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L’Area Quadri, la Quarta Area e quella Casa Comune che stiamo costruendo. Unisciti

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Sono intervenuto diverse volte sul tema: chi sia e chi debba rappresentare il Coordinamento dei funzionari con laurea magistrale/specialistica. È un problema non da poco e di fondamentale importanza, che ho sentito la necessità di risolvere ancora prima che decidessi di far parte dell’associazione, e di questo da subito ho discusso con Domenico e Corrado, sin dalle nostre prime conversazioni. Importante perché:

  1. stabilire chi siamo vuol dire capire chi rappresentiamo e quindi gli interessi che intendiamo difendere. Se questo elemento non è preciso, sicuro e ben delineato, il rischio è quello di portare avanti programmi, proposte, battaglie, interventi non chiari, poco omogenei, illogici, con il serio rischio che tali attività non vengano comprese e partecipate dall’intera platea di potenziali interessati;
  2. programmi non condivisi da tutti significa perdere forza contrattuale, in quanto è risaputo: l’unione fa la forza; quindi essere chiari, con una precisa definizione sul chi siamo e su cosa facciamo permetterà di unire persone che hanno stessi interessi e obiettivi, in maniera coesa e motivata;
  3. l’esperienza maturata, ma anche la storia che mi è stata raccontata dai colleghi più anziani di me, mi ha portato a considerare che in tutte le battaglie portate avanti da diversi gruppi ed associazioni nate all’interno delle compagini ministeriali, quello che è mancato è stata l’unitarietà dell’intera categoria di coloro che a buon titolo possono definirsi “direttivi” (mi riferisco in particolare alla vicenda della vice-dirigenza e a quella della retrocessione da direttori a funzionari), ovvero la mancanza di un senso di appartenenza comune ci ha reso più deboli ed attaccabili;
  4. in sintesi stabilire in maniera più chiara possibile chi siamo e cosa vogliamo, ci permetterà di agire in modo più efficace e concreto oltre a creare uno spirito di corpo che sarà più difficile scalfire da parte delle altre parti del contendere.

E allora quale sia la strada che il Coordinamento, che sta per trasformarsi in una Associazione registrata, voglia intraprendere per difendere gli interessi degli associati, dipende da quello che decidiamo di volere essere come lavoratori del Pubblico Impiego.

A questa interrogativo rispondo che noi dobbiamo rappresentare quello che nel mondo dello studio dell’organizzazione del lavoro è chiamato “middle management” ossia una categoria intermedia tra la dirigenza e la carriera impiegatizia di concetto, un insieme di lavoratori qualificati che in letteratura è ben delineato, con un suo ruolo e che trova fondamento nel ns diritto civilistico all’art 2095 “I prestatori di lavoro subordinato si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati e operai. Le leggi speciali [e le norme corporative], in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura dell’impresa, determinano i requisiti di appartenenza alle indicate categorie”.

Ora non sto lì a raccontarvi come nel pubblico impiego questa area sia stata ostacolata fin da quando il pubblico impiego è stato privatizzato. Come sappiamo le ragioni di fondo che ci hanno portato in questa situazione sono proprio da un lato la privatizzazione del pubblico impiego e dall’altro il non avere istituito, in parallelo con il settore privato, l’area quadri/direttivi.

Da ciò ne deduco che fintanto che non ci adopereremmo per ottenere una nostra Area, difficilmente otterremmo un qualche riconoscimento per l’intera categoria. Aggiungo che senza questo fondamentale e prioritario obiettivo, difficilmente potremmo vedere riconosciute anche le tante giuste rivendicazioni, anche settoriali, che più volte sono state richieste con ricorsi, richieste sindacali o a politici, ecc….

Ma cosa è in concreto il middle management e soprattutto se ne parla di questo argomento? Esiste nella P.A. questo tema? È considerato importante il ruolo dei quadri/direttivi nell’organizzazione del lavoro e quindi nell’efficacia della P.A.?

Se ne parla eccome, di più, l’argomentazione secondo la quale la P.A. deve modernizzarsi e migliorare la propria efficienza passa proprio attraverso il middle management, almeno così appare nel famoso “Piano Colao” che reputa fondamentale la costituzione ed il rafforzamento di un middle management pubblico, al punto da farne una iniziativa (vedi il n°71 del piano https://st3.idealista.it/news/archivie/2020-06/piano_colao_download.pdf), dove leggiamo:”…. Il «middle-management» soprattutto nel settore pubblico è lo snodo chiave ….” E ancora “la conoscenza delle pratiche interne è spesso fondamentale per incidere sui processi rispetto alle competenze esterne. Esistono già quadri intermedi validi e facilmente professionalizzabili con interventi formativi, ma spesso ignorati e non premiati”. (per approfondire il tema invito tutti i colleghi a fare una ricerca su internet, essa è veramente molto istruttiva e rafforza in noi l’importanza del ruolo che rivestiamo!!)

Quindi da un lato ci si riempie la bocca di belle parole, si parla di funzionari, quadri, middle management, di come siano importanti, ecc….., dall’altro i profili direttivi e quelli pre-direttivi da destinare ai Funzionari muniti di laurea magistrale/specialistica specifica vengono eliminati da Contratti Collettivi che continuano a non riconoscere quella figura di lavoratore tanto importante; nondimeno attua una vera e propria mistificazione dei ruoli accomunando nella stessa area “funzionari”, dagli ex lavoratori di profilo dirigenziale alla loro assunzione in servizio, fino a personale proveniente dalla carriera di concetto (o anche di applicato) senza laurea. Questo è veramente troppo.

Tutta questa riflessione per mettere in evidenza che il reale ruolo che svolgiamo quotidianamente nei posti di lavoro ci colloca di fatto in questa categoria (middle management, quadri o funzionari che dir si voglia) e per questo semplice fatto dobbiamo pretendere che tale ruolo sia riconosciuto, tanto più se esso è a fondamento della classe politico-decisionale del ns Paese, a giustificare le proprie azioni di governo. Questo paradossale dilemma pongo all’attenzione soprattutto del Presidente del Consiglio Draghi, del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta del presidente dell’Aran Antonio Naddeo, e chiedo se è davvero possibile pensare ad un sistema Paese che da un lato considera positivamente il ruolo del middle management e dall’altro svaluta e offende la dignità di migliaia di lavoratori specializzati e formati con in tasca una laurea magistrale, così come è stato fatto negli ultimi decenni e ancor più confermato con la firma dell’ultimo CCNL Comparto Funzioni Centrali.

Ma torniamo a noi, al nostro ruolo e alla strategia politica che dovrà guidare le nostre azioni. Si, perché evidenziare e chiarire questi punti serve per non commettere errori. Facendo tesoro dagli errori di una politica associazionistica che i risultati hanno decretato errata, agiremo in modo da arginare atteggiamenti che da ragionamenti ascoltati e post letti risultano ancora rappresentare ottiche conservatrici, anacronistiche difese di interessi di nicchia, contrari all’unitarietà di intenti che ho cercato di descrivere.


Troppo spesso cadiamo nell’errore di accettare soluzioni parziali che accontentano un gruppo a discapito di tutta la categoria di Funzionari con laurea specialistica specifica. Comportamento questo perfettamente sovrapponibile a quello adottato fino ad oggi proprio da tutti coloro che hanno creato questo sistema, in primis i sindacati! Ecco perché dobbiamo stare sempre attenti a costruire proposte che tengano conto principalmente dell’unitarietà della categoria; ecco perchè dobbiamo agire e pensare con uno spirito di corpo istituzionale che vuole avere il suo ruolo all’interno della pubblica amministrazione.

Non possiamo pensare di chiedere una soluzione per i direttore del MEF, una per gli ex consiglieri di ragioneria del ministero dell’interno, una per coloro che sono iscritti ad un albo professionale, e via dicendo. Soluzioni parziali andranno via via appoggiate o meno solo se inserite in un più ampio ambito di riconoscimento della figura e funzione di quella che possiamo definire categoria dei DIRETTIVI o Quadri (come sono chiamati in ambito di rapporto di lavoro privato).

La costituenda Associazione alla quale stiamo lavorando avrà come scopo quello di unire tutte le migliaia di Funzionari laureati che oggi sono privi di rappresentanza, abbandonati da tutti i Sindacati dopo essere stati appiattiti e dunque cancellati come categoria. Quindi prima costruiamo la nostra Casa, che rappresenta da sola una grande conquista, poi a questa casa daremo le identità necessarie, in un percorso professionale certo, costituito da più profili nel rispetto innanzitutto del titolo che deve essere il comune denominatore e poi di ulteriori titoli, esperienze, competenze e formazione. Non trascurerei l’aspetto retributivo che deve essere finalmente proporzionato al livello di competenza e al ruolo che il middle management di cui ho parlato sopra rappresenta quale parte fondamentale del sistema Paese.

Proprio per l’importanza di questi concetti ritengo sia fondamentale che simili istanze vengano rappresentate presso gli organi istituzionali e presso i vertici delle OO.SS. da esponenti appartenenti alla nostra categoria. Ecco perché stiamo trasformando il Coordinamento in un’Associazione registrata concepita, a partire dal suo statuto e dalla sua struttura, come un inedito ed autorevole organo di pressione ed interazione. Con la forza che i colleghi vorranno conferirgli.

Francesco Mascia – Coordinamento Nazionale COFFUCILS

Associati ora al Coordinamento:

ggmmaa (senza spazi)
Indirizzo: via, numero civico, città
Amministrazione di appartenenza, Ufficio e città dove si trova l'Ufficio
Indicare se la fascia economica è apicale o non apicale
La tua mail che consulti sempre (preferibilmente non istituzionale)

Se il server del tuo Ufficio impedisce l’invio del modulo manda una mail con gli stessi dati a: funzionarifclaureati@gmail.com. Registreremo ugualmente la tua associazione.

Il versamento della quota facoltativa una tantum minima di 5 euro per aiutarci a sostenere le spese puoi effettuarlo qui:




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4 risposte su “L’Area Quadri, la Quarta Area e quella Casa Comune che stiamo costruendo. Unisciti”

Io credo che l’area quadri deve essere l’obiettivo principale di uno sviluppo di carriera di noi funzionari laureati.
Posso essere anche d’accordo sul fatto che un’ area II dopo dieci nel ruolo venga “promosso ” al ruolo di funzionario (anche se eticamente errato). Ma allora si rende necessario che il funzionario area III abbia la possibilità di accedere alla quarta area come sbocco professionale. Quanto meno un funzionario che gestisce un team o che lo ha gestito per anni!!!Altrimenti a cosa serve la laurea?
Trovo scorretto che un dirigente guadagni in alcuni casi più del del doppio rispetto a noi che de facto svolgiamo anche le sue mansioni e trovo ancora scorretto che il netto in busta tra noi e un’ area II sia di piccolissima differenza quando NOI apponiamo le firme , noi ci prendiamo le responsabilità di tutto. Soprattutto chi, oltre ad essere Funzionario, è anche un agente contabile

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