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La voce ai colleghi: l’arroganza del Sindacato. Da Direttore a Funzionario come l’ultimo arrivato

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Riceviamo e pubblichiamo:

Spett.le Redazione, in riferimento alla vostra email e alla sacrosanta petizione che state promuovendo ( a cui aderirò sicuramente) vorrei sottoporre all’attenzione Vostra e degli altri colleghi ex direttori anche una battaglia e un obiettivo essenziale da raggiungere proprio attraverso la petizione. Come prima cosa, infatti, dobbiamo pretendere ed ottenere di sanare in sede di applicazione del nuovo CCNL e di scrittura del relativo contratto integrativo una situazione aberrante e inaccettabile
per la dignità umana e professionale mia e di tanti altri lavoratori e colleghi che si sono venuti a trovare nella mia stessa condizione, a causa della illecita e distorta applicazione data, in sede di contrattazione integrativa e di progressioni economiche, al precedente CCNL del 2007, valevole per il quadriennio 2006-2009.

Come è noto, il contratto integrativo del 2010 – che ha fatto seguito al CCNL del 2007 – ha unificato l’intera area III (già Area C ed ex carriera direttiva) del personale contrattualizzato dell’Amministrazione Civile dell’Interno facendo, in particolare, confluire tutti gli appartenenti a detta area nella nuova ed unica qualifica di “funzionario”.
Fino a quel momento, gli appartenenti all’area III erano rimasti non soltanto inquadrati separatamente nelle tre distinte e disallineate qualifiche di direttore, funzionario e collaboratore (aventi nella scala gerarchica di tale area il seguente ordine decrescente di grado e di importanza: direttore=q.apicale, funzionario=q.intermedia e collaboratore=q.iniziale, corrispondenti ad altrettanto differenti e decrescenti livelli retributivo-funzionali e posizioni economiche di inquadramento IXbis=C3s, IX=C3, VIII=C2, VIIbis=C1s e VII=C1), ma avevano anche maturato diverse anzianità di permanenza in tali qualifiche (e nei corrispondenti livelli retributivo-funzionali) della ex Area C.

Con l’unificazione di cui sopra sono state in sostanza equiparate, appiattite e ridotte ad una sola le diverse qualifiche e le differenti esperienze professionali già acquisite da tutti gli appartenenti all’area III, sottraendo ad alcuni di questi la pregressa qualifica di direttore, confermando ad altri quella già rivestita di funzionario ed concedendo ad altri ancora (ovverosia agli ex collaboratori) quella di funzionario.

Al riguardo, mi “permetto” di aggiungere che il nuovo sistema classificatorio di inquadramento del personale civile contrattualizzato introdotto dal CCNL del 2007 era già di per sé ignobilmente degradante, almeno per gli appartenenti all’area III, laddove aveva concesso alla contrattazione integrativa interna di ogni singola Amministrazione l’autorizzazione a poter disporre anche eventuali dequalificazioni professionali, giuridiche, gerarchico-funzionali e mansionali per alcuni lavoratori attraverso l’accorpamento, l’unificazione e l’equiparazione di qualifiche precedentemente ben differenziate e distinte per valore, per funzioni-compiti-mansioni, per status giuridico e posizione gerarchico-funzionale nell’ambito dell’organizzazione lavorativa, per qualità-responsabilità-difficoltà-remunerazione dell’attività lavorativa svolta e per impegno-disponibilità richiesti.

Tuttavia, se – purtroppo – è pacifico che le norme vigenti e la stessa giurisprudenza della Cassazione riconoscono scandalosamente alle organizzazioni sindacali ed ai Contratti collettivi nazionali di comparto l’assurda e ignobile facoltà di poter operare d’imperio e a proprio piacimento modificazioni, soppressioni e accorpamenti di preesistenti qualifiche professionali comportanti anche reinquadramenti peggiorativi del posizionamento e dello status giuridico-gerarchico-funzionale-mansionale-economico precedentemente posseduti, acquisiti e raggiunti da alcuni lavoratori (considerati sacrificabili senza il loro consenso e contro la loro volontà da chi mal li
rappresenta sindacalmente), è altrettanto vero che, nel caso che ci riguarda, la pregiudizievole soppressione della qualifica di direttore (riconvertita riduttivamente in funzionario) avrebbe potuto essere sì realizzata e fatta valere, ma soltanto per il futuro, vale a dire con efficacia ex nunc e cioè solo dal momento dell’entrata in vigore del CCNL autorizzatorio (sottoscritto nel 2007) o, al più, dalla data di validità e decorrenza degli effetti giuridici ed economici di tale accordo nazionale (coincidente con l’anno 2006).

Quando molti di noi “direttori” ci lamentammo per quella discutibile “unificazione” delle tre precedenti qualifiche dell’area III (collaboratore, funzionario e direttore) nella sola e indifferenziata qualifica di funzionario, che comportò per me ed altri colleghi la retrocessione (almeno lessicale) da direttore a funzionario, sebbene l’Amministrazione e l’ARAN avessero proposto il mantenimento nella nostra area delle due distinte e separate qualifiche di funzionario e direttore (distinzione che è
stata invece correttamente conservata anche in sede di contrattazione integrativa nel Ministero della Giustizia), sia i nostri rappresentanti sindacali che i giudici di merito (soltanto di primo e secondo grado perché proseguire con un ricorso in Cassazione mi sarebbe costato troppo), ci assicurarono e rassicurarono:

  • che non avevamo ragione di preoccuparci, né di temere alcunché;
  • che non dovevamo affatto considerare questo “solo apparente” appiattimento come uno scivolamento all’indietro;
  • che il confluire insieme agli ex collaboratori ed ex funzionari in un’unica qualifica sarebbe stato per noi improduttivo di qualsiasi mortificante dequalificazione o demansionamento professionale;
  • che, nonostante la nuova denominazione attribuita alla nostra qualifica, non avremmo subito alcun danno, perdita o diminuzione né a livello gerarchico-funzionale, né di progressione giuridica ed economica di carriera, né nell’immediato, né in prospettiva futura;
  • che avremmo avuto anzi nuove e vantaggiose prospettive di crescita economica con l’accesso alle fasce retributive superiori F6 ed F7;
  • che non avremmo patito pregiudizievoli scavalcamenti o ingiuste pretermissioni a nostro disfavore e a vantaggio di colleghi che, rispetto a noi, avevano poca e/o assai inferiore anzianità di servizio (oltreché di vita, di più duro, qualificato e impegnativo lavoro e di assunzione di ben maggiori responsabilità) nella qualifica di direttore.

Purtroppo, invece, così non è stato, perché in tutte le progressioni economiche successive alla prima (quella del 2010 di passaggio dal vecchio al nuovo sistema) la ben più lunga anzianità di inquadramento, nonché il maggior peso e valore dell’esperienza lavorativa da noi maturata come direttori nella IX qualifica funzionale dal 2002 (rispetto ad altri colleghi nominati direttori soltanto nel 2006) ci sono stati disconosciuti, espropriati e riconsiderati ab initio tam quam non essent, anche per il periodo precedente a quello “regolabile” (2006-2009) dal contratto introduttivo del nuovo sistema classificatorio.

In particolare, per volontà sindacale, le nostre ben più antiche anzianità di nomina e di inquadramento come direttori sono state completamente annullate ed equiparate retroattivamente al servizio svolto dagli ex funzionari di VIII livello e dei collaboratori di VII livello, al punto che nelle progressioni da F5 ad F6  per gli anni 2018 e 2019, io e molti altri colleghi con laurea specialistica doc del vecchio ordinamento che eravamo stati inquadrati come direttori sin dall’1.10.2002 (e proprio per questo collocati avanti a tutti gli altri nella graduatoria del primo e omnicomprensivo passaggio da F4 a F5 del 2010) siamo rimasti esclusi dal passaggio alla fascia F6 perché superati sia nel 2018 che nel 2019 da colleghi nominati direttori soltanto nel 2006 (se non addirittura dopo) ed anche non laureati o muniti solamente di laurea breve.

Questo perché ogni anno di servizio precedentemente prestato tanto come direttore che come funzionario o collaboratore è stato indifferentemente valutato con punti 1, alla faccia di tutti quelli che come me hanno svolto e svolgono per davvero, da tantissimi anni, con molto sacrificio, senso di responsabilità e del dovere, nell’ambito del Dipartimento della P.S., l’incarico di direttore di sezione e che, invece di essere aiutati e tutelati come lavoratori, siamo stati pregiudicati dalle stesse nostre organizzazioni sindacali che con la loro azione hanno rallentato bruscamente se non quasi arrestato la nostra crescita retributiva, escludendoci e/o facendoci sopravanzare nelle progressioni economiche da colleghi che hanno avuto incarichi, compiti lavorativi e percorsi professionali e di carriera assai meno qualificati, difficoltosi e impegnativi dei nostri.

Però, vista la nuovissima area IV creata dall’ultimo contratto e le nuove progressioni economiche che dovranno essere bandite all’interno delle area III, ci sono ora l’opportunità, il tempo e il modo per rimediare agli errori passati e per eliminare le irragionevoli disparità di trattamento e le inique storture verificatesi, all’interno dell’Area III, in occasione e per effetto delle progressioni economiche svoltesi dal 2018 in poi, con una più giusta, corretta e selettiva (ri)valutazione del servizio pregresso e della laurea specialistica posseduta.

Per onestà intellettuale devo aggiungere che, nelle progressioni economiche del 2018 e degli anni successivi, ancora più penalizzati, mortificati e declassati di me (e di tanti altri ex direttori con la mia stessa decorrenza di nomina di ottobre 2002) sono stati tutti quegli ex direttori provenienti dalla carriera direttiva-doc dei vice-consiglieri di ragioneria, a cui avevano avuto accesso come laureati e nella quale avevano già raggiunto la qualifica di direttore di sezione ben prima di essere reinquadrati a “decrescere” nel 2002 come direttori (senza più sezione) e in seguito come funzionari.

Non bastava quello che avevano già subito, occorreva anche spossessarli abusivamente ab origine dell’intero servizio prestato (come se non fosse mai esistito o mai stato svolto) nelle qualifiche apicali della carriera direttiva “doc” e di quella post-doc fino a tutto il 2006 e farli scavalcare nelle progressioni economiche di fascia da tanti miei colleghi con maggiore anzianità assoluta di servizio, ma con ben minore esperienza e permanenza all’interno e all’apice della carriera direttiva post-doc?

E  come è stato possibile perpetrare un furto di vita, di dignità e di professionalità del genere, quando invece i precedenti nostri contratti collettivi nazionale e integrativo, che hanno introdotto l’allora nuovo sistema di classificazione del personale, potevano “normare” giuridicamente ed economicamente in quel modo (arbitrario e peggiorativo per molti lavoratori) soltanto dal 2006 in poi, senza essere in alcun modo legittimati a far retroagire ex tunc l’equiparazione e l’unificazione dell’area III a nemmeno un attimo prima del 2006, così come è stato fatto invece allorquando si è valutato in misura esattamente identica e indifferenziata (con l’attribuzione indistinta di punti 1), ogni anno di esperienza lavorativa maturata (in posizioni, compiti, funzioni ed attività assolutamente diseguali) nelle diverse qualifiche di collaboratore, funzionario, direttore, direttore di sezione ecc.? 

Quanto sopra dovrebbe essere il nostro punto di partenza per compulsare Amministrazione e Sindacati a proporre e scegliere – nei nuovi accordi – criteri di valutazione e di selezione più equi ed adeguati per l’accesso alle nuove aree, fasce e posizioni economiche istituite dal CCNL appena approvato, individuando anche apposite forme e modalità “restitutorie”, per riattribuire definitivamente a tutti noi ex “direttori” più anziani l’insopprimibile diritto a conservare intatte almeno fino al 2006 le più qualificate esperienze professionali e le maggiori anzianità di inquadramento, di carriera e di servizio da noi maturate nella qualifica di “direttore” (e, per gli ex vice-consiglieri di ragioneria, anche come “direttore di sezione”) e di cui siamo stati illegittimamente privati a partire dal 2018 in sede di progressione economica alla fasce retributive
superiori.
Roma, 11 marzo 2022

Fabrizio Fiorucci

Funzionario F6 Ministero dell’Interno

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10 risposte su “La voce ai colleghi: l’arroganza del Sindacato. Da Direttore a Funzionario come l’ultimo arrivato”

Ciao Carmela,

sono Fabrizio Fiorucci l’autore dell’articolo pubblicato sulla nostra retrocessione da direttori a funzionari.

Vista la tua “condivisione”, vorrei sapere se sei interessata ad unirti a me e ad altri colleghi maltrattati per valutare l’opportunità di esperire un’eventuale azione legale.

In caso affermativo, potresti contattarmi per email all’indirizzo fiorelli_f@libero.it ?

Grazie

Fabrizio

Condivido pienamente e sono pronta ad aderire al ricorso che riterremo opportuno e necessario intraprendere. Grazie

Ciao Angela,

sono Fabrizio Fiorucci l’autore dell’articolo pubblicato sulla nostra retrocessione da direttori a funzionari.

Vista la tua “condivisione”, vorrei sapere se sei interessata ad unirti a me e ad altri colleghi maltrattati per valutare l’opportunità di esperire un’eventuale azione legale.

In caso affermativo, potresti contattarmi per email all’indirizzo fiorelli_f@libero.it ?

Grazie

Fabrizio

Ciao Carmelo,

sono Fabrizio Fiorucci l’autore dell’articolo pubblicato sulla nostra retrocessione da direttori a funzionari.

Visto il tuo “gradimento”, vorrei sapere se sei interessato ad unirti a me e ad altri colleghi maltrattati per valutare l’opportunità di esperire un’eventuale azione legale.

In caso affermativo, potresti contattarmi per email all’indirizzo fiorelli_f@libero.it ?

Grazie

Fabrizio

Ciao Conrad,

sono Fabrizio Fiorucci l’autore dell’articolo pubblicato sulla nostra retrocessione da direttori a funzionari.

Vista la tua “condivisione”, vorrei sapere se sei interessato ad unirti a me e ad altri colleghi maltrattati per valutare l’opportunità di esperire un’eventuale azione legale.

In caso affermativo, potresti contattarmi per email all’indirizzo fiorelli_f@libero.it ?

Grazie

Fabrizio

Buongiorno colleghi, sono un Funzionario F5 del Ministero dell’Interno. Condivido in toto l’articolo del collega Fiorucci, dobbiamo riprenderci la nostra qualifica e la dignità del nostro ruole, le politiche di appiattimento professionale perseguite dai sindacati ed avallate dall’Amministrazione ( a cui non frega nulla delle vicende del personale non dirigenziale) hanno toccato lo zenit dell’indecenza. Pensano che ai pubblici dipendenti interessino solo un paio di palanche in più e tutto il resto è noia. Basta.
Il nuovo contratto ha addirittura peggiorato le cose estendendo l’obbrobrio già in atto da anni nel Ministero dell’Interno a tutto il personale di Area Terza delle Amministrazioni Centrali. E ci sarà da ridere quando i Direttori del Ministero della Giustizia – una categoria che in quegli uffici conta parecchio e gode di grande prestigio, contrariamente ad altri settori della P.A.- si vedranno retrocessi a Funzionari…
Sull’azione legale, cari colleghi, avendo – come tanti di noi – uno straccio di laurea in legge vecchio ordinamento, dubito che possa sortire effetti positivi, conoscendo gli orientamenti giurisprudenziali in tema di pubblico impiego contrattualizzato. Sarebbe opportuno, prima di avviarla, richiedere un parere pro veritate ad un legale esperto della materia, qualcuno che non abbia bisogno di rastrellare clienti e che quindi garantisca l’emanazione di un atto scevro da compiacenze “ruffiane” verso le posizioni dei richiedenti.
Un caro saluto
P.S. Quando si commise la “fetenzia” denunziata dal collega Fiorucci, usci un parere Aran che rassicurava sul fatto che cmq un F4 .F5 ecc. , anche se formalmente “retrocesso” a Funzionario, non poteva essere equiparato, all’interno delle dinamiche gerachiche degli uffici, agli altri Funzionari. Tutti se lo ricordano sto parere, nessuno lo trova più…

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