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Ecco la storia di un diritto acquisito e calpestato. Via dal Sindacato fino a quando non verrà difeso

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Nel pomeriggio dell’altro ieri si è svolta al Ministero dell’Interno una riunione con le componenti sindacali ministeriali, compresi i sindacati della dirigenza contrattualizzata e dei prefettizi. Una riunione presieduta dal Sottosegretario On. Ivan Scalfarotto e dal Capo Dipartimento del Personale Pref. Giuliana Perrotta. All’ordine del giorno la riorganizzazione del Ministero dell’Interno, anche alla luce del nuovo Contratto Nazionale dal quale scaturirà il nuovo Integrativo, Un Contratto Integrativo che continuerà ad alimentare il già profondo malcontento e disagio dei Funzionari laureati specialistici della Terza Area, specie degli ex Direttori, che questo nuovo CCNL continua ad appiattire e massificare senza alcuna distinzione, assimilandoli come ripetuto più volte financo agli Assistenti che si accingono ad accedere nella Terza Area anche in mancanza di laurea, eliminando, questa la novità, anche le fasce economiche che ancora testimoniavano un passato di sacrifici e traguardi professionali raggiunti. Ora la massificazione assoluta è compiuta e su questo nulla potrà il nuovo Integrativo del Ministero dell’Interno che invece stabilirà le nuove mansioni e i criteri per la progressione professionale di Ausiliari, Operatori ed Assistenti.

Nell’occasione di questa riunione ci piace riesumare e mostrarvi l’atto con il quale al Ministero dell’Interno, nonostante la discrezionalità nel conservarla, è stata abolita la figura del Direttore, equiparando gli interessati, nonostante maggiori e più qualificate competenze, esperienze di direzione e titoli, a tutti gli altri Funzionari.

Contratto Collettivo Integrativo 2006-2009 Ministero Interno

Con il Contratto integrativo di cui sopra al Profilo unico di Funzionario sono state attribuite delle mansioni che qui, in un crudele “gioco” del “cerca la differenza”, mettiamo a confronto con le mansioni del Direttore Amministrativo attribuite dal precedente Contratto Collettivo 1998-2001. Ecco il prima e il dopo:

Mansioni Direttore CCNL integrativo ministero Interno 1998-2001
Mansioni Funzionari Amministrative CCNI 2006-2009

Notato qualcosa? Certo, è sparita la mansione di “sostituzione in caso di assenza del dirigente”. A nostro modo di vedere un demansionamento netto, chiarissimo, anche alla luce di quell’art. 52 del Decreto Legislativo 165/2001 che appare menomato nella sua formulazione al comma 4 dell’art.13 del CCNL Funzioni Centrali appena firmato. Il testo intero completo è questo:

  1. ([1]) Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali e’ stato assunto o alle mansioni equivalenti nell’ambito dell’area di inquadramento ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui
    all’articolo 35, comma 1, lettera a).

Continuiamo a chiederci a distanza di più di un decennio come sia stato possibile non tenere conto di quanto imposto da una norma di legge nella redazione di un Contratto Collettivo, cancellando una mansione caratterizzante il profilo di Direttore.

Si è trattato, a nostro parere, di un demansionamento con l’obiettivo di azzerare il profilo direttivo con scopi ben precisi che sono tutti contro gli interessi di chi ha conseguito una laurea, titoli, abilitazioni e maturato esperienze di direzione.

Da notare inoltre, comparando i due profili, una sottigliezza lessicale non di poco conto nella declinazione pratica e in un eventuale contezioso giudiziario: il Direttore poteva dirigere più unità organiche, quindi entità lavorative ben individuate, senza alcun margine interpretativo, anche in considerazione che un Ufficio dirigenziale è costituito da più unità organiche; il Funzionario può dirigere strutture di rilevanza non dirigenziale. Il termine struttura non solo sembra essere stato usato perché si presta a diverse interpretazioni ma anche vagamente illusorio perché una struttura della Polizia di Stato è diretta da un Funzionario direttivo di Polizia (un dogma incontestabile) e nelle Prefetture da un appartenente alla carriera Prefettizia. Quindi la struttura non può che coincidere con un’unità organica ma probabilmente la chiarezza cristallina della prima declaratoria non riusciva a prestarsi a più interpretazioni.

Ma perché ribadiamo questi concetti già esposti in altri articoli e a distanza di così tanto tempo? Il nuovo CCNL 2019-2021 del Comparto Funzioni Centrali, conclude una massificazione nella Terza Area, iniziata con integrativi simili a quello dell’Interno. Nel frattempo in alcuni Ministeri come quello della Giustizia e dell’Economia e delle Finanze, la figura giuridica di Direttore è continuata ad esistere. Fino a questo nuovo CCNL che l’ha cancellata. Ecco che allora, evidenziando quanto accaduto al Ministero dell’Interno, vogliamo assicurare tutti che questo Coordinamento vigilerà affinché tali ingiustizie ripetiamo, in netta contraddizione con norme di legge, non abbiano a ripetersi a danno di altri colleghi che si sono appena visti cancellare il profilo di Direttore.

Sarà cura di questo Coordinamento continuare ad evidenziare in ogni ambito che quanto accaduto al profilo direttivo del Ministero dell’Interno allora e di tutto il Comparto Funzioni Centrali adesso rappresenta una violazione dei diritti acquisiti da sanare subito con la reintroduzione di un’Area Direttiva la cui importanza è peraltro sottolineata dall’Unione Europea.

Affidiamo la nostra protesta alla restituzione delle tessere. Una protesta silenziosa ma potentissima. Non c’è bisogno nemmeno di parole. Tutti i Sindacati hanno firmato, anche quello, l’unico, che ha scritto in un recente comunicato:

Non si è accolta l’osservazione, ripetuta numerosissime volte purtroppo solo da questa O.S., sui problemi che le nuove denominazioni delle aree causeranno in alcune Amministrazioni (per tutte: il Ministero della Giustizia) nel quale gli “Operatori” sono attualmente inquadrati nella II area, i Cancellieri saranno inquadrati nell’area “Assistenti” ed i “Direttori” nell’area funzionari, tutti potrebbero percepire un “demansionamento” che, forse, potrebbe essere sanato solo nel prossimo Contratto Integrativo. Ulteriori problemi saranno provocati dalla disposizione prevista dall’art.13 co. 2 “all’interno dell’Area si ha equivalenza e fungibilità delle mansioni ed esigibilità d’organizzazione del lavoro” laddove attualmente nell’ambito della stessa area ci sono funzioni diverse e gerarchicamente sovraordinate

quindi certificando l’esistenza di un problema enorme, non rilevato dalle altre Organizzazioni Sindacali. Trattandosi di temi cruciali per la vita dei lavoratori e accorgendosi di criticità gravissime per l’organizzazione del lavoro ci chiediamo perché il Sindacato in oggetto non si sia rifiutato di firmare questo Contratto indicendo uno sciopero, facendolo sapere alla stampa, protestando con il mondo politico. Avrebbe potuto farlo perché è un Sindacato potente e con risorse. Sarebbe stata una medaglia.

Ma, avendo firmato tutti… a tutti continueremo a negare la nostra fiducia in termini di tessere fino a quando l’art 52 del 165/2001 non verrà rispettato e fino a quando non verrà istituita un’Area Direttiva nella quale far confluire tutti i colleghi con laurea magistrale/specialistica, con diversi profili a responsabilità crescenti adeguatamente retribuiti, proporzionalmente alle retribuzioni previste per gli esperti esterni a tempo determinato della Quarta Area.

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8 risposte su “Ecco la storia di un diritto acquisito e calpestato. Via dal Sindacato fino a quando non verrà difeso”

Che dire, prendiamo atto di quanto fatto al ministero dell’interno che pensa alla riorganizzazione dei propri uffici e parallelamente il dipartimento della PS fa lo stesso, istituendo nuovi servizi per gli ispettori, che stanno diventando di fatto i nuovi funzionari di polizia (visto che chi entra in polizia da commissario diventa praticamente dirigente in automatico in pochissimo tempo almeno per ciò che riguarda l’aspetto economico, ma anche sotto il profilo del rapporto di lavoro). Buon per loro. Il risultato paradossale in molti uffici di PS sarà quello di demansionare il personale dell’amministrazione civile qualificato con laurea specialistica, salvo il fatto che di queste persone qualificate il ministero ne ha bisogno, come sanno bene molti dirigenti di PS, prefetti e dirigenti di I o Ii fascia. Chi invece queste cose non le vede sono i vertici che si fanno tappare gli occhi (o forse lo vogliono) dai sindacati firmatari di questo CCNL e tutto questo ripeto ha scapito della ns categoria e del buon funzionamento della cosa pubblica. E ora di dare basta uniamoci senza se e senza ma, organizziamoci velocemente per essere subito in grado di imporre anche il ns punto di vista, nell’opinione pubblica come nelle sedi istituzionali. Io lavoro per questo e spero che tutti noi daremo il nostro contributo in qualsiasi modo saremo capaci di fare. Ci attende un grandissimo lavoro, rimbocchiamoci le maniche.

Ringrazio il coordinamento ed invito a sostenerlo anche economicamente.
Nel MEF ci sono ancora Direttori tributari, statistici, amministrativi, contabili nonché Esperti in economia e finanza pubblica.
Nessun sindacato ha preso posizione riguardo il passaggio al profilo unico, nonostante molti colleghi si siano resi conto della imminente dequalificazione e cominci a serpeggiare un grande rammarico, non solo tra i direttori, anche per la soppressione delle fasce che, pur essendo di natura economica, avevano assunto una connotazione gerarchico-professionale, in considerazione delle procedure selettive, con corsi e prove, sostenute anche per siffatte progressioni.
Come in passato, quando abbiamo salvato il profilo, gli iscritti ai sindacati, soprattutto coloro che sono iscritti a quelli dei direttivi non firmatari del CCNL, dovrebbero pretendere che il proprio sindacato si esprima ufficialmente contro l’abolizione del profilo di direttore ed i funzionari laureati dovrebbero supportare tale richiesta perché anche loro hanno da perdere con tale profilo unico: in mancanza, non resta che ritirare la delega. La soluzione, proposta dal coordinamento, di un’area direttiva intermedia consentirebbe di agevolare la transizione, senza oneri per la finanza pubblica, verso un sistema in cui la nuova area delle elevate professionalità, una volta istituita, dovrebbe accogliere automaticamente i direttori e gli ex direttori con valutazione positiva, in considerazione delle mansioni rivestite. Ciò avrebbe un effetto deflattivo sulla conflittualità ed il contenzioso perché non si può pensare che, con una dequalificazione di questa portata, si resti in silenzio.

Concordo pienamente con quanto esposto. La carriera direttiva sta scomparendo progressivamente nei contratti ma non nel lavoro prestato in Amministrazione. È giusto che venga riconosciuto e rimediato a quanto è stato scippato finora.

Ringrazio il Coordinamento, di cui condivido pienamente e sostengo le finalità. Trovo inaccettabile tale demansionamento

buon giorno
E la mortificazione. comunque quelli dell’interno devono impugnare il provvedimento.

Cari colleghi ex direttori, vi allego il testo ancora vigente dell’art. 31 del d.P.R. n.3/1957 per evidenziare come siano stati macroscopicamente violati, calpestati e vilipesi non solo il chiaro, inequivocabile e categorico disposto testuale del comma 4 di tale norma, ma anche e soprattutto il nostro sacrosanto e incomprimibile diritto, ivi espressamente sancito, ad essere qualificati, “tanto nei rapporti di servizio che nelle pubblicazioni ufficiali, col titolo” conferitoci “nell’atto di nomina o di ultima promozione”.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 gennaio 1957, n. 3
Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato.
(Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 10/03/2021)
(GU n.22 del 25-01-1957 – Suppl. Ordinario n. 220)
vigente al 01/06/2022

Articoli

PARTE PRIMA
Stato giuridico

TITOLO II
DOVERI – RESPONSABILITA’ – DIRITTI

CAPO I
Doveri

CAPO II
Responsabilita’

CAPO III
Diritti

Testo in vigore dal: 9-2-1957

Art. 31.
(Funzioni – Qualifica)

L’impiegato ha diritto all’esercizio delle funzioni inerenti alla
sua qualifica e non puo’ essere privato del suo ufficio, tranne che
nei casi previsti dalla legge.
Puo’ essere destinato a qualunque altra, funzione purche’
corrispondente alla qualifica che riveste ed al ruolo cui
appartiene.
Quando speciali esigenze di servizio lo richiedano, l’impiegato
puo’ temporaneamente essere destinato a mansioni di altra qualifica
della stessa carriera.
L’impiegato ha diritto di essere qualificato, tanto nei rapporti di
servizio che nelle pubblicazioni ufficiali, col titolo conferitogli
nell’atto di nomina o di ultima promozione. Egli puo’ usare il titolo
ufficiale anche nella vita privata.
All’atto del collocamento a riposo, puo’ essere conferito
all’impiegato il titolo ufficiale onorifico inerente alla qualifica,
immediatamente superiore.
Dopo la cessazione dal servizio, purche’ non determinata, da un
provvedimento disciplinare, l’impiegato ha diritto di conservare il
titolo che aveva al momento in cui ha, lasciato il servizio o di
portare quello onorifico concessogli ai sensi del precedente comma.

Un caro saluto.

Fabrizio Fiorucci

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