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Riflessioni

Il barrito dell’elefante impaurito davanti al topolino troppo cresciuto

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Ieri, Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione, ha confermato con il comunicato che riportiamo qui sopra, la fermissima volontà della Sua organizzazione sindacale di portare alla firma conclusiva l’ordinamento professionale che abroga definitivamente la figura del Direttore nel Comparto Funzioni Centrali.

Una figura professionale, vale la pena ricordare, messa a concorso addirittura fino al 2020 e i cui vincitori, ai quali è stata richiesta la laurea specifica e l’abilitazione alla professione di avvocato, assunti nel 2021.

In altre epoche il rispetto del Sindacato verso i colleghi avrebbe imposto quantomeno il proporre alla controparte governativa il c.d. “ruolo ad esaurimento”, una tutela verso la dignità professionale di chi aveva conquistato una posizione, un profilo. E anche il rispetto nei confronti della spesa affrontata dallo Stato per formare quella figura. Oggi siamo in mano ai professionisti del colpo di spugna. Per questo abbiamo chiesto e chiederemo in tutte le Sedi, anche sovranazionali, la verifica della legittimità di tali drastiche decisioni e alla Corte dei Conti di verificare quanto costano questi colpi di spugna e se detti costi non si configurino come danni alle Casse dello Stato.

Ora, noi dubbi non ne avevamo sul fatto che a pretendere l’appiattimento nella nostra Area fosse stato il Sindacato, ma avere conferme ufficiali sulla pervicacia e sulla drammatica fretta di realizzarlo ci aiuta tantissimo a segnalare alle nostre migliaia di associati e lettori le esatte coordinate dove cercare il nostro vero problema.

L’esigenza di questo articolo non è dunque quella di fornire una replica al comunicato in questione considerato che esso stesso rappresenta una risposta per tutti i Funzionari che si apprestano ad essere appiattiti, quanto piuttosto quella di fornire qualche delucidazione allo stesso segretario Colombi per via di alcune inesattezze lette nel suo scritto: la definizione di Funzionari Laureati Specialistici non attiene a “una non meglio definita qualifica di Specialisti ” ma è riferita al possesso di una laurea specialistica. Una licenza lessicale per sintetizzare le diverse denominazioni di laurea distinguendola da quella triennale. Esattamente quella laurea che il suo, come gli altri sindacati firmatari del nuovo contratto, hanno dimostrato di non voler più rappresentare, portando a termine l’abolizione di un funzionante, magari da perfezionare, percorso professionale nella Terza Area.

Secondo Colombi poi il nostro Coordinamento starebbe richiedendo ” un profilo professionale ad hoc con un meccanismo di progressione di carriera sganciato da quello degli altri funzionari“. Probabilmente da parte del segretario generale della UILPA si è trattato di una lettura non approfondita della nostra rivendicazione sintetizzabile in una progressione professionale che prevede il sacrosanto mantenimento della figura del Direttore, con l’inserimento della figura giuridica del Funzionario Esperto distinta da quella del Funzionario senza laurea o con laurea triennale.

Figura quest’ultima assolutamente non sganciata, come invece afferma Colombi, dalla progressione di carriera nella terza Area. Perché se un Funzionario consegue una laurea specialistica, anche grazie all’iniziativa #PA110elode perfettamente aderente a tale meccanismo, questi avrà la possibilità, negata dal Sindacato, di progredire all’interno della Terza Area, avendo accesso alle selezioni per il profilo di Funzionario Esperto e successivamente a quelle per Direttore, secondo modalità da demandare alla contrattazione integrativa. Possibilità parallele all’aspirazione ad obiettivi più ambiziosi come la vincita del concorso per la Quarta Area, qualora attivata nell’ Amministrazione di appartenenza, o per la dirigenza, attraverso la riserva dei posti.

Ciò comporta un maggiore coinvolgimento lavorativo del Funzionario consapevole dell’importanza di mantenere un’ottima valutazione annuale e una maggiore spinta motivazionale all’arricchimento culturale e formativo.

In alternativa al percorso richiesto nella Terza Area, e ribadiamo in alternativa, visto che anche questo passaggio è stato frainteso, abbiamo proposto l’istituzione di un’Area direttiva che parimenti non precluderebbe a nessuno una continuità, costituzionalmente garantita, di progressione professionale, nell’ottica di un percorso meritocratico e aziendalmente dinamico che parta dalla qualifica di appartenenza del segretario Colombi, ovvero quella di operaio, sino ad arrivare alla Quarta Area per chi in possesso dei titoli e dei requisiti richiesti.

Quindi nessuna “destrutturazione chirurgica dell’ordinamento professionale“, come afferma il capo della UILPA nel suo comunicato. Piuttosto una straordinaria opportunità per tutti di alzarsi al mattino con degli obiettivi lavorativi, dei sogni realizzabili, delle aspirazioni possibili, alimentando il proprio orgoglio grazie al conseguimento di un traguardo tangibile oltre il quale l’avventura lavorativa di ciascuno può ripartire per arrivare al gradino successivo. Una visione opposta a quella dei firmatari di questo Contratto, esclusivamente legata ad una esigua componente economica sbandierata come un drappo rosso davanti al pluri-infilzato toro svilito da politiche sindacali i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Appare chiaro allora che L’Italia delle Corporazioni citata nell’incipit del comunicato firmato da Colombi non c’entra proprio nulla con quello che noi rappresentiamo e con ciò che vogliamo difendere. Qualora si fosse trattato di un tentativo di far passare agli occhi dei colleghi il nostro “chiassoso Coordinamento” come una “gruppetto organizzato che fa richieste impossibili” desideroso di mantenere o ricostituire una “corporazione” beh…siamo spiacenti di comunicare che il tentativo è stato sventato.

Se poi la difesa dei profili direttivi autorizza Colombi a definirci corporativisti, ci permetterà il segretario di rammentargli che nel 2010 la UIL si rifiutò di firmare il Contratto Integrativo del Ministero dell’Interno che prevedeva l’abolizione della figura di Direttore perché tale abolizione avrebbe messo, come poi successo, in fortissime difficoltà i Funzionari dell’Amministrazione Civile accreditati con quella qualifica presso la dirigenza Prefettizia e della Polizia di Stato.

Anche per queste giravolte sulle nostre teste e sulle nostre vite adesso guardiamo al Sindacato come al nostro avversario principale cui promettiamo sin da ora l’opposizione con una delle Class Action più imponenti che si siano mai viste.

E se questo “chiassoso coordinamento”, come lo ha definito il capo della UILPA, dovesse arrecare fastidio ci dispiace moltissimo. L’unica cosa che possiamo consigliare è un buon paio di tappi per le orecchie perchè lo sanno pure i bambini che lo squittio del topolino può raggiungere frequenze così elevate da mettere in fuga l’elefante che vuole schiacciarlo.

Il nostro Coordinamento, costituito come COFFUCILS (acronimo di Coordinamento Funzionari Funzioni Centrali Laureati Specialistici) ma che per brevità continueremo a chiamare Coordinamento, è l’unico organo che per la prima volta difende realmente l’interesse di tutti i Funzionari con laurea magistrale/specialistica specifica. Dagli forza associandoti.

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Amministrazione di appartenenza, Ufficio e città dove si trova l'Ufficio
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Se il server del tuo Ufficio impedisce l’invio del modulo manda una mail con gli stessi dati a: funzionarifclaureati@gmail.com. Registreremo ugualmente la tua associazione.

Il versamento della quota facoltativa una tantum minima di 5 euro per aiutarci a sostenere le spese puoi effettuarlo qui:




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3 risposte su “Il barrito dell’elefante impaurito davanti al topolino troppo cresciuto”

È talmente lampante l’ingiustizia subita da tutti i funzionari laureati che si fatica parecchio a credere al confusionario articolo di Colombi, pura propaganda. Basta con questa politica sindacale di comodo lontana dagli interessi dei lavoratori e ora che facciano i conti con coloro che hanno deciso di alzare la testa.

I ragli del sindacalista confermano la giustezza delle nostre tesi. Avanti ad ogni costo, anche se dovesse presentarsi la necessità didi rompere qualche testa (metaforicamente..)
Francesco Chiodo

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