiamo in alternativa, visto che anche questo passaggio è stato frainteso, abbiamo proposto l’istituzione di un’Area direttiva che parimenti non precluderebbe a nessuno una continuità, costituzionalmente garantita, di progressione professionale, nell’ottica di un percorso meritocratico e aziendalmente dinamico che parta dalla qualifica di appartenenza del segretario Colombi, ovvero quella di operaio, sino ad arrivare alla Quarta Area per chi in possesso dei titoli e dei requisiti richiesti.

Quindi nessuna “destrutturazione chirurgica dell’ordinamento professionale“, come afferma il capo della UILPA nel suo comunicato. Piuttosto una straordinaria opportunità per tutti di alzarsi al mattino con degli obiettivi lavorativi, dei sogni realizzabili, delle aspirazioni possibili, alimentando il proprio orgoglio grazie al conseguimento di un traguardo tangibile oltre il quale l’avventura lavorativa di ciascuno può ripartire per arrivare al gradino successivo. Una visione opposta a quella dei firmatari di questo Contratto, esclusivamente legata ad una esigua componente economica sbandierata come un drappo rosso davanti al pluri-infilzato toro svilito da politiche sindacali i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Appare chiaro allora che L’Italia delle Corporazioni citata nell’incipit del comunicato firmato da Colombi non c’entra proprio nulla con quello che noi rappresentiamo e con ciò che vogliamo difendere. Qualora si fosse trattato di un tentativo di far passare agli occhi dei colleghi il nostro “chiassoso Coordinamento” come una “gruppetto organizzato che fa richieste impossibili” desideroso di mantenere o ricostituire una “corporazione” beh…siamo spiacenti di comunicare che il tentativo è stato sventato.

Se poi la difesa dei profili direttivi autorizza Colombi a definirci corporativisti, ci permetterà il segretario di rammentargli che nel 2010 la UIL si rifiutò di firmare il Contratto Integrativo del Ministero dell’Interno che prevedeva l’abolizione della figura di Direttore perché tale abolizione avrebbe messo, come poi successo, in fortissime difficoltà i Funzionari dell’Amministrazione Civile accreditati con quella qualifica presso la dirigenza Prefettizia e della Polizia di Stato.

Anche per queste giravolte sulle nostre teste e sulle nostre vite adesso guardiamo al Sindacato come al nostro avversario principale cui promettiamo sin da ora l’opposizione con una delle Class Action più imponenti che si siano mai viste.

E se questo “chiassoso coordinamento”, come lo ha definito il capo della UILPA, dovesse arrecare fastidio ci dispiace moltissimo. L’unica cosa che possiamo consigliare è un buon paio di tappi per le orecchie perchè lo sanno pure i bambini che lo squittio del topolino può raggiungere frequenze così elevate da mettere in fuga l’elefante che vuole schiacciarlo.

Il nostro Coordinamento, costituito come COFFUCILS (acronimo di Coordinamento Funzionari Funzioni Centrali Laureati Specialistici) ma che per brevità continueremo a chiamare Coordinamento, è l’unico organo che per la prima volta difende realmente l’interesse di tutti i Funzionari con laurea magistrale/specialistica specifica. Dagli forza associandoti.

ggmmaa (senza spazi)
Indirizzo: via, numero civico, città
Amministrazione di appartenenza, Ufficio e città dove si trova l'Ufficio
Indicare se la fascia economica è apicale o non apicale
La tua mail che consulti sempre (preferibilmente non istituzionale)

Se il server del tuo Ufficio impedisce l’invio del modulo manda una mail con gli stessi dati a: funzionarifclaureati@gmail.com. Registreremo ugualmente la tua associazione.

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