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Il nuovo contratto e l’appiattimento Professionale nella Terza Area. Cui prodest?

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Quella parte sull”ordinamento professionale nell’ipotesi di contratto Funzioni Centrali 2019-2021, sottoscritta dall’ Aran e dalla quasi totalità delle OO.SS della Funzione Pubblica, l’abbiamo letta e riletta. Oggi vogliamo farlo con voi, con i colleghi Funzionari del Comparto Funzioni Centrali, aprendo ai vostri commenti e alle vostre riflessioni.

Nell’Area Terza un solo profilo. La morte delle aspirazioni

L’incipit del Titolo Terzo, contenuto nel comma 1 dell’art. 12, rappresenta, non solo a nostro modo di vedere, una contraddizione in termini rispetto al comma 2 dell’art.13 . Il primo recita infatti

“Il nuovo modello classificatorio persegue la finalità di fornire alle amministrazioni del comparto Funzioni Centrali uno strumento innovativo ed efficace di gestione del personale e contestualmente offrire, ai dipendenti, un percorso agevole e incentivante di sviluppo professionale

mentre il secondo, a distanza di poghe righe afferma:

“Le aree sono individuate mediante le declaratorie che descrivono l’insieme dei requisiti indispensabili per l’inquadramento nell’area medesima. Le stesse corrispondono a livelli omogenei di competenze, conoscenze e capacità necessarie per l’espletamento di una vasta e diversificata gamma di attività lavorative, secondo quanto previsto dall’allegato A. All’interno dell’Area si ha equivalenza e fungibilità delle mansioni ed esigibilità delle stesse in relazione alle esigenze dell’organizzazione del lavoro“.

Traduzione: il percorso agevole e incentivante di sviluppo professionale lo puoi avere solo ed esclusivamente se passi da un’Area all’altra. Ergo se si trovi già nell’Area Terza, funzionario sei e funzionario rimarrai. A vita. Quindi nessun percorso nè agevole nè accidentato di incentivante sviluppo professionale.

Ed è qui che entra in gioco, per fare ingoiare la sempre più amara e disgustosa pillola dell’ appiattimento e del livellamento, la famosa quarta Area. Peccato però che questa sia stata pensata per allettare i professionisti del PNRR da prestare alla Pubblica Amministrazione e per qualche supers-pecialista interno …ed evidenziamo qualche, visto che si parla di un tabellare base di circa 60.000 euro. Ragionamento e calcoli li abbiamo illustrati nel testo della petizione che invitiamo tutti a firmare. Pessimisti? Realisti piuttosto. In ogni caso, la stragrande maggioranza di funzionari che non ascenderà all’Olimpo delle Elevate Professionalità non avrà la possibilità nè la soddisfazione di un minimo di progressione professionale.

Ma svegliamoci dall’oniricità dell’Area Quarta e torniamo sulla terra, nell’Area Terza, per la quale il nuovo contratto, così come per le altre Aree, prevede l’abolizione delle fasce economiche.

Eppure, in più Amministrazioni erano proprio le fasce economiche a rappresentare un ultimo baluardo differenziale tra Funzionari, più esperti rispetto a quelli meno esperti, più qualificati rispetto a meno qualificati, tra funzionari ed ex Direttori, figura professionale prevista per l’Area Terza e ancora mantenuta al Ministero della Giustizia (fino all’entrata in vigore del nuovo contratto che la spazzerà via come già successo in altri Ministeri).

Addirittura per i Funzionari economici-finanziari e i Funzionario amministrativi in servizio presso gli Uffici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza quelle fasce economiche ad oggi rappresentano un’equiparazione con i ruoli della Polizia di Stato, equiparazione vitale per chi opera in ambienti “abitati” da altre Organizzazioni fortemente gerarchizzate. Ma è evidente che chi ha firmato l’ipotesi del nuovo contratto o sconosce queste problematiche che incidono quotidianamente nelle carne viva dei dipendenti o, peggio, fa finta di non conoscerle.

Cui prodest?

Il nuovo contratto dunque rade al suolo ogni minima differenza professionale all’interno dell’Area Terza agitando qualche biglietto da cento euro come “risarcimento” all’appiattimento. Come se si lavorasse solo per il denaro. In ogni organizzazione lavorativa deve essere presente una prospettiva di crescita, di sviluppo, contro l’impoverimento da mancanza di prospettive: un concetto declinato in mille modi da tutti i manuali di diritto del lavoro che spiegano come i padri costituenti, con l’art 35 della Costituzione, hanno affermato un vero e proprio diritto alla carriera che oggi viene spesso tutelato nelle aule dei tribunali contro le forme di demansionamento o di perdita di chance lavorative.

E allora perchè questo appiattimento così pervicacemente voluto? A chi serve? Non essendo nelle “segretre stanze” non ci è possibile fornire una risposta a questo interrogativo. Sicuramente il profilo unico consentirà alla dirigenza di poter disporre di tutti potendogli far fare tutto, senza distinzione. Molto più semplice rispetto allo gestire diversi livelli di reponsabilità. A voler essere proprio maliziosi, anche liberandosi da fastidiose insidie vice-diringeziali rappresentate dai funzionari di livello più elevato.

Per le organizzazioni sindacali, sempre a voler pensar male, l’impossibilità per alcune fasce di funzionari di rivendicare profili più elevati rappresenta un bel sospiro di sollievo rispetto alla spada di Damocle del dovere di scegliere i criteri per accedere ai profili professionali di più elevata responsabilità e maggiormente retribuiti. Perchè quando, per fare più tessere, devi accontentare quante più persone possibili, diventa arduo conciliare i numeri con il possesso dei titoli specifici e in più in generale con le competenze e la meritocrazia. Ovviamente, sempre a pensar male.

Per fortuna si tratta solo di ipotesi formulate da malpensanti perchè se fosse così nella realtà sarebbero due motivazioni gravissime adottate da parte di chi è invece chiamato a creare le condizioni per un pieno sviluppo professionale con l’assunzioni di mansioni e responsabilità crescenti debitamente retribuite.

Quindi preferiamo pensare semplicemente che le ragioni di questa “filosofia del tutti uguali” non le abbiamo comprese e faremo di tutto per chiedere con forza che nel CCNL FC 2019-2021 l’istituzione per la Terza Area dei profili di Funzionario, Funzionario Esperto (o Capo che dir si voglia) e di Direttore, proporzionalmente retribuiti parallelamente alle progressioni economiche già previste, in modo tale che ogni Amministrazione li possa declinare nel proprio integrativo senza disomogeneità alcuna.

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3 risposte su “Il nuovo contratto e l’appiattimento Professionale nella Terza Area. Cui prodest?”

Ciao Antonio, non si può contestare una bozza quindi si è aspettata la versione di preaccordo. In ogni caso manifestate il proprio dissenso è importante ed è una pratica poco praticata al netto di abbaiare alla luna nell’isolamento dei propri uffici. La petizione è importante perché raggiungerà Aran e Sindacati con una frase: “non in mio nome”.

sottoscrivo in pieno il tuo pensiero, sono un ex vice consigliere di ragioneria (ministero dell’interno) che ha perso non solo la carriera da “FUNZIONARIO”, MA ANCHE QUELLA DA DIRIGENTE, dato che il mio concorso questo prevedeva. Io e i miei colleghi combattiamo da anni perchè ci siano riconosciuti i ns sacrosanti diritti sia economici che di un lavoro qualificato e riconosciuto.
Spero che il ns gruppo di ex VCR possa riconoscersi con quanto stai proponendo e che si possa tutti assieme fare una unica forza per ottenere un riconoscimento alle ns rivendicazioni. Per ora battendoci perché il nuovo contratto venga modificato, e successivamente per ottenere il riconoscimento di categoria assestante ben distinta da coloro che di fatto non sono funzionari (infatti non svolgono tale mansione), ma che si ritrovano non solo nominalmente ma anche economicamente equiparati a coloro che invece sono entrati con tale qualifica.
PS ho provveduto a firmare la petizione, ma anche a farla conoscere al mio gruppo VCR

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