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Riflessioni

L’Area Quadri, la Quarta Area e quella Casa Comune che stiamo costruendo. Unisciti

Sono intervenuto diverse volte sul tema: chi sia e chi debba rappresentare il Coordinamento dei funzionari con laurea magistrale/specialistica. È un problema non da poco e di fondamentale importanza, che ho sentito la necessità di risolvere ancora prima che decidessi di far parte dell’associazione, e di questo da subito ho discusso con Domenico e Corrado, sin dalle nostre prime conversazioni. Importante perché:

  1. stabilire chi siamo vuol dire capire chi rappresentiamo e quindi gli interessi che intendiamo difendere. Se questo elemento non è preciso, sicuro e ben delineato, il rischio è quello di portare avanti programmi, proposte, battaglie, interventi non chiari, poco omogenei, illogici, con il serio rischio che tali attività non vengano comprese e partecipate dall’intera platea di potenziali interessati;
  2. programmi non condivisi da tutti significa perdere forza contrattuale, in quanto è risaputo: l’unione fa la forza; quindi essere chiari, con una precisa definizione sul chi siamo e su cosa facciamo permetterà di unire persone che hanno stessi interessi e obiettivi, in maniera coesa e motivata;
  3. l’esperienza maturata, ma anche la storia che mi è stata raccontata dai colleghi più anziani di me, mi ha portato a considerare che in tutte le battaglie portate avanti da diversi gruppi ed associazioni nate all’interno delle compagini ministeriali, quello che è mancato è stata l’unitarietà dell’intera categoria di coloro che a buon titolo possono definirsi “direttivi” (mi riferisco in particolare alla vicenda della vice-dirigenza e a quella della retrocessione da direttori a funzionari), ovvero la mancanza di un senso di appartenenza comune ci ha reso più deboli ed attaccabili;
  4. in sintesi stabilire in maniera più chiara possibile chi siamo e cosa vogliamo, ci permetterà di agire in modo più efficace e concreto oltre a creare uno spirito di corpo che sarà più difficile scalfire da parte delle altre parti del contendere.

E allora quale sia la strada che il Coordinamento, che sta per trasformarsi in una Associazione registrata, voglia intraprendere per difendere gli interessi degli associati, dipende da quello che decidiamo di volere essere come lavoratori del Pubblico Impiego.

A questa interrogativo rispondo che noi dobbiamo rappresentare quello che nel mondo dello studio dell’organizzazione del lavoro è chiamato “middle management” ossia una categoria intermedia tra la dirigenza e la carriera impiegatizia di concetto, un insieme di lavoratori qualificati che in letteratura è ben delineato, con un suo ruolo e che trova fondamento nel ns diritto civilistico all’art 2095 “I prestatori di lavoro subordinato si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati e operai. Le leggi speciali [e le norme corporative], in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura dell’impresa, determinano i requisiti di appartenenza alle indicate categorie”.

Ora non sto lì a raccontarvi come nel pubblico impiego questa area sia stata ostacolata fin da quando il pubblico impiego è stato privatizzato. Come sappiamo le ragioni di fondo che ci hanno portato in questa situazione sono proprio da un lato la privatizzazione del pubblico impiego e dall’altro il non avere istituito, in parallelo con il settore privato, l’area quadri/direttivi.

Da ciò ne deduco che fintanto che non ci adopereremmo per ottenere una nostra Area, difficilmente otterremmo un qualche riconoscimento per l’intera categoria. Aggiungo che senza questo fondamentale e prioritario obiettivo, difficilmente potremmo vedere riconosciute anche le tante giuste rivendicazioni, anche settoriali, che più volte sono state richieste con ricorsi, richieste sindacali o a politici, ecc….

Ma cosa è in concreto il middle management e soprattutto se ne parla di questo argomento? Esiste nella P.A. questo tema? È considerato importante il ruolo dei quadri/direttivi nell’organizzazione del lavoro e quindi nell’efficacia della P.A.?

Se ne parla eccome, di più, l’argomentazione secondo la quale la P.A. deve modernizzarsi e migliorare la propria efficienza passa proprio attraverso il middle management, almeno così appare nel famoso “Piano Colao” che reputa fondamentale la costituzione ed il rafforzamento di un middle management pubblico, al punto da farne una iniziativa (vedi il n°71 del piano https://st3.idealista.it/news/archivie/2020-06/piano_colao_download.pdf), dove leggiamo:”…. Il «middle-management» soprattutto nel settore pubblico è lo snodo chiave ….” E ancora “la conoscenza delle pratiche interne è spesso fondamentale per incidere sui processi rispetto alle competenze esterne. Esistono già quadri intermedi validi e facilmente professionalizzabili con interventi formativi, ma spesso ignorati e non premiati”. (per approfondire il tema invito tutti i colleghi a fare una ricerca su internet, essa è veramente molto istruttiva e rafforza in noi l’importanza del ruolo che rivestiamo!!)

Quindi da un lato ci si riempie la bocca di belle parole, si parla di funzionari, quadri, middle management, di come siano importanti, ecc….., dall’altro i profili direttivi e quelli pre-direttivi da destinare ai Funzionari muniti di laurea magistrale/specialistica specifica vengono eliminati da Contratti Collettivi che continuano a non riconoscere quella figura di lavoratore tanto importante; nondimeno attua una vera e propria mistificazione dei ruoli accomunando nella stessa area “funzionari”, dagli ex lavoratori di profilo dirigenziale alla loro assunzione in servizio, fino a personale proveniente dalla carriera di concetto (o anche di applicato) senza laurea. Questo è veramente troppo.

Tutta questa riflessione per mettere in evidenza che il reale ruolo che svolgiamo quotidianamente nei posti di lavoro ci colloca di fatto in questa categoria (middle management, quadri o funzionari che dir si voglia) e per questo semplice fatto dobbiamo pretendere che tale ruolo sia riconosciuto, tanto più se esso è a fondamento della classe politico-decisionale del ns Paese, a giustificare le proprie azioni di governo. Questo paradossale dilemma pongo all’attenzione soprattutto del Presidente del Consiglio Draghi, del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta del presidente dell’Aran Antonio Naddeo, e chiedo se è davvero possibile pensare ad un sistema Paese che da un lato considera positivamente il ruolo del middle management e dall’altro svaluta e offende la dignità di migliaia di lavoratori specializzati e formati con in tasca una laurea magistrale, così come è stato fatto negli ultimi decenni e ancor più confermato con la firma dell’ultimo CCNL Comparto Funzioni Centrali.

Ma torniamo a noi, al nostro ruolo e alla strategia politica che dovrà guidare le nostre azioni. Si, perché evidenziare e chiarire questi punti serve per non commettere errori. Facendo tesoro dagli errori di una politica associazionistica che i risultati hanno decretato errata, agiremo in modo da arginare atteggiamenti che da ragionamenti ascoltati e post letti risultano ancora rappresentare ottiche conservatrici, anacronistiche difese di interessi di nicchia, contrari all’unitarietà di intenti che ho cercato di descrivere.


Troppo spesso cadiamo nell’errore di accettare soluzioni parziali che accontentano un gruppo a discapito di tutta la categoria di Funzionari con laurea specialistica specifica. Comportamento questo perfettamente sovrapponibile a quello adottato fino ad oggi proprio da tutti coloro che hanno creato questo sistema, in primis i sindacati! Ecco perché dobbiamo stare sempre attenti a costruire proposte che tengano conto principalmente dell’unitarietà della categoria; ecco perchè dobbiamo agire e pensare con uno spirito di corpo istituzionale che vuole avere il suo ruolo all’interno della pubblica amministrazione.

Non possiamo pensare di chiedere una soluzione per i direttore del MEF, una per gli ex consiglieri di ragioneria del ministero dell’interno, una per coloro che sono iscritti ad un albo professionale, e via dicendo. Soluzioni parziali andranno via via appoggiate o meno solo se inserite in un più ampio ambito di riconoscimento della figura e funzione di quella che possiamo definire categoria dei DIRETTIVI o Quadri (come sono chiamati in ambito di rapporto di lavoro privato).

La costituenda Associazione alla quale stiamo lavorando avrà come scopo quello di unire tutte le migliaia di Funzionari laureati che oggi sono privi di rappresentanza, abbandonati da tutti i Sindacati dopo essere stati appiattiti e dunque cancellati come categoria. Quindi prima costruiamo la nostra Casa, che rappresenta da sola una grande conquista, poi a questa casa daremo le identità necessarie, in un percorso professionale certo, costituito da più profili nel rispetto innanzitutto del titolo che deve essere il comune denominatore e poi di ulteriori titoli, esperienze, competenze e formazione. Non trascurerei l’aspetto retributivo che deve essere finalmente proporzionato al livello di competenza e al ruolo che il middle management di cui ho parlato sopra rappresenta quale parte fondamentale del sistema Paese.

Proprio per l’importanza di questi concetti ritengo sia fondamentale che simili istanze vengano rappresentate presso gli organi istituzionali e presso i vertici delle OO.SS. da esponenti appartenenti alla nostra categoria. Ecco perché stiamo trasformando il Coordinamento in un’Associazione registrata concepita, a partire dal suo statuto e dalla sua struttura, come un inedito ed autorevole organo di pressione ed interazione. Con la forza che i colleghi vorranno conferirgli.

Francesco Mascia – Coordinamento Nazionale COFFUCILS

Associati ora al Coordinamento:

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Riflessioni

Le ultime dichiarazioni del Presidente Naddeo sulla Quarta Area

Oggi vi mostriamo due post pubblicati su Linkedin in tema di Quarta Area. Il primo è della dott.ssa Paola Aldigeri, Responsabile di posizione organizzativa HR presso la Provincia di Parma, che rilancia un’interessante intervista al Presidente dell’Aran Naddeo condotta dalla Professoressa Raffaella Saporito, Associate Professor of Practice of Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management. Uno dei temi trattati nell’intervista è quello della Quarta Area che continua ad agitare i sogni di molti colleghi caduti mani e piedi nella trappola della speranza di un El Dorado, incuranti della loro attuale casa cui è stato appiccato il fuoco.

Ecco il link l’intervista ad Antonio Naddeo, Presidente ARAN

Vi riportiamo i due post unitamente al link dell’intervista, qui limitandoci ad estrapolare alcuni passaggi che riteniamo estremamente significativi. Il primo riguarda la domanda di apertura che la Professoressa Saporito rivolge al Presidente Naddeo: “Presidente, per chi come me studia dall’esterno il funzionamento del lavoro pubblico, le raccomandazioni che l’Italia ha ricevuto da Bruxelles e da Parigi (mi riferisco al report dell’OCSE) sulla necessità di costruire nella PA percorsi di carriera più chiari e professionalizzati appaiono quasi ovvie, tanto sono necessarie. Un laureato che entra oggi nella PA da funzionario non solo guadagna all’ingresso cifre modeste, ma soprattutto non ha davanti a sé grandi margini di crescita, né professionali, né economici, se non immaginando di passare un altro concorso per i ruoli dirigenziali. Le recenti riforme – mi riferisco al DL 80 di questa estate – hanno introdotto alcuni ‘cunei’ che permettono di rendere più fluidi gli avanzamenti di carriera per chi fa bene nella posizione in cui è (e non solo per chi ha tempo di allenarsi a passare i concorsi nozionistici): penso alla riforma delle progressioni verticali e alle norme sull’accesso alla dirigenza. Ma un punto cruciale di quella riforma – la creazione di una nuova area a metà tra l’attuale funzionariato e la dirigenza – è in mano ai contratti. E sempre in mano ai contratti è la definizione del quantum stipendiale. A che punto siamo?“.

Leggendo questa domanda a noi viene subito in mente che nelle Amministrazioni dove la Quarta Area non sarà attivata o lo sarà per l’accesso a pochissime unità, per tutti i Funzionari con laurea specifica pluri-titolati e pluri-qualificati costretti a permanere in una Terza Area nella quale non è stata prevista alcuna progressione professionale, si configura una palese violazione delle raccomandazioni che l’Italia ha ricevuto da Bruxelles e da Parigi sulla necessità di costruire nella PA percorsi di carriera più chiari e professionalizzati. Quindi la massificazione nella Terza Area e la soppressione delle figure giuridiche direttive non solo non risponde ad una necessità di omologazione agli ordinamenti professionali degli altri Paesi UE (come abbiamo dimostrato in questo articolo) ma va addirittura in senso decisamente contrario a quanto ci ha chiesto l’Europa.

La seconda nostra considerazione nasce dal post di risposta del Presidente Naddeo che riconosce essere in atto una protesta da parte dei Funzionari. Questo perchè per la prima volta il Coordinamento ha rappresentato presso più organi istituzionali il malessere che sta attraversando la nostra categoria, unitamente alla ferma volontà di reagire, anche duramente, all’attuata decisione di annullare sacrifici, posizioni e diritti acquisiti nonostante tutelati dalla norme in vigore, contando sul silenzio del passato.

Un silenzio complice che non ci appartiene e al quale opponiamo una richiesta chiarissima: o tutti i Funzionari con laurea specialistica, in tutte le Amministrazioni del Comparto Funzioni Centrali, avranno la possibilità di accedere all’Area E.P. a partire, in fase di prima applicazione, dagli apicali e dagli ex Direttori oppure dovrà subito essere creata un’Area dei Direttivi. Con adeguate retribuzioni.

Perché il malessere è forte e il disagio è palpabile, come naturale reazione ad un contratto palesemente penalizzante per i laureati specialistici e per le ex figure direttive della Terza Area, a dispetto dell’oramai insopportabile propaganda sindacale che cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto. Peccato che stavolta ogni granello di polvere ha le dimensioni di un alano e il tappeto, ormai sollevatosi da terra, lascia intravedere una discarica.

E anche l’ultima considerazione è contenuta nel post del presidente Naddeo che ribadisce la mancanza di risorse per la Quarta Area. Rilanciamo questa reiterata affermazione ai colleghi che hanno deciso di non protestare per l’appiattimento nella Terza Area credendosi talmente più preparati e titolati da sentirsi già proiettati verso le corposissime retribuzioni previste per gli esperti esterni. Conti senza un oste costretto con una manciata di milioni di euro ad attutire, attraverso una vitale, massiccia, campagna di assunzioni dall’esterno per Seconda e Terza Area, i devastanti effetti della normativa sulle pensioni che, in mancanza di un adeguato e programmato turn-over, ha letteralmente svuotato gli Uffici. Oltre ad essere costretto a garantire al Sindacato corpose progressioni tra le Aree, ivi compresa quella degli Assistenti che accederanno all’Area dei Funzionari.

Ecco allora necessario che la battaglia continui ad essere condotta su due fronti contemporaneamente: quello di una progressione professionale certa per i Funzionari con laurea specialistica, restituendo loro i profili professionali già posseduti, e quello per una Quarta Area che rappresenti uno sbocco naturale della Terza con posti disponibili annualmente.

Perché… Area Terza certa est Area Quarta non semper.

Il nostro Coordinamento, costituito come COFFUCILS (acronimo di Coordinamento Funzionari Funzioni Centrali Laureati Specialistici) ma che per brevità continueremo a chiamare Coordinamento, è l’unico organo che per la prima volta difende realmente l’interesse di tutti i Funzionari con laurea magistrale/specialistica specifica. Dagli forza associandoti.

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Riflessioni

Appiattimento nella Terza Area? Non ce l’ha chiesto l’Europa

In questi ultimi giorni, in occasione della firma del CCNL Funzioni Centrali 2019-2021 che conclude il penalizzante iter per il personale della Terza Area laureato specialistico (nell’accezione di chi possiede una laurea magistrale, specialistica, 3+2, vecchio ordinamento, ecc.), abbiamo sentito più volte ripetere da molti firmatari dello stesso Contratto che l’appiattimento nella Terza Area, riconducibile all’unica figura giuridica del Funzionario, risponde ad un adeguamento agli analoghi ordinamenti professionali degli altri Paesi dell’Unione Europea.

Così abbiamo deciso di andare a vedere cosa prevedono i contratti dei pubblici dipendenti in due Paesi culturalmente a noi molto vicini: Spagna e Francia. E anche stavolta, come in altre occasioni, il “ce lo chiede l’Europa” si è rivelato come un bluff tutto da scoprire.

Infatti se fossimo spagnoli saremmo inquadrati nel sottogruppo A1 del Gruppo A al quale appartengono, pensate, funzionari direttivi, magistrati e ispettori della Previdenza Sociale.

Se fossimo francesi verremmo inquadrati nella categoria A nella quale esistono sia avanzamenti retributivi che di grado. Ripetiamo… che di grado, un termine che per l’immancabile minus habens richiama la caserma ma che altrove rappresenta più semplicemente un ecosistema professionale gerarchizzato finalizzato a far avanzare chi ha più titoli e capacità.

Di certo in nessun Paese si è assistito alla cancellazione di profili professionali come quello di Direttore e si è disintegrata la possibilità di avanzare giuridicamente all’interno dell’Area dei Funzionari. In nessun Paese si è assistito ad una tale arroganza del potere che ha letteralmente scippato diritti acquisiti.

Non rinvenibile poi in nessuno dei due ordinamenti esaminati la precarietà tutta italiana della nuova Quarta Area, sia in termini di precarietà dell’attivazione che di possibilità di accesso, caratteristiche che non la rendono classificabile come un’ Area destinata ad una progressione di carriera certa. Tutt’altro.

E prima di passare a mostrarvi il materiale tradotto trovato sui siti istituzionali della Funzione Pubblica di Spagna e Francia, vogliamo aggiornarvi su un comunicato di un Sindacato Autonomo che sbugiarda definitivamente tutti quegli esponenti sindacali che prima delle elezioni RSU hanno affermato, anche attraverso scritti divulgati pubblicamente, che l’appiattimento nella Terza Area sarebbe stato superabile attraverso le c.d. “famiglie professionali” previste dal CCNL. Ebbene il comunicato di ieri conferma quanto diciamo da mesi: le famiglie professionali si riferiscono ESCLUSIVAMENTE alle Aree di specializzazione: amministrativa, amministrativo-contabile, tecnica, informatica ecc.

E dopo aver assistito all’ennesima testimonianza della decadenza senza precedenti della propaganda sindacale…seguiteci…andiamo in Europa.

Spagna

Gli Organi e le Scale dei dipendenti pubblici sono assegnati ai seguenti gruppi in base al grado richiesto per l’accesso:

– Gruppo A, suddiviso in due Sottogruppi A1 e A2:

  • Sottogruppo A1: per accedere al sottogruppo A1 sarà necessaria la Laurea Magistrale o titolo equipollente. In questo gruppo saranno svolte le funzioni gestionali di gestione, ispezione, esecuzione, controllo, ecc. Fa parte di questo gruppo il personale direttivo e dirigenziale: funzionari direttivi, ispettori del lavoro e della previdenza sociale, magistrati ecc.
  • Sottogruppo A2 : in questo caso, dovremo poter accedere al Diploma, Ingegneria Tecnica, Architettura Tecnica o laurea equivalente. I funzionari del gruppo A2 collaboreranno nelle funzioni amministrative superiori e nei compiti di gestione amministrativa.

– Gruppo B: Per l’accesso agli organi o alla bilancia del Gruppo B sarà necessario essere in possesso del titolo di Tecnico Superiore.

– Gruppo C: Diviso in due sottogruppi, C1 e C2, a seconda del titolo di studio richiesto, C1 per il diploma di maturità o tecnico e C2 per la laurea in Istruzione Secondaria dell’Obbligazione.

In Spagna

l’articolo 19 del TRLEBEP stabilisce che i dipendenti hanno diritto alla promozione professionale.
La carriera professionale e la promozione del personale sarà effettiva attraverso le modalità previste dallo Statuto dei Lavoratori o dai contratti collettivi.

Francia

Categoria A

La categoria A comprende gradi gerarchicamente più alti e posti di lavoro nella progettazione, gestione e senior management (addetto amministrativo, ingegnere, ecc.) E professioni di insegnamento.

I concorsi di categoria A sono accessibili a bac+3 o più a seconda della professione, ma poiché i candidati sono sovraqualificati, la maggior parte di essi viene reclutata a livello di master .

Categoria B

La categoria B è per le posizioni dirigenziali , di candidatura e di redazione. Il livello richiesto per partecipare alle gare B parte dal livello di maturità, bac+2.

Categoria C

La categoria C include posizioni dirigenziali, che spesso richiedono la padronanza di un mestiere specifico (cuoco, elettricista, ecc)

Avanzamenti nella categoria A

Durante la sua carriera, un funzionario pubblico beneficia di avanzamenti retributivi e di grado. Può anche cambiare corporatura o struttura del lavoro: Insieme di dipendenti pubblici soggetti allo stesso insieme di regole, detti statuto speciale, fissato con decreto, e destinati ad occupare gli stessi posti di lavoro.

L’avanzamento di grado è il passaggio da un grado a un grado superiore all’interno dello stesso corpo .

Consente l’accesso a posizioni più elevate e una maggiore remunerazione.

Quali sono le condizioni da soddisfare per beneficiarne?

Lo stato speciale: Insieme di regole applicabili all’assunzione, all’avanzamento, alla promozione, alla retribuzione, ecc., a tutti i dipendenti pubblici che sono membri dello stesso organismo o quadro occupazionaledel tuo corpo determina le modalità di avanzamento: per scelta o dopo esame professionale.

E lo statuto speciale stabilisce anche le condizioni da soddisfare per poter beneficiare di un avanzamento a scelta o per sostenere l’esame o il concorso professionale.

Queste condizioni sono in particolari condizioni di pendenza e gradino.

L’avanzamento di grado può essere subordinato a una condizione di durata minima della formazione professionale nel corso della carriera.

Anche la precedente occupazione di determinati lavori o il precedente esercizio di determinate funzioni può essere una condizione richiesta per poter beneficiare di un avanzamento di grado.

In questo caso, l’esercizio di un’attività professionale durante la disponibilità può essere preso in considerazione per soddisfare tale condizione a seconda della particolare condizione dell’ente interessato.

La natura e il livello di questa attività professionale devono essere paragonabili a questi lavori o funzioni.

Come ottengo un avanzamento di grado?

L’avanzamento di grado avviene per scelta o dopo esame professionale.

Avanzamento elettivo

L’amministrazione datrice di lavoro sceglie i dipendenti pubblici che desidera promuovere a un grado superiore, tra coloro che soddisfano le condizioni previste dallo statuto speciale.

Le linee guida gestionali stabiliscono le linee guida ei criteri generali di cui tenere conto per le promozioni elettive.

I dipendenti pubblici sono scelti in base al merito professionale e all’esperienza professionale acquisita.

Le linee guida di gestione specificano le condizioni per tenere conto del valore professionale e dell’esperienza professionale acquisita dei dipendenti pubblici, in particolare attraverso le seguenti esperienze:

  • Diversità di background e funzioni svolte
  • Sono seguiti corsi di formazione
  • Condizioni speciali di pratica che attestano l’impegno professionale, l’adattabilità e, se applicabile, la capacità di gestire i team.

Tali condizioni consentono di tener conto delle attività professionali svolte dai dipendenti pubblici, ivi compresa l’attività sindacale, delle attività svolte in altre amministrazioni o nel settore privato.

I funzionari scelti sono elencati, in ordine di merito, su una tabella di promozione annuale.

I dipendenti pubblici sono nominati nel grado di avanzamento, al sorgere di posti vacanti, secondo l’ordine di iscrizione nell’albo.

La mera iscrizione al tavolo della promozione non costituisce nomina.

Il grafico di avanzamento è valido per 1 anno. Un funzionario iscritto all’albo, che non sia stato nominato nel corso dell’anno, può essere nominato a condizione che sia reinserito nell’albo per l’anno successivo.

Questa nuova registrazione non è automatica.

L’avanzamento di grado elettivo avviene continuamente da un grado al grado successivo superiore.

In alcuni casi, il superiore diretto del funzionario deve emettere un parere sulla sua promozione al grado successivo durante il colloquio di valutazione annuale.

Tale parere compare nel verbale dell’intervista.

È il caso dei dipendenti pubblici assunti nel grado attuale mediante assunzione diretta (senza concorso) e che al 31 dicembre sono nell’ultimo scatto del proprio grado da almeno 3 anni.

Ciò riguarda anche i dipendenti pubblici distaccati o integrati a seguito di distacco o direttamente integrati. In tal caso, il funzionario pubblico non deve aver beneficiato, sin dalla sua nomina nell’amministrazione di origine, di alcuna promozione mediante avanzamento, concorso o promozione interna.

Avanzamento dopo esame professionale

Lo statuto speciale stabilisce le condizioni da soddisfare per poter sostenere l’esame professionale e la natura delle prove d’esame.

La posizione speciale può prevedere, oltre all’esito delle prove, che la giuria tenga conto anche del fascicolo individuale dei candidati per stilare l’elenco degli ammessi all’esame.

Un’ordinanza ministeriale fissa ogni anno il numero dei posti offerti per l’esame professionale.

I dipendenti pubblici ammessi all’esame sono elencati in una tabella di promozione annuale.

I dipendenti pubblici sono nominati nel grado di avanzamento, al sorgere di posti vacanti, secondo l’ordine di iscrizione nell’albo.

La mera iscrizione nella tabella di avanzamento non costituisce assegnazione al grado di avanzamento.

L’avanzamento di grado dopo l’esame professionale può consentire, se lo stato speciale lo prevede, l’accesso a un grado diverso da quello immediatamente superiore a quello di funzionario.

Qual è il tasso di promozione?

Lo status speciale può prevedere che il numero dei dipendenti pubblici soggetti a un grado di avanzamento sia limitato in relazione al numero totale dei dipendenti pubblici nell’organismo.

In tal caso, il numero massimo di dipendenti pubblici che possono essere promossi in ogni grado di avanzamento è fissato dall’amministrazione con decreto ministeriale. Questo è il tasso di promozione .

Ogni anno l’amministrazione fissa, in base al numero totale dei dipendenti pubblici nell’organismo al 31 dicembre e al tasso di promozione, il numero dei dipendenti pubblici che possono essere promossi l’anno successivo.

Esempio :

Un organismo ha 150 dipendenti pubblici al 31 dicembre 2021. Il tasso di promozione al grado di avanzamento è  del 30% , ovvero 45 agenti. Al 31 dicembre 2021, il corpo ha 37 dipendenti pubblici nel grado di avanzamento. Nel 2022 sono quindi possibili 8 avanzamenti di grado.

Lo statuto speciale dell’ente determina la proporzione degli incarichi accessibili rispettivamente per scelta e per esame o concorrenza professionale.

Quando si raggiunge il tasso di promozione e non è possibile pronunciare un avanzamento per 2 anni consecutivi, si può pronunciare un avanzamento nel 3° anno  .

Come siamo chiamati?

Ogni dipendente pubblico che benefici di un avanzamento di grado è obbligato ad accettare il posto a cui è assegnato nel suo nuovo grado. Il rifiuto può comportare la rimozione dalla tabella delle promozioni o dalla graduatoria.

Link utili:

https://www.service-public.fr/particuliers/vosdroits/F568/personnalisation/resultat?lang=&quest0=0&quest1=0

https://www.mptfp.gob.es/portal/funcionpublica/funcion-publica/ep-pp/empleo_publico/tipos.html

https://www.oposbank.com/blog/clasificacion-grupos-funcionarios/

https://administrativando.es/funcionario-de-carrera-profesional/

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Il precedente articolo pubblicato sul questo sito segna, ad oggi, oltre 5.700 visualizzazioni. Una cifra importante, anzi importantissima ma…nessun commento.

Eppure scrivere un commento sotto un articolo è un attimo, si può omettere il cognome e l’indirizzo mail non viene pubblicato. Un gesto semplice ma importantissimo perché denota partecipazione attiva. Condivisione di contenuti, pensieri, azioni. Supporto, appoggio, sostegno. Perché nessuna attività di protesta e di proposta può essere portata avanti senza la partecipazione attiva di chi è stato danneggiato in prima persona.

Certo ci rendiamo conto che l’auto-organizzazione è cosa molto difficile per una categoria come la nostra già sfiancata dal tempo, lobotomizzata da abusi di potere e logiche sindacali contrarie ai nostri interessi, indebolita dall’interno grazie a colleghi capaci solo di guardare al loro interessuccio familiare. Pavidi, ignavi, squallidi, incapaci, impreparati e raccomandati tanto da raggiungere posizioni alle quali ovviamente non tengono quanto chi le ha conquistate con il sacrificio.

Tuttavia non ci sono alternative. Bisogna reagire. Ogni singolo libero deve trovare la forza di esclamare: ora basta! A prescindere se mancano pochi anni alla pensione o se è stato appena assunto. E’ una questione di dignità, di futuro, non solo personale, ma di un’intera categoria che rappresenta il cuore pulsante della Pubblica Amministrazione, quindi del Paese.

A scanso di equivoci questo Coordinamento non vuole trasformarsi in Sindacato. Non vuole gestire le tessere, il potere e il denaro delle quote d’iscrizione. Di Sindacati ce ne sono sin troppi e troppi troppo vicini al potere tanto da aver rinunciato ad essere corpo intermedio della Società, da aver rinunciato ad essere convogliatori di istanze sociali, sino a rendersi colpevoli di aver scoraggiato, destrutturato e distrutto ogni forma di protesta contro l’obiettivamente ingiusto.

Il Coordinamento vuole essere un’altra cosa. Mai vista. Un capillarmente organizzato Gruppo di Pressione su tutti i Sindacati che hanno firmato questo Contratto. E poiché tutte le forme di pressione sin qui esercitate sul Sindacato, sia interne che esterne, sono fallite, non resta che l’ultima opzione. Togliere la fiducia, la delega a danneggiarci: i voti alle RSU, le tessere, i soldi delle quote. I Funzionari con laurea magistrale/specialistica tesserati ai Sindacati che hanno siglato e condiviso questo nuovo ordinamento professionale che li mortifica sono migliaia. A loro rivolgiamo la domanda, fatale e definitiva: continuerai a pagare e a rappresentare chi ti ha danneggiato?

Se tutti restituiamo le tessere il Sindacato sarà più debole. E povero. Una condizione che in un periodo di forte sfiducia, tanti pensionamenti e pochissime nuove adesioni non può permettersi. Lo costringeremo con un’azione ufficio per ufficio a richiedere subito un nuovo Contratto e ad essere stavolta anche il nostro Sindacato.

Saremmo dei folli a non ammettere che il Sindacato è importantissimo ed è per questo che vogliamo che tutti i Funzionari laureati non ne facciano più parte. Per cambiarlo e poterlo di nuovo supportare.

Contemporaneamente lavorando per portare al Governo, alla controparte, le nostre esigenze: la necessità di un riconoscimento dei diritti acquisiti, dei titoli in un percorso professionale aperto a step di responsabilità crescenti e molto meglio retribuite, l’esigenza di una formazione realmente qualificata, al passo con i tempi. Il tutto da realizzarsi con una nuova Area dei Direttivi e la massima implementazione di quella delle E.P.

Progetto ambizioso. Di più. Ma per provare a realizzarlo c’è bisogno della partecipazione attiva delle migliaia di colleghi che ci leggono. Per questo, oltre all’associazione gratuita (puoi aderire cliccando qui), oggi, come cartina tornasole in grado di consentirci di valutare se continuare o meno nella nostra azione, chiediamo ad ogni collega che sta leggendo questo articolo di manifestare il proprio dissenso (o meno) scrivendo il suo pensiero nello spazio sotto dedicato ai commenti. Grazie.

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Il barrito dell’elefante impaurito davanti al topolino troppo cresciuto

Ieri, Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione, ha confermato con il comunicato che riportiamo qui sopra, la fermissima volontà della Sua organizzazione sindacale di portare alla firma conclusiva l’ordinamento professionale che abroga definitivamente la figura del Direttore nel Comparto Funzioni Centrali.

Una figura professionale, vale la pena ricordare, messa a concorso addirittura fino al 2020 e i cui vincitori, ai quali è stata richiesta la laurea specifica e l’abilitazione alla professione di avvocato, assunti nel 2021.

In altre epoche il rispetto del Sindacato verso i colleghi avrebbe imposto quantomeno il proporre alla controparte governativa il c.d. “ruolo ad esaurimento”, una tutela verso la dignità professionale di chi aveva conquistato una posizione, un profilo. E anche il rispetto nei confronti della spesa affrontata dallo Stato per formare quella figura. Oggi siamo in mano ai professionisti del colpo di spugna. Per questo abbiamo chiesto e chiederemo in tutte le Sedi, anche sovranazionali, la verifica della legittimità di tali drastiche decisioni e alla Corte dei Conti di verificare quanto costano questi colpi di spugna e se detti costi non si configurino come danni alle Casse dello Stato.

Ora, noi dubbi non ne avevamo sul fatto che a pretendere l’appiattimento nella nostra Area fosse stato il Sindacato, ma avere conferme ufficiali sulla pervicacia e sulla drammatica fretta di realizzarlo ci aiuta tantissimo a segnalare alle nostre migliaia di associati e lettori le esatte coordinate dove cercare il nostro vero problema.

L’esigenza di questo articolo non è dunque quella di fornire una replica al comunicato in questione considerato che esso stesso rappresenta una risposta per tutti i Funzionari che si apprestano ad essere appiattiti, quanto piuttosto quella di fornire qualche delucidazione allo stesso segretario Colombi per via di alcune inesattezze lette nel suo scritto: la definizione di Funzionari Laureati Specialistici non attiene a “una non meglio definita qualifica di Specialisti ” ma è riferita al possesso di una laurea specialistica. Una licenza lessicale per sintetizzare le diverse denominazioni di laurea distinguendola da quella triennale. Esattamente quella laurea che il suo, come gli altri sindacati firmatari del nuovo contratto, hanno dimostrato di non voler più rappresentare, portando a termine l’abolizione di un funzionante, magari da perfezionare, percorso professionale nella Terza Area.

Secondo Colombi poi il nostro Coordinamento starebbe richiedendo ” un profilo professionale ad hoc con un meccanismo di progressione di carriera sganciato da quello degli altri funzionari“. Probabilmente da parte del segretario generale della UILPA si è trattato di una lettura non approfondita della nostra rivendicazione sintetizzabile in una progressione professionale che prevede il sacrosanto mantenimento della figura del Direttore, con l’inserimento della figura giuridica del Funzionario Esperto distinta da quella del Funzionario senza laurea o con laurea triennale.

Figura quest’ultima assolutamente non sganciata, come invece afferma Colombi, dalla progressione di carriera nella terza Area. Perché se un Funzionario consegue una laurea specialistica, anche grazie all’iniziativa #PA110elode perfettamente aderente a tale meccanismo, questi avrà la possibilità, negata dal Sindacato, di progredire all’interno della Terza Area, avendo accesso alle selezioni per il profilo di Funzionario Esperto e successivamente a quelle per Direttore, secondo modalità da demandare alla contrattazione integrativa. Possibilità parallele all’aspirazione ad obiettivi più ambiziosi come la vincita del concorso per la Quarta Area, qualora attivata nell’ Amministrazione di appartenenza, o per la dirigenza, attraverso la riserva dei posti.

Ciò comporta un maggiore coinvolgimento lavorativo del Funzionario consapevole dell’importanza di mantenere un’ottima valutazione annuale e una maggiore spinta motivazionale all’arricchimento culturale e formativo.

In alternativa al percorso richiesto nella Terza Area, e ribadiamo in alternativa, visto che anche questo passaggio è stato frainteso, abbiamo proposto l’istituzione di un’Area direttiva che parimenti non precluderebbe a nessuno una continuità, costituzionalmente garantita, di progressione professionale, nell’ottica di un percorso meritocratico e aziendalmente dinamico che parta dalla qualifica di appartenenza del segretario Colombi, ovvero quella di operaio, sino ad arrivare alla Quarta Area per chi in possesso dei titoli e dei requisiti richiesti.

Quindi nessuna “destrutturazione chirurgica dell’ordinamento professionale“, come afferma il capo della UILPA nel suo comunicato. Piuttosto una straordinaria opportunità per tutti di alzarsi al mattino con degli obiettivi lavorativi, dei sogni realizzabili, delle aspirazioni possibili, alimentando il proprio orgoglio grazie al conseguimento di un traguardo tangibile oltre il quale l’avventura lavorativa di ciascuno può ripartire per arrivare al gradino successivo. Una visione opposta a quella dei firmatari di questo Contratto, esclusivamente legata ad una esigua componente economica sbandierata come un drappo rosso davanti al pluri-infilzato toro svilito da politiche sindacali i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Appare chiaro allora che L’Italia delle Corporazioni citata nell’incipit del comunicato firmato da Colombi non c’entra proprio nulla con quello che noi rappresentiamo e con ciò che vogliamo difendere. Qualora si fosse trattato di un tentativo di far passare agli occhi dei colleghi il nostro “chiassoso Coordinamento” come una “gruppetto organizzato che fa richieste impossibili” desideroso di mantenere o ricostituire una “corporazione” beh…siamo spiacenti di comunicare che il tentativo è stato sventato.

Se poi la difesa dei profili direttivi autorizza Colombi a definirci corporativisti, ci permetterà il segretario di rammentargli che nel 2010 la UIL si rifiutò di firmare il Contratto Integrativo del Ministero dell’Interno che prevedeva l’abolizione della figura di Direttore perché tale abolizione avrebbe messo, come poi successo, in fortissime difficoltà i Funzionari dell’Amministrazione Civile accreditati con quella qualifica presso la dirigenza Prefettizia e della Polizia di Stato.

Anche per queste giravolte sulle nostre teste e sulle nostre vite adesso guardiamo al Sindacato come al nostro avversario principale cui promettiamo sin da ora l’opposizione con una delle Class Action più imponenti che si siano mai viste.

E se questo “chiassoso coordinamento”, come lo ha definito il capo della UILPA, dovesse arrecare fastidio ci dispiace moltissimo. L’unica cosa che possiamo consigliare è un buon paio di tappi per le orecchie perchè lo sanno pure i bambini che lo squittio del topolino può raggiungere frequenze così elevate da mettere in fuga l’elefante che vuole schiacciarlo.

Il nostro Coordinamento, costituito come COFFUCILS (acronimo di Coordinamento Funzionari Funzioni Centrali Laureati Specialistici) ma che per brevità continueremo a chiamare Coordinamento, è l’unico organo che per la prima volta difende realmente l’interesse di tutti i Funzionari con laurea magistrale/specialistica specifica. Dagli forza associandoti.

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Riflessioni

Il gioco di prestigio sulla Quarta Area (vuota) e le proteste inutili

La Quarta Area resterà vuota in molti Ministeri ed Enti. Non solo voci ufficiose sempre più numerose, provenienti dalle stanze del potere sindacale ma inevitabile epilogo di un pragmatismo schiacciante: non ci sono i soldi e quelli che ci sono verranno impiegati per assumere Operatori, Assistenti e nuovi Funzionari visto che la situazione negli Uffici è al collasso, nel senso letterale, a causa di un blocco del turn-over da fuori di testa con il quale ora sono costretti a fare i conti sia le Amministrazioni che i Sindacati.

Cassandre dalla vittoria facile l’abbiamo scritto in quasi ogni articolo, a partire dal testo della petizione le cui firme abbiamo spedito a tutti i decisori dell’irricevibile appiattimento della Terza Area. Ci dispiace per chi ci ha creduto. Per chi, credendosi furbo/a, è persino andato/a da chi gli ha tolto lo status e le mansioni di Direttore sperando di “contrattare” il suo accesso privilegiato nella Quarta Area.

Il “carnefice” ha chiesto voti alle RSU ed iscrizioni sindacali. E i furbi sono andati a votare. E i furbi ora hanno una tessera sindacale in tasca, plastificato emblema di una beffa tutta da ridere. Se non fosse che tali furbi, con la predisposizione professional-genetica ad essere trombati n volte, sottraggono forze alle sacrosante rivendicazioni dell’intera categoria dei laureati specifici e iper specializzati della Terza Area. Già, perché considerato che tale rara specie di pluri-allocchi disgrega lo sdegno, facendo esattamente il gioco del decisore Sindacale, c’è solo da piangere.

E quindi, dicevamo, la Quarta Area rimarrà in molte realtà ad esclusivo appannaggio dei professionisti esterni che secondo il progetto del Ministro Brunetta saranno i protagonisti della realizzazione dei progetti previsti dal PNRR. Liberi di non crederci. Liberi di pensare che state leggendo solo delle fandonie. Vi diamo appuntamento su queste pagine tra sette/otto mesi. E si accettano scommesse, sotto forma di colazioni al bar, naturalmente.

Un illusionismo quello della Quarta Area degno dei più grandi numeri del Mago Copperfield che il decisore Sindacale, mostrando una non comune prontezza (sono bravi, bisogna riconoscerlo), ha saputo trasformare da elemento inviso a improbabilissima promessa per annichilire il disgusto causato dall’appiattimento della Terza Area. Parlando con un collega del nostro Coordinamento, uno di quelli realmente bravi che ha rappresentato la sua Amministrazione a Bruxelles, ai tavoli della Commissione Europea, riflettevamo su come l’aver perso la figura professionale del Direttore comporti anche un notevole danno d’immagine specie quando ci si trova in contesti prestigiosi accanto a personalità di un certo calibro. Direttore è diverso da Funzionario. Ci riflettessero tutti i colleghi che fanno spallucce pensando solo ai loro incarichi esterni. L’esterno ci guarda e ci valuta anche in base al ruolo che ricopriamo nella nostra Amministrazione.

Anche per questo amiamo, anzi adoriamo come si dice adesso, rivolgerci ai ragazzi. Ai neo-laureati, ai giovani Funzionari. Non fatevi rubare il futuro dal decisore Sindacale che con questo Contratto ha sancito il “tutti uguali” nella Terza Area. Avete diritto alla progressione professionale nella terza Area o in una nuova Area direttiva. La vostra, la nostra unica assicurazione contro una Quarta Area nata già preclusa.

Per questo vi stiamo esortando, in tutte le lingue del mondo e in ogni modo a combattere, ora, adesso, per rivendicare un’Area direttiva. Non è tardi. Lo sarà la prossima settimana.

C’è un sottobosco di associazioni di categoria nella Terza Area di Ministeri ed Enti che sta andando dalla parte sbagliata. O non sta andando da nessuna parte. Che non si sta opponendo a questo incredibile livellamento. Ubriacati dalle promesse che non vedranno mai luce, difendono singoli profili professionali secondo illogicità nefaste per gli interessi dell’intera categoria, dell’intera filiera dei Funzionari laureati specifici che noi invece chiamiamo a raccolta, a protestare fianco a fianco. L’obiettivo comune al momento deve essere uno solo: svegliarsi dal sogno rubato e ambire o mantenere una progressione professionale culminante con la figura apicale del Direttore. Uscite, come singoli, dal gioco di prestigio della Quarta Area e ribellatevi. Non crediate, e ve lo diciamo per esperienza di vita vissuta e di veleni ingoiati, che quando la contrattazione integrativa di ogni Ministero, di ogni Ente, non potrà far altro che istituire un’unica figura di Funzionario senza distinzione di titoli e di esperienze, che qualcuno potrà rimediare al sopruso subito. Saranno proteste inutili:

  • i ricorsi all’Autorità Giudiziaria. Lunghissimi e dall’esito molto incerto considerato che c’è da mettere in discussione una legge (il contratto) con interessi in ballo enormi e pressioni altrettanto pesanti.
  • le manifestazioni di piazza. Inutili e con costi importanti per il singolo. Al decisore queste forme di protesta scivolano come pioggia su una cerata perché sa che sono destinate a cadere nell’oblio dopo poche ore.
  • le astensioni dal lavoro. Per una singola categoria, in questo caso i laureati specifici dell’Area Terza, non le organizzerebbe nessuno. Persino gli scioperi organizzati dalle Organizzazioni Sindacali ormai sono fallimentari.

Ecco perché invitiamo alla ribellione del singolo. Ognuno di noi che si senta danneggiato da questo incredibile livellamento previsto dal nuovo Contratto può mettere in atto una serie di azioni, a costo zero e con un sacrificio personale pressoché nullo. Questo Coordinamento, in questa prima fase di vita, sta diffondendo e supportando due diversi tipi di azione di ribellione: una formale e l’altra, decisamente più importante, sostanziale.

Le azioni formali, la firma della petizione, la restituzione simbolica delle lauree e le pec di trasmissione, hanno lo scopo di comunicare al decisore politico (Aran – Governo) e Sindacale il proprio disaccordo, il proprio NO, la propria protesta. Modalità per mostrare ai decisori che le azioni a i nostri danni non godono del nostro silenzio.

L’azione sostanziale. Rivolta al decisore Sindacale. Il Sindacato è l’unico interlocutore in grado di correggere l’abominio. Non possiamo incidere, come abbiamo visto sul decisore politico che, sostanzialmente, al di là delle eventuali dichiarazioni e prese di posizione propagandistico-elettorale, se ne fotterà dei nostri ricorsi, dei nostri scioperi, delle nostre manifestazioni di piazza. Ma possiamo fare leva su coloro che hanno firmato questo contratto (tutte le Organizzazioni Sindacali). Individualmente, singolarmente. Abbiamo iniziato togliendo loro rappresentatività non votandoli alle RSU. Chi ha votato si è reso complice del suo e del nostro declino.

Possiamo continuare ad agire. Sempre singolarmente, maturando una forma di ribellione individuale, silenziosamente deflagrante, a costo zero: restituiamo motivando la tessera sindacale se l’abbiamo, convinciamo il collega che è la cosa giusta da fare, se siamo rappresentanti RSU dissociamoci dalla sigla e dichiariamoci indipendenti, facciamo pressione sui sindacalisti presenti sul posto di lavoro protestando per il sopruso. Parliamone, esprimiamo in ogni dove le nostre ragioni. Una voce, due voci, cento voci. Migliaia di voci. Il decisore sindacale è l’unico obiettivo cui mirare.

Il nostro Coordinamento è nato per denunciare, aggregare, unire. Vi chiediamo di associarvi (gratuitamente) solo per contarci. Stiamo sostenendo le spese senza chiedere niente a nessuno. Anzi, ringraziamo di cuore l’unico collega del Ministero dell’Interno che ha versato spontaneamente una piccola somma che ci sta aiutando a pagare il programma di diffusione delle mail. Lo facciamo individualmente, singolarmente. Perché la singola goccia è in grado di bucare una roccia.

Però bisogna agire subito. Ciascuno dia il suo segnale immediatamente, appena avrà finito di leggere questo articolo. Non è tardi. E’ solo l’inizio. Nessuno può fermare il dissenso quando matura all’interno di singoli che si uniscono. Buona battaglia a tutti noi.

Il nostro Coordinamento è l’unico organo che in questo momento sta difendendo l’interesse dei Funzionari laureati specifici. Dagli forza associandoti gratuitamente e facendo sentire il tuo NO a questo nuovo Contratto.

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