Categorie
Riflessioni

Quella briciola spacciata per pagnotta

In queste ore è un continuo sbandierare e rivendicare come conquista epocale l’armonizzazione delle indennità di Amministrazione che porterà in più nelle tasche dei dipendenti, al netto delle tasse, una media di 60/80 euro al mese. Soldi stanziati con lo stato di previsione del Bilancio per l’anno finanziario 2020 e la cui corresponsione è ora legata alla firma definitiva del nuovo contratto Funzioni Centrali 2019-2021, peraltro già scaduto. Una cortina fumogena di briciole dietro la quale si palesa un contratto collettivo che appiattisce nella Terza Area competenze, titoli, esperienze.

Briciole spacciate per pagnotte perché gli attuali costi della vita a questo le riducono, rendendole persino invisibili se confrontate agli aumenti spettanti ad una dirigenza sempre più incentivata e meglio pagata rispetto ai molto meno fortunati contrattualizzati laureati specifici, professionisti abilitati e super-masterizzati mortificati, ammassati, senza alcuna prospettiva professionale, costretti ad assistere alla grande magia della briciola trasformata in pagnotta.

Non siamo abituati a sputare sui soldi, pochi che siano, ma l’esperienza ci ha forgiati a guardare le cose che accadono con la lente della realtà. Ringraziamo chi si impegna per cercare di strappare risorse da destinare alle nostre tasche ma gli voltiamo le spalle quando vuol fare passare mezze sconfitte per vittorie campali.

Una bolletta del gas, della luce, un pieno di carburante assorbirà questo aumento come una insaziabile spugna ma nessuno protesterà per questo perché abbiamo vinto. Abbiamo l’aumento che dovevamo avere, ma se firmiamo il contratto adesso. E avremo anche gli arretrati! Perbacco, avremo gli arretrati. Non ce li hanno dati prima, ce li daranno ora e applaudiremo questo come una grande conquista.

E applaudiamola questa vittoria, così come applaudiamo un’altra briciola spacciata per pagnotta: il mirabolante guadagno in busta paga derivante dall’abbassamento delle aliquote Irpef. In un infinito gioco di prestigio che ci vede plaudente platea: prendi questa monetina, ridammela…ops …sparita. Gioco riuscito. Applausi. Dal cambio lira-euro in poi continuiamo ad applaudire appena qualcuno proietta sullo schermo la pagnotta e ci fa immaginare di possederla. di gustarla ed essere fortunati per averla avuta in dono. E ci sorride, ci scrive, ci sussurra.

Ma cali il silenzio quando parlano i conti sul tavolo della cucina. A metà mese niente applausi. Silenzio. Il trucco non è riuscito. La briciola non si è trasformata in pagnotta.

Se vuoi entrare a far parte del Coordinamento promotore per la difesa del diritto alla progressione di carriera dei Funzionari del Comparto Funzioni Centrali puoi associarti compilando questo modulo (clicca qui per aprire).

Categorie
Iniziative

Pronta la lettera di richiesta di modifica dell’ordinamento professionale per i Funzionari. Firmala subito

Come anticipato nell’articolo Bloccate la firma del Contratto. La nostra richiesta ad Aran, Governo e Sindacati. Tutte le ragioni, è pronta la prima lettera che stiamo inviando per chiedere la modifica dell’ordinamento professionale nell’area Terza con la previsione di più figure professionali. In anteprima ne pubblichiamo il testo. Se ne condividi il contenuto, qualora tu non l’abbia già fatto, firmala CLICCANDO QUI E RICORDA DI VALIDARE LA FIRMA DALLA MAIL CHE RICEVERAI SULLA CASELLA DI POSTA INDICATA.

E’ importante diffondere a tutti i colleghi questa lettera affinché ciascuno abbia la possibilità di farla propria. Seguiranno altre iniziative che necessitano esclusivamente di un impegno personale minimo a rappresentare questa importante istanza presso gli altri colleghi. Se vuoi unirti a noi manda una mail con i tuoi contatti a: funzionarifclaureati@gmail.com

Fermiamo chi da troppo tempo decide del nostro destino senza neanche consultarci. E’ arrivato il tempo di fare da soli i nostri interessi.

Aggiornamento: la nostra prima lettera è partita. Ecco la ricevuta.

ATTENZIONE: continuate a firmare la petizione perché invieremo altre richieste e più firme ci saranno più forza “contrattuale” avranno.

Categorie
Iniziative

Bloccate la firma del Contratto. La nostra richiesta ad Aran, Governo e Sindacati. Tutte le ragioni

In un volantino diffuso l’altro ieri, il segretario generale del settore Pubblica Amministrazione di uno dei sindacati confederali, chiede lumi sul perchè a distanza di due mesi dall’accordo, le OO. SS. non siano state ancora convocate per la firma definitiva del CCN Funzioni Centrali 2019-2021. Nel testo si coglie impazienza ed urgenza, con un finale sul quale ci permettiamo di riflettere insieme: “ogni giorno di ritardo nell’applicazione delle nuove norme contrattuali significa prolungare lo stato di inadeguatezza in cui versa la Pubblica Amministrazione rispetto all’ordinamento professionale, all’impatto delle nuove tecnologie, alla formazione professionale, alla qualità della performance, alla sicurezza dei luoghi di lavoro e alla flessibilità organizzativa”.

Concordiamo, che rispetto all’Area Terza sia presente uno stato di inadeguatezza in cui versa la Pubblica Amministrazione rispetto all’ordinamento professionale. Peccato si tratti, a parer nostro, dell’inadeguatezza voluta dallo stesso Sindacato quando, con i contratti precedenti, ha iniziato l’illogica massificazione dei Funzionari. Un’inadeguatezza che il contratto del quale se ne lamenta il ritardo per la firma definitiva, non sana ma accentua. Cronicizzandola.

Il rappresentante sindacale in questione chiede, immaginiamo all’Aran e al Governo, l’esatto contrario di quello che sempre più funzionari del Comparto Funzioni Centrali iniziano a chidere con forza in questi giorni attraverso questo sito: bloccate questo Contratto, tornate al tavolo ed evitate un improponibile appiattimento definitivo nella Terza Area. Create un percorso professionale serio e progressivamente retribuito per dare a tutti la possibilità di evolversi e crescere. Parallelamente occorre porre rimedio ad un’altra questione per noi inaccettabile. Mentre qualcuno si agita perchè non vede l’ora di firmare il Contratto, a queste latitudini ci si chiede come diavolo si possa accettare che un Funzionario appena assunto abbia come unica prospettiva un massimo di cinque aumenti stipendiali da circa 130 euro cadauno nell’arco dell’intera vita lavorativa. E non ci vengano a parlare che a parte ci saranno gli aumenti contrattuali, considerato che ormai rasentano il ridicolo rispetto al costo della vita.

Si, certo. Su questo sito intervengono colleghi con una certa anzianità di servizio e che rivendicano “sacrosantemente”, come direbbe Antonio Albanese, esperienza, titoli, posizioni acquisite e scippate dagli stessi sindacati che ora parlano di inadeguatezza dell’ordinamento professionale. Ma è doveroso pensare a chi è appena entrato in Amministrazione o lo farà in futuro, a chi sarà il pilastro della Pubblica Amministrazione che a sua volta è l’asse portante del Paese. Se non li si motiva, se non gli si garantisce un degno ed adeguato compenso saremmo solo degli egoisti e faremmo il male nostro e del nostro datore di lavoro.

Vedete, noi non siamo una grande Nazione. Abbiamo il Paese più bello del mondo, la Moda, le eccellenze planetarie nell’eno-gastronomia, il Genio. Ma abbiamo la classe media più ignava, sciatta, priva di senso del bene comune, di visione, di memoria, di percezione della collettività e della protesta come risorse, seppellite dal motto “tengo famiglia” e dal “mi conviene, non mi conviene”. Gli altri Paesi, almeno quelli con i quali ci confrontiamo come più avanzati, non hanno le nostre eccellenze ma hanno una classe media operosa, meno furba e più votata all’interesse collettivo. E ogni classe media esprime, in tutti i campi, la classe dirigente che più la rappresenta. Dal macro al micro, noi Funzionari del Comparto Funzioni Centrali siamo parte della classe media italiana: ci hanno annientato, comprato con pochi euro, appiattiti, ammassati, ma non abbiamo detto niente. “Tengo famiglia”, “non posso espormi” manco si trattasse di imbracciare un Kalashnikov. E ci siamo persi in lotte intestine, tratto distintivo dell’italiano medio, auto-danneggiandoci in contese sindacali di bassissimo lignaggio per una manciata di briciole, mentre chi decideva agiva in senso contrario alle nostre aspirazioni, ai nostri diritti.

Al rappresentante sindacale che ha fretta di firmare perchè questo contratto, secondo la sua opinione, ovviamente parziale, rappresenta il meglio ottenibile, quasi una panacea per l’inadeguatezza in cui versa la Pubblica Amministrazione, opponiamo che il meglio ottenibile è dato solo da due percorsi paralleli cui dovrebbe ambire un Sindacato: uno rappresentato dagli scatti stipendiali che premino l’anzianità e l’altro da un percorso professionale che premi il dipendente che studia e si impegna sul lavoro affidandogli compiti di responsabilità crescenti.

La prossima settimana invieremo una prima Pec ad Aran, al Ministro della Pubblica Amministrazione e alle OO.SS. per chiedere di bloccare il Contratto Funzioni Centrali per ridiscutere ordinamento professionale dell’Area Terza e retribuzioni. La consapevolezza che non servirà allo scopo è ben presente ma è un primo segnale, un primo messaggio, propedeutico all’adozione di azioni successive. E a tal proposito, ai tanti colleghi che ci stanno chiedendo se l’iniziativa intrapresa si fermerà alla petizione rispondiamo di no. Stiamo pensando a forme di protesta sin qui mai attuate. Tuttavia firmare la petizione e diffonderla ai colleghi anche di Ministeri o Enti diversi dal proprio, è importantissimo per la visibilità. Tutto dipenderà dalla forza che saremo capaci di creare. Chissà se per una volta proprio noi Funzionari Pubblici saremo capaci di smentire l’italiano medio.

FIRMA SUBITO LA PETIZIONE CLICCANDO QUI E RICORDA DI VALIDARE LA FIRMA DALLA MAIL CHE RICEVERAI SULLA CASELLA DI POSTA INDICATA.

Se vuoi entrare a far parte del Coordinamento promotore per la difesa del diritto alla progressione di carriera dei Funzionari del Comparto Funzioni Centrali puoi associarti compilando questo modulo (clicca qui per aprire).

Categorie
Riflessioni

La voce ai colleghi: l’arroganza del Sindacato. Da Direttore a Funzionario come l’ultimo arrivato

Riceviamo e pubblichiamo:

Spett.le Redazione, in riferimento alla vostra email e alla sacrosanta petizione che state promuovendo ( a cui aderirò sicuramente) vorrei sottoporre all’attenzione Vostra e degli altri colleghi ex direttori anche una battaglia e un obiettivo essenziale da raggiungere proprio attraverso la petizione. Come prima cosa, infatti, dobbiamo pretendere ed ottenere di sanare in sede di applicazione del nuovo CCNL e di scrittura del relativo contratto integrativo una situazione aberrante e inaccettabile
per la dignità umana e professionale mia e di tanti altri lavoratori e colleghi che si sono venuti a trovare nella mia stessa condizione, a causa della illecita e distorta applicazione data, in sede di contrattazione integrativa e di progressioni economiche, al precedente CCNL del 2007, valevole per il quadriennio 2006-2009.

Come è noto, il contratto integrativo del 2010 – che ha fatto seguito al CCNL del 2007 – ha unificato l’intera area III (già Area C ed ex carriera direttiva) del personale contrattualizzato dell’Amministrazione Civile dell’Interno facendo, in particolare, confluire tutti gli appartenenti a detta area nella nuova ed unica qualifica di “funzionario”.
Fino a quel momento, gli appartenenti all’area III erano rimasti non soltanto inquadrati separatamente nelle tre distinte e disallineate qualifiche di direttore, funzionario e collaboratore (aventi nella scala gerarchica di tale area il seguente ordine decrescente di grado e di importanza: direttore=q.apicale, funzionario=q.intermedia e collaboratore=q.iniziale, corrispondenti ad altrettanto differenti e decrescenti livelli retributivo-funzionali e posizioni economiche di inquadramento IXbis=C3s, IX=C3, VIII=C2, VIIbis=C1s e VII=C1), ma avevano anche maturato diverse anzianità di permanenza in tali qualifiche (e nei corrispondenti livelli retributivo-funzionali) della ex Area C.

Con l’unificazione di cui sopra sono state in sostanza equiparate, appiattite e ridotte ad una sola le diverse qualifiche e le differenti esperienze professionali già acquisite da tutti gli appartenenti all’area III, sottraendo ad alcuni di questi la pregressa qualifica di direttore, confermando ad altri quella già rivestita di funzionario ed concedendo ad altri ancora (ovverosia agli ex collaboratori) quella di funzionario.

Al riguardo, mi “permetto” di aggiungere che il nuovo sistema classificatorio di inquadramento del personale civile contrattualizzato introdotto dal CCNL del 2007 era già di per sé ignobilmente degradante, almeno per gli appartenenti all’area III, laddove aveva concesso alla contrattazione integrativa interna di ogni singola Amministrazione l’autorizzazione a poter disporre anche eventuali dequalificazioni professionali, giuridiche, gerarchico-funzionali e mansionali per alcuni lavoratori attraverso l’accorpamento, l’unificazione e l’equiparazione di qualifiche precedentemente ben differenziate e distinte per valore, per funzioni-compiti-mansioni, per status giuridico e posizione gerarchico-funzionale nell’ambito dell’organizzazione lavorativa, per qualità-responsabilità-difficoltà-remunerazione dell’attività lavorativa svolta e per impegno-disponibilità richiesti.

Tuttavia, se – purtroppo – è pacifico che le norme vigenti e la stessa giurisprudenza della Cassazione riconoscono scandalosamente alle organizzazioni sindacali ed ai Contratti collettivi nazionali di comparto l’assurda e ignobile facoltà di poter operare d’imperio e a proprio piacimento modificazioni, soppressioni e accorpamenti di preesistenti qualifiche professionali comportanti anche reinquadramenti peggiorativi del posizionamento e dello status giuridico-gerarchico-funzionale-mansionale-economico precedentemente posseduti, acquisiti e raggiunti da alcuni lavoratori (considerati sacrificabili senza il loro consenso e contro la loro volontà da chi mal li
rappresenta sindacalmente), è altrettanto vero che, nel caso che ci riguarda, la pregiudizievole soppressione della qualifica di direttore (riconvertita riduttivamente in funzionario) avrebbe potuto essere sì realizzata e fatta valere, ma soltanto per il futuro, vale a dire con efficacia ex nunc e cioè solo dal momento dell’entrata in vigore del CCNL autorizzatorio (sottoscritto nel 2007) o, al più, dalla data di validità e decorrenza degli effetti giuridici ed economici di tale accordo nazionale (coincidente con l’anno 2006).

Quando molti di noi “direttori” ci lamentammo per quella discutibile “unificazione” delle tre precedenti qualifiche dell’area III (collaboratore, funzionario e direttore) nella sola e indifferenziata qualifica di funzionario, che comportò per me ed altri colleghi la retrocessione (almeno lessicale) da direttore a funzionario, sebbene l’Amministrazione e l’ARAN avessero proposto il mantenimento nella nostra area delle due distinte e separate qualifiche di funzionario e direttore (distinzione che è
stata invece correttamente conservata anche in sede di contrattazione integrativa nel Ministero della Giustizia), sia i nostri rappresentanti sindacali che i giudici di merito (soltanto di primo e secondo grado perché proseguire con un ricorso in Cassazione mi sarebbe costato troppo), ci assicurarono e rassicurarono:

  • che non avevamo ragione di preoccuparci, né di temere alcunché;
  • che non dovevamo affatto considerare questo “solo apparente” appiattimento come uno scivolamento all’indietro;
  • che il confluire insieme agli ex collaboratori ed ex funzionari in un’unica qualifica sarebbe stato per noi improduttivo di qualsiasi mortificante dequalificazione o demansionamento professionale;
  • che, nonostante la nuova denominazione attribuita alla nostra qualifica, non avremmo subito alcun danno, perdita o diminuzione né a livello gerarchico-funzionale, né di progressione giuridica ed economica di carriera, né nell’immediato, né in prospettiva futura;
  • che avremmo avuto anzi nuove e vantaggiose prospettive di crescita economica con l’accesso alle fasce retributive superiori F6 ed F7;
  • che non avremmo patito pregiudizievoli scavalcamenti o ingiuste pretermissioni a nostro disfavore e a vantaggio di colleghi che, rispetto a noi, avevano poca e/o assai inferiore anzianità di servizio (oltreché di vita, di più duro, qualificato e impegnativo lavoro e di assunzione di ben maggiori responsabilità) nella qualifica di direttore.

Purtroppo, invece, così non è stato, perché in tutte le progressioni economiche successive alla prima (quella del 2010 di passaggio dal vecchio al nuovo sistema) la ben più lunga anzianità di inquadramento, nonché il maggior peso e valore dell’esperienza lavorativa da noi maturata come direttori nella IX qualifica funzionale dal 2002 (rispetto ad altri colleghi nominati direttori soltanto nel 2006) ci sono stati disconosciuti, espropriati e riconsiderati ab initio tam quam non essent, anche per il periodo precedente a quello “regolabile” (2006-2009) dal contratto introduttivo del nuovo sistema classificatorio.

In particolare, per volontà sindacale, le nostre ben più antiche anzianità di nomina e di inquadramento come direttori sono state completamente annullate ed equiparate retroattivamente al servizio svolto dagli ex funzionari di VIII livello e dei collaboratori di VII livello, al punto che nelle progressioni da F5 ad F6  per gli anni 2018 e 2019, io e molti altri colleghi con laurea specialistica doc del vecchio ordinamento che eravamo stati inquadrati come direttori sin dall’1.10.2002 (e proprio per questo collocati avanti a tutti gli altri nella graduatoria del primo e omnicomprensivo passaggio da F4 a F5 del 2010) siamo rimasti esclusi dal passaggio alla fascia F6 perché superati sia nel 2018 che nel 2019 da colleghi nominati direttori soltanto nel 2006 (se non addirittura dopo) ed anche non laureati o muniti solamente di laurea breve.

Questo perché ogni anno di servizio precedentemente prestato tanto come direttore che come funzionario o collaboratore è stato indifferentemente valutato con punti 1, alla faccia di tutti quelli che come me hanno svolto e svolgono per davvero, da tantissimi anni, con molto sacrificio, senso di responsabilità e del dovere, nell’ambito del Dipartimento della P.S., l’incarico di direttore di sezione e che, invece di essere aiutati e tutelati come lavoratori, siamo stati pregiudicati dalle stesse nostre organizzazioni sindacali che con la loro azione hanno rallentato bruscamente se non quasi arrestato la nostra crescita retributiva, escludendoci e/o facendoci sopravanzare nelle progressioni economiche da colleghi che hanno avuto incarichi, compiti lavorativi e percorsi professionali e di carriera assai meno qualificati, difficoltosi e impegnativi dei nostri.

Però, vista la nuovissima area IV creata dall’ultimo contratto e le nuove progressioni economiche che dovranno essere bandite all’interno delle area III, ci sono ora l’opportunità, il tempo e il modo per rimediare agli errori passati e per eliminare le irragionevoli disparità di trattamento e le inique storture verificatesi, all’interno dell’Area III, in occasione e per effetto delle progressioni economiche svoltesi dal 2018 in poi, con una più giusta, corretta e selettiva (ri)valutazione del servizio pregresso e della laurea specialistica posseduta.

Per onestà intellettuale devo aggiungere che, nelle progressioni economiche del 2018 e degli anni successivi, ancora più penalizzati, mortificati e declassati di me (e di tanti altri ex direttori con la mia stessa decorrenza di nomina di ottobre 2002) sono stati tutti quegli ex direttori provenienti dalla carriera direttiva-doc dei vice-consiglieri di ragioneria, a cui avevano avuto accesso come laureati e nella quale avevano già raggiunto la qualifica di direttore di sezione ben prima di essere reinquadrati a “decrescere” nel 2002 come direttori (senza più sezione) e in seguito come funzionari.

Non bastava quello che avevano già subito, occorreva anche spossessarli abusivamente ab origine dell’intero servizio prestato (come se non fosse mai esistito o mai stato svolto) nelle qualifiche apicali della carriera direttiva “doc” e di quella post-doc fino a tutto il 2006 e farli scavalcare nelle progressioni economiche di fascia da tanti miei colleghi con maggiore anzianità assoluta di servizio, ma con ben minore esperienza e permanenza all’interno e all’apice della carriera direttiva post-doc?

E  come è stato possibile perpetrare un furto di vita, di dignità e di professionalità del genere, quando invece i precedenti nostri contratti collettivi nazionale e integrativo, che hanno introdotto l’allora nuovo sistema di classificazione del personale, potevano “normare” giuridicamente ed economicamente in quel modo (arbitrario e peggiorativo per molti lavoratori) soltanto dal 2006 in poi, senza essere in alcun modo legittimati a far retroagire ex tunc l’equiparazione e l’unificazione dell’area III a nemmeno un attimo prima del 2006, così come è stato fatto invece allorquando si è valutato in misura esattamente identica e indifferenziata (con l’attribuzione indistinta di punti 1), ogni anno di esperienza lavorativa maturata (in posizioni, compiti, funzioni ed attività assolutamente diseguali) nelle diverse qualifiche di collaboratore, funzionario, direttore, direttore di sezione ecc.? 

Quanto sopra dovrebbe essere il nostro punto di partenza per compulsare Amministrazione e Sindacati a proporre e scegliere – nei nuovi accordi – criteri di valutazione e di selezione più equi ed adeguati per l’accesso alle nuove aree, fasce e posizioni economiche istituite dal CCNL appena approvato, individuando anche apposite forme e modalità “restitutorie”, per riattribuire definitivamente a tutti noi ex “direttori” più anziani l’insopprimibile diritto a conservare intatte almeno fino al 2006 le più qualificate esperienze professionali e le maggiori anzianità di inquadramento, di carriera e di servizio da noi maturate nella qualifica di “direttore” (e, per gli ex vice-consiglieri di ragioneria, anche come “direttore di sezione”) e di cui siamo stati illegittimamente privati a partire dal 2018 in sede di progressione economica alla fasce retributive
superiori.
Roma, 11 marzo 2022

Fabrizio Fiorucci

Funzionario F6 Ministero dell’Interno

Categorie
Riflessioni

Il Sindacato non rappresenta più i laureati specifici del Comparto Funzioni Centrali

Con il nuovo Contratto Collettivo Funzioni Centrali 2019-2021 il Sindacato (nella quasi totalità delle sigle che lo compongono) ha sancito a parere di chi scrive uno stato di fatto: non rappresenta più le istanze, le aspirazioni, il diritto ad una progressione di carriera, o professionale che dir si voglia, adeguatamente e progressivamente retribuita del personale munito di laurea magistrale o specialistica. Non si tratta di una congettura anti-sindacale visto che chi cura questo sito nel sindacato ci ha creduto, eccome. Piuttosto una verità inconfutabile messa nera su bianco e firmata al tavolo Aran.

E’ veramente assurdo, inconcepibile, fuor di logica, mettere sullo stesso piano tutti i Funzionari: quelli laureati con laurea magistrale o specialistica specifica, quelli che la posseggono ma non è specialistica, quelli che si son fermati alla laurea triennale, quelli che non hanno titoli (ma che meritano gli scatti di anzianità, veri, non gli oboli previsti dal contratto, semplicemente perché l’esperienza va retribuita) e infine i nuovi assunti.

Ma come avete potuto volere una cosa del genere? Come avete potuto non prevedere una progressione che garantisca un degno sviluppo a chi si è sudato titoli e specializzazioni e a chi occupa da decenni posti di responsabilità? O a chi li occuperà??

Se il Sindacato avesse rappresentato i Funzionari laureati con lauree magistrali/specialistiche specifiche già in servizio avrebbe preteso una differenziazione che invece ha addirittura scientemente voluto annientare, cancellare laddove questa ancora esisteva. Ha scelto di rappresentare esclusivamente le istanze provenienti dal basso, quelle numericamente più consistenti, ivi incluse quelle dei colleghi che, pur non avendo titoli e non di rado capacità, sono sempre pronti a sparare bordate e lamentele verso chi si guadagna una posizione più prestigiosa, gli stessi che troppo spesso con una tessera in tasca ci rappresentano a vari livelli.

Una politica opportunista, priva di visione, deleteria nei confronti sia del lavoratore che delle Amministrazioni, quella di negare la possibilità a chi inizia e a chi desidera impegnarsi di progredire nell’Area dei Funzionari ed eventualmente ambire a quella successiva.

Una evidenza ancor più schiacciante se valutata alla luce del Contratto Collettivo Enti Locali in via di definizione: in quegli Enti chi riveste Posizioni Organizzative accede, secondo l’attuale previsione, direttamente alla Quarta Area. E i nostri apicali, chi riveste da decenni ruoli di direzione di Uffici ed unità organiche perché mai dovrebbero essere uguale all’ultimo Funzionario del concorso RIPAM entrato ieri?

La Quarta Area per il Comparto Funzioni Centrali nasce invece vuota. Sarà demandata alle contrattazioni decentrate stabilire chi vi dovrà accedere. Al momento un’utile chimera per fare ingoiare una pillola amarissima che ci permettiamo di sputare: la massificazione nell’Area Terza.

E se il Sindacato non ci rappresenta più allora non resta che unirci e, attraverso la petizione, chiederlo noi al Presidente dell’Aran e al Governo:

prevedete per i Funzionari del Comparto Funzioni Centrali tre profili professionali, aprendo la Quarta Area come sbocco per apicali e, in fase di prima applicazione, per chi ha la responsabilità di uffici ed unità organiche. Un percorso professionale giusto, logico, costante che dia il diritto a tutti coloro che posseggono capacità e titoli di essere valutati e crescere attraverso serie procedure selettive interne.

FIRMA SUBITO LA PETIZIONE CLICCANDO QUI E RICORDA DI VALIDARE LA FIRMA DALLA MAIL CHE RICEVERAI SULLA CASELLA DI POSTA INDICATA.

Se vuoi entrare a far parte del Coordinamento promotore per la difesa del diritto alla progressione di carriera dei Funzionari del Comparto Funzioni Centrali puoi associarti compilando questo modulo (clicca qui per aprire).

Categorie
Riflessioni

I rappresentanti di sé stessi

Chissà se i sottoscrittori dell’accordo per il Contratto Collettivo Funzioni Centrali 2019-2021 hanno firmato ignorando o nella consapevolezza che l’abolizione delle fasce economiche porterà ulteriori disagi per migliaia di lavoratori. Chissà se si tratta di pura ignoranza quella sul dato di fatto che in alcune Amministrazioni alle fasce economiche vengano parametrati diversi livelli di responsabilità. Chissà se chi ci rappresenta (?) ai tavoli nazionali conosce le difficoltà che patisce ogni giorno chi si trova ad operare, fianco a fianco, con categorie rimaste “a regime pubblico” e dal carattere decisamente gerarchizzato. Chissà se prima di inventarsi questa ennesima “genialata”, hanno pensato ai Funzionari contrattualizzati dell’Amministrazione Civile dell’Interno, a quelli del Ministero della Difesa e a quelli del Ministero della Giustizia o degli Esteri.

Chissà se si sono ricordati che, tanto per citarne una, i Funzionari dell’Amministrazione Civile dell’Interno chiamati ad operare negli Uffici della Polizia di Stato, dopo aver subito l’ incostituzionale dequalificazione a Funzionario del profilo apicale di Direttore, con l’abolizione delle fasce economiche verranno privati dell’ultimo strumento per arginare i troppo frequenti episodi di prevaricazione e negazione della professionalità: la tabella H di cui all’art. 45, comma 17 del decreto legislativo n. 95 del 29 maggio 2017

Tabella equparazione personale civile polizia di stato

E chissà se i firmatari di cui sopra hanno dimenticato o hanno fatto finta di dimenticare che al Ministero dell’Interno, proprio per evitare simili, quotidiane prevaricazioni, venne firmato con le OO.SS. un protocollo d’intesa, tutt’ora in vigore, che parametrava negli Uffici di P.S. e nelle Prefetture. fasce economiche ed attribuzioni di responsabilità.

E chissà se hanno dimenticato o hanno fatto finta di dimenticare che gli attuali Direttori del Ministero della Giustizia custodiscono in quel profilo una dignità professionale, una preparazione, una dedizione che non può e non deve essere cancellata con un colpo di spugna.

E allora è necessario ricordare a chi si siede ai tavoli della contrattazione, a chi si carica della responsabilità di segnare il giornaliero destino di centinaia di migliaia di dipendenti, che prima di assumere delle decisioni così importanti è INDISPENSABILE valutare tutti gli elementi e, soprattutto, fare ogni sforzo per tutelare con una diversificazione di profili, le tante dignità professionali presenti in un Comparto così vasto. Avete fatto il contrario. Avete massificato, unificato, omogenizzato. Forse siete ancora in tempo per rimediare. Vi chiediamo di farlo subito altrimenti smettete di dire in giro che ci rappresentate.

FIRMA SUBITO LA PETIZIONE CLICCANDO QUI E RICORDA DI VALIDARE LA FIRMA DALLA MAIL CHE RICEVERAI SULLA CASELLA DI POSTA INDICATA.

Se vuoi entrare a far parte del Coordinamento promotore per la difesa del diritto alla progressione di carriera dei Funzionari del Comparto Funzioni Centrali puoi associarti compilando questo modulo (clicca qui per aprire)