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Iniziative

Colombi UILPA: giovani nella PA senza possibilità di carriera. Appunto!

Questa dichiarazione del Segretario Generale della UILPA, contenuta nel testo di un suo comunicato del 7 giugno scorso, ci trova assolutamente d’accordo. Scrive Colombi:

Dinanzi al flop di diversi concorsi pubblici il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, propone di istituire un open-day nelle pubbliche amministrazioni. Obiettivo? Informare soprattutto i giovani sulle tante cose buone che fa la P.A. italiana, superare così gli stereotipi che contribuiscono a rendere il pubblico impiego poco attrattivo, ribaltare l’immagine fantozziana del dipendente pubblico. Basterà un open day a convincere i recalcitranti vincitori di concorsi pubblici?

Temiamo di no. Quando si tratta della vita concreta delle persone la realtà raccontata tramite campagne informative si scontra con la realtà fattuale. E i fatti ci dicono che sia nel pubblico sia nel privato per prima cosa occorre migliorare le condizioni di lavoro, a cominciare dalle retribuzioni, se si vuole che le persone accettino di proposte di lavoro.

Il basso livello retributivo non è l’unico fattore a scoraggiare i giovani. In fondo è vero che la maggior parte delle imprese private non offre molto di più, almeno all’inizio. Ma, a differenza delle grandi aziende private, nel pubblico non esiste (o quasi) possibilità di carriera.

Appunto! E noi quello stiamo dicendo: che l’appiattimento ha stroncato, stronca e stroncherà ogni possibilità di progressione professionale nella Terza Area. E non solo per il giovane che si appresta ad accedere nel Comparto Funzioni Centrali.

Certo leggendo il testo di tale comunicato è veramente difficile, se non impossibile, capire le ragioni per le quali Colombi abbia firmato un Contratto che rappresenta una vera e propria pietra tombale sulla possibilità di fare carriera, al netto di pochissimi fortunati che avranno accesso all’Area E.P. o alla Dirigenza in seguito alla vincita di un concorso.

Un errore politico e strategico. Unitamente alla retribuzione ormai misera, alla luce di aumenti giustificati o di carattere meramente speculativo, la mancanza di futuro professionale allontana i giovani e demotiva, seminando livore e senso di ingiustizia, gli anziani depredati dei loro profili.

Un clamoroso autogol di portata storica che continuiamo a denunciare. Una denuncia che si prepara ad essere strutturata, organizzata. E’ in fase avanzata la stesura dello statuto e del regolamento della nuova Associazione che nasce dal nostro Coordinamento. Si chiamerà AFFUCILS e avrà un suo sito istituzionale sul quale verranno pubblicati tutti gli atti e i documenti dell’Associazione mentre FunzionariPubblici.it ne rappresenterà la sua testata giornalistica con un suo Direttore ed un suo Comitato di Redazione. Sarà una struttura complessa e prestigiosa come richiede la prima esperienza associativa di tutto il Comparto Funzioni Centrali. Per capire la portata di quello che abbiamo pensato vi anticipiamo qualche articolo del nostro Statuto:

Le finalità dell’associazione AFFUCILS sono quelle di:

• tutelare gli interessi morali, giuridici ed economici, valorizzandone in tutti gli aspetti il ruolo e la dignità professionale, dei Funzionari di cui all’art.1;

• promuovere l’introduzione nel Comparto Funzioni Centrali della P.A di un’Area Direttiva o Area Quadri nella quale collocare, attraverso l’istituzione in essa di più figure giuridiche a responsabilità e retribuzioni crescenti, tutti i Funzionari di cui all’art.1;

•.promuovere in tutte le Amministrazioni, Agenzie, Enti ed Istituti del Comparto Funzioni Centrali la reintroduzione della figura apicale direttiva del Direttore, tra le cui funzioni vi sia quella principale di vicario del Dirigente, da conferire a tutti i Funzionari già titolari della qualifica di Direttore;

• promuovere in tutte le Amministrazioni, Agenzie, Enti ed Istituti del Comparto Funzioni Centrali l’attivazione e la massima implementazione dall’interno dell’Area delle Elevate Professionalità;   

• promuovere, dietro valutazioni e pareri consultivi del Comitato Giuridico e del Comitato Tecnico, azioni giudiziarie collettive volte alla salvaguardia del ruolo, del diritto alla progressione professionale e, più in generale, della dignità professionale dei Funzionari di cui all’art. 1 in servizio nel Comparto Funzioni Centrali, anche nell’espletamento delle loro funzioni;

• promuovere campagne mediatiche nazionali ed internazionali coerentemente con gli scopi dell’Associazione;

Tra gli organi abbiamo poi previsto un Comitato che si occuperà di dialogare, se lo vorranno, con le OO.SS. E un dialogo lo proporremo anche al Segretario Colombi col quale, specie alla luce delle sue dichiarazioni, forse avremo da parlare.

Abbiamo già fissato la quota associativa in 5 euro mensili. E ci sarà spazio anche per i pensionati per non disperdere la loro preziosa esperienza.

Nella nuova Associazione, per la portata del progetto, ci saranno molte cariche prestigiose da ricoprire che condurranno a contatti e collegamenti con tante realtà, da quelle istituzionali a quelle accademiche passando per i rapporti con le Altre Amministrazioni, sia a livello centrale che regionale e provinciale.

I colleghi interessati ad essere selezionati per la copertura di cariche all’interno dell’AFFUCILS potranno associarsi al Coordinamento flaggando nel modulo sottostante la casella di “Voglio essere un Referente”. Le associazioni al Coordinamento verranno tramutate, previo consenso dell’interessato/a, in associazioni all’Affucils trasformando in quote associative i contributi facoltativi versati al Coordinamento.

Sta per nascere qualcosa di nuovo. Andiamo a riprenderci quello che ci è stato tolto.

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Riflessioni

L’Area Quadri, la Quarta Area e quella Casa Comune che stiamo costruendo. Unisciti

Sono intervenuto diverse volte sul tema: chi sia e chi debba rappresentare il Coordinamento dei funzionari con laurea magistrale/specialistica. È un problema non da poco e di fondamentale importanza, che ho sentito la necessità di risolvere ancora prima che decidessi di far parte dell’associazione, e di questo da subito ho discusso con Domenico e Corrado, sin dalle nostre prime conversazioni. Importante perché:

  1. stabilire chi siamo vuol dire capire chi rappresentiamo e quindi gli interessi che intendiamo difendere. Se questo elemento non è preciso, sicuro e ben delineato, il rischio è quello di portare avanti programmi, proposte, battaglie, interventi non chiari, poco omogenei, illogici, con il serio rischio che tali attività non vengano comprese e partecipate dall’intera platea di potenziali interessati;
  2. programmi non condivisi da tutti significa perdere forza contrattuale, in quanto è risaputo: l’unione fa la forza; quindi essere chiari, con una precisa definizione sul chi siamo e su cosa facciamo permetterà di unire persone che hanno stessi interessi e obiettivi, in maniera coesa e motivata;
  3. l’esperienza maturata, ma anche la storia che mi è stata raccontata dai colleghi più anziani di me, mi ha portato a considerare che in tutte le battaglie portate avanti da diversi gruppi ed associazioni nate all’interno delle compagini ministeriali, quello che è mancato è stata l’unitarietà dell’intera categoria di coloro che a buon titolo possono definirsi “direttivi” (mi riferisco in particolare alla vicenda della vice-dirigenza e a quella della retrocessione da direttori a funzionari), ovvero la mancanza di un senso di appartenenza comune ci ha reso più deboli ed attaccabili;
  4. in sintesi stabilire in maniera più chiara possibile chi siamo e cosa vogliamo, ci permetterà di agire in modo più efficace e concreto oltre a creare uno spirito di corpo che sarà più difficile scalfire da parte delle altre parti del contendere.

E allora quale sia la strada che il Coordinamento, che sta per trasformarsi in una Associazione registrata, voglia intraprendere per difendere gli interessi degli associati, dipende da quello che decidiamo di volere essere come lavoratori del Pubblico Impiego.

A questa interrogativo rispondo che noi dobbiamo rappresentare quello che nel mondo dello studio dell’organizzazione del lavoro è chiamato “middle management” ossia una categoria intermedia tra la dirigenza e la carriera impiegatizia di concetto, un insieme di lavoratori qualificati che in letteratura è ben delineato, con un suo ruolo e che trova fondamento nel ns diritto civilistico all’art 2095 “I prestatori di lavoro subordinato si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati e operai. Le leggi speciali [e le norme corporative], in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura dell’impresa, determinano i requisiti di appartenenza alle indicate categorie”.

Ora non sto lì a raccontarvi come nel pubblico impiego questa area sia stata ostacolata fin da quando il pubblico impiego è stato privatizzato. Come sappiamo le ragioni di fondo che ci hanno portato in questa situazione sono proprio da un lato la privatizzazione del pubblico impiego e dall’altro il non avere istituito, in parallelo con il settore privato, l’area quadri/direttivi.

Da ciò ne deduco che fintanto che non ci adopereremmo per ottenere una nostra Area, difficilmente otterremmo un qualche riconoscimento per l’intera categoria. Aggiungo che senza questo fondamentale e prioritario obiettivo, difficilmente potremmo vedere riconosciute anche le tante giuste rivendicazioni, anche settoriali, che più volte sono state richieste con ricorsi, richieste sindacali o a politici, ecc….

Ma cosa è in concreto il middle management e soprattutto se ne parla di questo argomento? Esiste nella P.A. questo tema? È considerato importante il ruolo dei quadri/direttivi nell’organizzazione del lavoro e quindi nell’efficacia della P.A.?

Se ne parla eccome, di più, l’argomentazione secondo la quale la P.A. deve modernizzarsi e migliorare la propria efficienza passa proprio attraverso il middle management, almeno così appare nel famoso “Piano Colao” che reputa fondamentale la costituzione ed il rafforzamento di un middle management pubblico, al punto da farne una iniziativa (vedi il n°71 del piano https://st3.idealista.it/news/archivie/2020-06/piano_colao_download.pdf), dove leggiamo:”…. Il «middle-management» soprattutto nel settore pubblico è lo snodo chiave ….” E ancora “la conoscenza delle pratiche interne è spesso fondamentale per incidere sui processi rispetto alle competenze esterne. Esistono già quadri intermedi validi e facilmente professionalizzabili con interventi formativi, ma spesso ignorati e non premiati”. (per approfondire il tema invito tutti i colleghi a fare una ricerca su internet, essa è veramente molto istruttiva e rafforza in noi l’importanza del ruolo che rivestiamo!!)

Quindi da un lato ci si riempie la bocca di belle parole, si parla di funzionari, quadri, middle management, di come siano importanti, ecc….., dall’altro i profili direttivi e quelli pre-direttivi da destinare ai Funzionari muniti di laurea magistrale/specialistica specifica vengono eliminati da Contratti Collettivi che continuano a non riconoscere quella figura di lavoratore tanto importante; nondimeno attua una vera e propria mistificazione dei ruoli accomunando nella stessa area “funzionari”, dagli ex lavoratori di profilo dirigenziale alla loro assunzione in servizio, fino a personale proveniente dalla carriera di concetto (o anche di applicato) senza laurea. Questo è veramente troppo.

Tutta questa riflessione per mettere in evidenza che il reale ruolo che svolgiamo quotidianamente nei posti di lavoro ci colloca di fatto in questa categoria (middle management, quadri o funzionari che dir si voglia) e per questo semplice fatto dobbiamo pretendere che tale ruolo sia riconosciuto, tanto più se esso è a fondamento della classe politico-decisionale del ns Paese, a giustificare le proprie azioni di governo. Questo paradossale dilemma pongo all’attenzione soprattutto del Presidente del Consiglio Draghi, del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta del presidente dell’Aran Antonio Naddeo, e chiedo se è davvero possibile pensare ad un sistema Paese che da un lato considera positivamente il ruolo del middle management e dall’altro svaluta e offende la dignità di migliaia di lavoratori specializzati e formati con in tasca una laurea magistrale, così come è stato fatto negli ultimi decenni e ancor più confermato con la firma dell’ultimo CCNL Comparto Funzioni Centrali.

Ma torniamo a noi, al nostro ruolo e alla strategia politica che dovrà guidare le nostre azioni. Si, perché evidenziare e chiarire questi punti serve per non commettere errori. Facendo tesoro dagli errori di una politica associazionistica che i risultati hanno decretato errata, agiremo in modo da arginare atteggiamenti che da ragionamenti ascoltati e post letti risultano ancora rappresentare ottiche conservatrici, anacronistiche difese di interessi di nicchia, contrari all’unitarietà di intenti che ho cercato di descrivere.


Troppo spesso cadiamo nell’errore di accettare soluzioni parziali che accontentano un gruppo a discapito di tutta la categoria di Funzionari con laurea specialistica specifica. Comportamento questo perfettamente sovrapponibile a quello adottato fino ad oggi proprio da tutti coloro che hanno creato questo sistema, in primis i sindacati! Ecco perché dobbiamo stare sempre attenti a costruire proposte che tengano conto principalmente dell’unitarietà della categoria; ecco perchè dobbiamo agire e pensare con uno spirito di corpo istituzionale che vuole avere il suo ruolo all’interno della pubblica amministrazione.

Non possiamo pensare di chiedere una soluzione per i direttore del MEF, una per gli ex consiglieri di ragioneria del ministero dell’interno, una per coloro che sono iscritti ad un albo professionale, e via dicendo. Soluzioni parziali andranno via via appoggiate o meno solo se inserite in un più ampio ambito di riconoscimento della figura e funzione di quella che possiamo definire categoria dei DIRETTIVI o Quadri (come sono chiamati in ambito di rapporto di lavoro privato).

La costituenda Associazione alla quale stiamo lavorando avrà come scopo quello di unire tutte le migliaia di Funzionari laureati che oggi sono privi di rappresentanza, abbandonati da tutti i Sindacati dopo essere stati appiattiti e dunque cancellati come categoria. Quindi prima costruiamo la nostra Casa, che rappresenta da sola una grande conquista, poi a questa casa daremo le identità necessarie, in un percorso professionale certo, costituito da più profili nel rispetto innanzitutto del titolo che deve essere il comune denominatore e poi di ulteriori titoli, esperienze, competenze e formazione. Non trascurerei l’aspetto retributivo che deve essere finalmente proporzionato al livello di competenza e al ruolo che il middle management di cui ho parlato sopra rappresenta quale parte fondamentale del sistema Paese.

Proprio per l’importanza di questi concetti ritengo sia fondamentale che simili istanze vengano rappresentate presso gli organi istituzionali e presso i vertici delle OO.SS. da esponenti appartenenti alla nostra categoria. Ecco perché stiamo trasformando il Coordinamento in un’Associazione registrata concepita, a partire dal suo statuto e dalla sua struttura, come un inedito ed autorevole organo di pressione ed interazione. Con la forza che i colleghi vorranno conferirgli.

Francesco Mascia – Coordinamento Nazionale COFFUCILS

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Iniziative

Ecco la storia di un diritto acquisito e calpestato. Via dal Sindacato fino a quando non verrà difeso

Nel pomeriggio dell’altro ieri si è svolta al Ministero dell’Interno una riunione con le componenti sindacali ministeriali, compresi i sindacati della dirigenza contrattualizzata e dei prefettizi. Una riunione presieduta dal Sottosegretario On. Ivan Scalfarotto e dal Capo Dipartimento del Personale Pref. Giuliana Perrotta. All’ordine del giorno la riorganizzazione del Ministero dell’Interno, anche alla luce del nuovo Contratto Nazionale dal quale scaturirà il nuovo Integrativo, Un Contratto Integrativo che continuerà ad alimentare il già profondo malcontento e disagio dei Funzionari laureati specialistici della Terza Area, specie degli ex Direttori, che questo nuovo CCNL continua ad appiattire e massificare senza alcuna distinzione, assimilandoli come ripetuto più volte financo agli Assistenti che si accingono ad accedere nella Terza Area anche in mancanza di laurea, eliminando, questa la novità, anche le fasce economiche che ancora testimoniavano un passato di sacrifici e traguardi professionali raggiunti. Ora la massificazione assoluta è compiuta e su questo nulla potrà il nuovo Integrativo del Ministero dell’Interno che invece stabilirà le nuove mansioni e i criteri per la progressione professionale di Ausiliari, Operatori ed Assistenti.

Nell’occasione di questa riunione ci piace riesumare e mostrarvi l’atto con il quale al Ministero dell’Interno, nonostante la discrezionalità nel conservarla, è stata abolita la figura del Direttore, equiparando gli interessati, nonostante maggiori e più qualificate competenze, esperienze di direzione e titoli, a tutti gli altri Funzionari.

Contratto Collettivo Integrativo 2006-2009 Ministero Interno

Con il Contratto integrativo di cui sopra al Profilo unico di Funzionario sono state attribuite delle mansioni che qui, in un crudele “gioco” del “cerca la differenza”, mettiamo a confronto con le mansioni del Direttore Amministrativo attribuite dal precedente Contratto Collettivo 1998-2001. Ecco il prima e il dopo:

Mansioni Direttore CCNL integrativo ministero Interno 1998-2001
Mansioni Funzionari Amministrative CCNI 2006-2009

Notato qualcosa? Certo, è sparita la mansione di “sostituzione in caso di assenza del dirigente”. A nostro modo di vedere un demansionamento netto, chiarissimo, anche alla luce di quell’art. 52 del Decreto Legislativo 165/2001 che appare menomato nella sua formulazione al comma 4 dell’art.13 del CCNL Funzioni Centrali appena firmato. Il testo intero completo è questo:

  1. ([1]) Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali e’ stato assunto o alle mansioni equivalenti nell’ambito dell’area di inquadramento ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui
    all’articolo 35, comma 1, lettera a).

Continuiamo a chiederci a distanza di più di un decennio come sia stato possibile non tenere conto di quanto imposto da una norma di legge nella redazione di un Contratto Collettivo, cancellando una mansione caratterizzante il profilo di Direttore.

Si è trattato, a nostro parere, di un demansionamento con l’obiettivo di azzerare il profilo direttivo con scopi ben precisi che sono tutti contro gli interessi di chi ha conseguito una laurea, titoli, abilitazioni e maturato esperienze di direzione.

Da notare inoltre, comparando i due profili, una sottigliezza lessicale non di poco conto nella declinazione pratica e in un eventuale contezioso giudiziario: il Direttore poteva dirigere più unità organiche, quindi entità lavorative ben individuate, senza alcun margine interpretativo, anche in considerazione che un Ufficio dirigenziale è costituito da più unità organiche; il Funzionario può dirigere strutture di rilevanza non dirigenziale. Il termine struttura non solo sembra essere stato usato perché si presta a diverse interpretazioni ma anche vagamente illusorio perché una struttura della Polizia di Stato è diretta da un Funzionario direttivo di Polizia (un dogma incontestabile) e nelle Prefetture da un appartenente alla carriera Prefettizia. Quindi la struttura non può che coincidere con un’unità organica ma probabilmente la chiarezza cristallina della prima declaratoria non riusciva a prestarsi a più interpretazioni.

Ma perché ribadiamo questi concetti già esposti in altri articoli e a distanza di così tanto tempo? Il nuovo CCNL 2019-2021 del Comparto Funzioni Centrali, conclude una massificazione nella Terza Area, iniziata con integrativi simili a quello dell’Interno. Nel frattempo in alcuni Ministeri come quello della Giustizia e dell’Economia e delle Finanze, la figura giuridica di Direttore è continuata ad esistere. Fino a questo nuovo CCNL che l’ha cancellata. Ecco che allora, evidenziando quanto accaduto al Ministero dell’Interno, vogliamo assicurare tutti che questo Coordinamento vigilerà affinché tali ingiustizie ripetiamo, in netta contraddizione con norme di legge, non abbiano a ripetersi a danno di altri colleghi che si sono appena visti cancellare il profilo di Direttore.

Sarà cura di questo Coordinamento continuare ad evidenziare in ogni ambito che quanto accaduto al profilo direttivo del Ministero dell’Interno allora e di tutto il Comparto Funzioni Centrali adesso rappresenta una violazione dei diritti acquisiti da sanare subito con la reintroduzione di un’Area Direttiva la cui importanza è peraltro sottolineata dall’Unione Europea.

Affidiamo la nostra protesta alla restituzione delle tessere. Una protesta silenziosa ma potentissima. Non c’è bisogno nemmeno di parole. Tutti i Sindacati hanno firmato, anche quello, l’unico, che ha scritto in un recente comunicato:

Non si è accolta l’osservazione, ripetuta numerosissime volte purtroppo solo da questa O.S., sui problemi che le nuove denominazioni delle aree causeranno in alcune Amministrazioni (per tutte: il Ministero della Giustizia) nel quale gli “Operatori” sono attualmente inquadrati nella II area, i Cancellieri saranno inquadrati nell’area “Assistenti” ed i “Direttori” nell’area funzionari, tutti potrebbero percepire un “demansionamento” che, forse, potrebbe essere sanato solo nel prossimo Contratto Integrativo. Ulteriori problemi saranno provocati dalla disposizione prevista dall’art.13 co. 2 “all’interno dell’Area si ha equivalenza e fungibilità delle mansioni ed esigibilità d’organizzazione del lavoro” laddove attualmente nell’ambito della stessa area ci sono funzioni diverse e gerarchicamente sovraordinate

quindi certificando l’esistenza di un problema enorme, non rilevato dalle altre Organizzazioni Sindacali. Trattandosi di temi cruciali per la vita dei lavoratori e accorgendosi di criticità gravissime per l’organizzazione del lavoro ci chiediamo perché il Sindacato in oggetto non si sia rifiutato di firmare questo Contratto indicendo uno sciopero, facendolo sapere alla stampa, protestando con il mondo politico. Avrebbe potuto farlo perché è un Sindacato potente e con risorse. Sarebbe stata una medaglia.

Ma, avendo firmato tutti… a tutti continueremo a negare la nostra fiducia in termini di tessere fino a quando l’art 52 del 165/2001 non verrà rispettato e fino a quando non verrà istituita un’Area Direttiva nella quale far confluire tutti i colleghi con laurea magistrale/specialistica, con diversi profili a responsabilità crescenti adeguatamente retribuiti, proporzionalmente alle retribuzioni previste per gli esperti esterni a tempo determinato della Quarta Area.

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Iniziative

Tutti pazzi per la Quarta! E il Coordinamento diventa grande

Sinceramente non ce l’aspettavamo. La mole di consensi che sta riscuotendo Il Coordinamento e la condivisione delle sue rivendicazioni, frutto della rabbia dei Funzionari laureati specialistici completamente appiattiti dal nuovo nuovo Contratto, a questo punto ci impone di fermarci un attimo e di fare alcune considerazioni, anche in deroga alle modalità attraverso le quali raggiungere gli scopi che ci siamo preposti.

Ogni giorno sempre più colleghi ci chiedono di rappresentare le loro istanze nelle sedi istituzionali considerando che ad oggi il Coordinamento è l’unico organismo a denunciare quotidianamente l’appiattimento nella Terza Area formulando e chiedendo l’adozione di immediate soluzioni, ribadendo in ogni Sede lo scetticismo sulla Quarta Area come opportunità di progressione professionale.

Perché, se come invece sembra evincersi da alcune autorevoli dichiarazioni, la Quarta Area è stata concepita per collocare Elevate Professionalità ad Alta Specializzazione come architetti, ingegneri, avvocati, psicologi, ma anche esperti di project management, di comunicazione e di tutti gli altri ambiti di specialità, certificati da titoli di studio, coerenti con le missioni degli Enti, va da sé che la nuova Area è destinata ad una nicchia di colleghi già professionisti super-esperti e che, conseguentemente, gli altri ne resteranno fuori.

Così posta la questione, risulta veramente incredibile e diciamolo pure, inaccettabile, che mentre si parla di alte professionalità riferite alle specializzazioni di cui sopra si affermi al contempo che la Quarta Area rappresenti una nuova opportunità di carriera per una platea tanto vasta quanto lo è quella dei funzionari laureati specialistici, specie per quelli direttivi. No, perché noi nel Comparto Funzioni Centrali di avvocati, commercialisti, ingegneri ed architetti ne siamo pieni. Il punto è perché mai si dovrebbe preferire un avvocato, un commercialista , un ingegnere ad un altro. Immaginiamo che lo si potrebbe preferire solo se l’Amministrazione cercasse un commercialista esperto e certificato in materia di bilanci degli Enti Pubblici o in materie fiscali specifiche o un Avvocato esperto e titolato in diritto comunitario o un ingegnere esperto e titolato nella sicurezza delle Reti. E quale sarebbe l’opportunità di sviluppo professionale per gli altri? Nessuna.

E a ben riflettere, quello dei professionisti di nicchia iper-specializzati che servono all’Amministrazione per raggiungere gli obiettivi del PNRR e per i quali la singola Amministrazione vorrà sborsare annualmente a cranio un sacco di soldi, è esattamente lo spirito e l’intento con il quale il legislatore ha concepito questa Area. Anche giusto nella visione di un’Amministrazione che guarda al futuro e che per questo necessità di professionalità particolari.

Pochissimi eletti a fronte di una schiera di pretendenti che, ovviamente, viste anche le retribuzioni promesse, non sembrano far caso alle considerazioni di cui sopra e che già da qualche mese hanno iniziato ad agitarsi per garantirsi la loro personale “fetta di cielo”. Fioriscono dunque le associazioni, i comitati, le chat. Se fosse un film lo titoleremmo: “Tutti pazzi per la Quarta”, sfidando un rischioso fraintendimento.

Anche l’ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia – legittimamente rivendica il valore del Dottorato di Ricerca che, a dire degli interessati, dovrebbe di per se dare il diritto all’accesso all’Area delle EP. Per la serie ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Solo che noi, pragmaticamente, prevedendo una drammatica siccità, stiamo cercando di far capire a tutti i colleghi l’importanza di pretendere la restituzioni di profili direttivi soppressi d’imperio mentre l’Europa chiedeva al Governo italiano di incentivarli attraverso la valorizzazione di un Middle Management che noi incarniamo perfettamente con titoli, esperienze, professionalità.

Su questo tema il nostro Francesco Mascia sta preparando un articolo che pubblicheremo nei prossimi giorni e che diventerà uno dei nostri manifesti politici.

Considerazioni che sono sempre più condivise dai tantissimi colleghi che leggono questo sito e che ci chiedono di andare avanti. Ed è sul come andare avanti che all’interno del Coordinamento si è aperta un confronto sulla forma più idonea da darsi, alla luce di un programma di iniziative che impone una veste “societaria” ufficiale.

Sin qui abbiamo detto a noi stessi e a voi che il Coordinamento nasce come un “Gruppo di Pressione” per indurre Governo e Sindacati a sedersi di nuovo a discutere un nuovo ordinamento professionale che preveda un’Area dei Direttivi. Non è vero che non si possa fare e non è vero che il nuovo Contratto non si possa discutere da subito. Quello firmato è già scaduto l’anno scorso e uno nuovo lo abrogherebbe senza colpo ferire. Altrimenti come funziona? Quando ci devono penalizzare normativamente tutto è possibile mentre quando si tratta di favorirci nulla è fattibile? Non è così. Non deve essere così e non sarà così.

Ecco allora che tutte le attività, le iniziative, gli incontri che ci attendono impongono, alla luce di una serie di valutazioni riguardanti anche il non volersi discostare dalla linea politica di forza e decisione sin qui adottata, l’evoluzione del Coordinamento in una struttura associativa o sindacale che rappresenti ufficialmente tutti i Funzionari con laurea magistrale/specialistica specifica. Non un’incoerenza perché continuiamo a ritenere che di Associazioni e Sindacati ve ne siano già troppe nonché un onere gravosissimo che non avevamo messo in conto, quanto purtroppo una scelta obbligata per conquistare un’aliquota di autorevolezza rappresentativa necessaria in determinati consessi.

Il Coordinamento ha quindi deliberato lo studio di valutazione della forma associativa più idonea a rappresentare gli interessi della nostra categoria per un percorso di progressione professionale riservato ai laureati specialistici. Ha altresì deliberato lo studio di valutazione della forma associativa più idonea per garantire agli associati una serie di servizi tra cui speciali convenzioni assicurative per coprire rischi professionali ed infortuni.

Il Coordinamento ha stabilito infine che l’associazione rimanga gratuita, demandando alla volontarietà di ciascuno di sostenerci nelle spese attraverso l’apposito link nel menu del sito Sostienici e alla fine di ogni articolo.

Un lavoro enorme che stiamo portando avanti con la consapevolezza che non esiste alcun risultato conseguibile senza l’impegno, la passione e la perseveranza. Associati subito al Coordinamento e accedi alla chat riservata dove verrai aggiornato su ogni iniziativa ed evento.

Siamo in migliaia, abbiamo le capacità, la formazione, i titoli per essere la classe direttiva della Pubblica Amministrazione Italiana. Dimostriamo quanto valiamo non facendoci calpestare.

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Riflessioni

Le ultime dichiarazioni del Presidente Naddeo sulla Quarta Area

Oggi vi mostriamo due post pubblicati su Linkedin in tema di Quarta Area. Il primo è della dott.ssa Paola Aldigeri, Responsabile di posizione organizzativa HR presso la Provincia di Parma, che rilancia un’interessante intervista al Presidente dell’Aran Naddeo condotta dalla Professoressa Raffaella Saporito, Associate Professor of Practice of Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management. Uno dei temi trattati nell’intervista è quello della Quarta Area che continua ad agitare i sogni di molti colleghi caduti mani e piedi nella trappola della speranza di un El Dorado, incuranti della loro attuale casa cui è stato appiccato il fuoco.

Ecco il link l’intervista ad Antonio Naddeo, Presidente ARAN

Vi riportiamo i due post unitamente al link dell’intervista, qui limitandoci ad estrapolare alcuni passaggi che riteniamo estremamente significativi. Il primo riguarda la domanda di apertura che la Professoressa Saporito rivolge al Presidente Naddeo: “Presidente, per chi come me studia dall’esterno il funzionamento del lavoro pubblico, le raccomandazioni che l’Italia ha ricevuto da Bruxelles e da Parigi (mi riferisco al report dell’OCSE) sulla necessità di costruire nella PA percorsi di carriera più chiari e professionalizzati appaiono quasi ovvie, tanto sono necessarie. Un laureato che entra oggi nella PA da funzionario non solo guadagna all’ingresso cifre modeste, ma soprattutto non ha davanti a sé grandi margini di crescita, né professionali, né economici, se non immaginando di passare un altro concorso per i ruoli dirigenziali. Le recenti riforme – mi riferisco al DL 80 di questa estate – hanno introdotto alcuni ‘cunei’ che permettono di rendere più fluidi gli avanzamenti di carriera per chi fa bene nella posizione in cui è (e non solo per chi ha tempo di allenarsi a passare i concorsi nozionistici): penso alla riforma delle progressioni verticali e alle norme sull’accesso alla dirigenza. Ma un punto cruciale di quella riforma – la creazione di una nuova area a metà tra l’attuale funzionariato e la dirigenza – è in mano ai contratti. E sempre in mano ai contratti è la definizione del quantum stipendiale. A che punto siamo?“.

Leggendo questa domanda a noi viene subito in mente che nelle Amministrazioni dove la Quarta Area non sarà attivata o lo sarà per l’accesso a pochissime unità, per tutti i Funzionari con laurea specifica pluri-titolati e pluri-qualificati costretti a permanere in una Terza Area nella quale non è stata prevista alcuna progressione professionale, si configura una palese violazione delle raccomandazioni che l’Italia ha ricevuto da Bruxelles e da Parigi sulla necessità di costruire nella PA percorsi di carriera più chiari e professionalizzati. Quindi la massificazione nella Terza Area e la soppressione delle figure giuridiche direttive non solo non risponde ad una necessità di omologazione agli ordinamenti professionali degli altri Paesi UE (come abbiamo dimostrato in questo articolo) ma va addirittura in senso decisamente contrario a quanto ci ha chiesto l’Europa.

La seconda nostra considerazione nasce dal post di risposta del Presidente Naddeo che riconosce essere in atto una protesta da parte dei Funzionari. Questo perchè per la prima volta il Coordinamento ha rappresentato presso più organi istituzionali il malessere che sta attraversando la nostra categoria, unitamente alla ferma volontà di reagire, anche duramente, all’attuata decisione di annullare sacrifici, posizioni e diritti acquisiti nonostante tutelati dalla norme in vigore, contando sul silenzio del passato.

Un silenzio complice che non ci appartiene e al quale opponiamo una richiesta chiarissima: o tutti i Funzionari con laurea specialistica, in tutte le Amministrazioni del Comparto Funzioni Centrali, avranno la possibilità di accedere all’Area E.P. a partire, in fase di prima applicazione, dagli apicali e dagli ex Direttori oppure dovrà subito essere creata un’Area dei Direttivi. Con adeguate retribuzioni.

Perché il malessere è forte e il disagio è palpabile, come naturale reazione ad un contratto palesemente penalizzante per i laureati specialistici e per le ex figure direttive della Terza Area, a dispetto dell’oramai insopportabile propaganda sindacale che cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto. Peccato che stavolta ogni granello di polvere ha le dimensioni di un alano e il tappeto, ormai sollevatosi da terra, lascia intravedere una discarica.

E anche l’ultima considerazione è contenuta nel post del presidente Naddeo che ribadisce la mancanza di risorse per la Quarta Area. Rilanciamo questa reiterata affermazione ai colleghi che hanno deciso di non protestare per l’appiattimento nella Terza Area credendosi talmente più preparati e titolati da sentirsi già proiettati verso le corposissime retribuzioni previste per gli esperti esterni. Conti senza un oste costretto con una manciata di milioni di euro ad attutire, attraverso una vitale, massiccia, campagna di assunzioni dall’esterno per Seconda e Terza Area, i devastanti effetti della normativa sulle pensioni che, in mancanza di un adeguato e programmato turn-over, ha letteralmente svuotato gli Uffici. Oltre ad essere costretto a garantire al Sindacato corpose progressioni tra le Aree, ivi compresa quella degli Assistenti che accederanno all’Area dei Funzionari.

Ecco allora necessario che la battaglia continui ad essere condotta su due fronti contemporaneamente: quello di una progressione professionale certa per i Funzionari con laurea specialistica, restituendo loro i profili professionali già posseduti, e quello per una Quarta Area che rappresenti uno sbocco naturale della Terza con posti disponibili annualmente.

Perché… Area Terza certa est Area Quarta non semper.

Il nostro Coordinamento, costituito come COFFUCILS (acronimo di Coordinamento Funzionari Funzioni Centrali Laureati Specialistici) ma che per brevità continueremo a chiamare Coordinamento, è l’unico organo che per la prima volta difende realmente l’interesse di tutti i Funzionari con laurea magistrale/specialistica specifica. Dagli forza associandoti.

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Riflessioni

Appiattimento nella Terza Area? Non ce l’ha chiesto l’Europa

In questi ultimi giorni, in occasione della firma del CCNL Funzioni Centrali 2019-2021 che conclude il penalizzante iter per il personale della Terza Area laureato specialistico (nell’accezione di chi possiede una laurea magistrale, specialistica, 3+2, vecchio ordinamento, ecc.), abbiamo sentito più volte ripetere da molti firmatari dello stesso Contratto che l’appiattimento nella Terza Area, riconducibile all’unica figura giuridica del Funzionario, risponde ad un adeguamento agli analoghi ordinamenti professionali degli altri Paesi dell’Unione Europea.

Così abbiamo deciso di andare a vedere cosa prevedono i contratti dei pubblici dipendenti in due Paesi culturalmente a noi molto vicini: Spagna e Francia. E anche stavolta, come in altre occasioni, il “ce lo chiede l’Europa” si è rivelato come un bluff tutto da scoprire.

Infatti se fossimo spagnoli saremmo inquadrati nel sottogruppo A1 del Gruppo A al quale appartengono, pensate, funzionari direttivi, magistrati e ispettori della Previdenza Sociale.

Se fossimo francesi verremmo inquadrati nella categoria A nella quale esistono sia avanzamenti retributivi che di grado. Ripetiamo… che di grado, un termine che per l’immancabile minus habens richiama la caserma ma che altrove rappresenta più semplicemente un ecosistema professionale gerarchizzato finalizzato a far avanzare chi ha più titoli e capacità.

Di certo in nessun Paese si è assistito alla cancellazione di profili professionali come quello di Direttore e si è disintegrata la possibilità di avanzare giuridicamente all’interno dell’Area dei Funzionari. In nessun Paese si è assistito ad una tale arroganza del potere che ha letteralmente scippato diritti acquisiti.

Non rinvenibile poi in nessuno dei due ordinamenti esaminati la precarietà tutta italiana della nuova Quarta Area, sia in termini di precarietà dell’attivazione che di possibilità di accesso, caratteristiche che non la rendono classificabile come un’ Area destinata ad una progressione di carriera certa. Tutt’altro.

E prima di passare a mostrarvi il materiale tradotto trovato sui siti istituzionali della Funzione Pubblica di Spagna e Francia, vogliamo aggiornarvi su un comunicato di un Sindacato Autonomo che sbugiarda definitivamente tutti quegli esponenti sindacali che prima delle elezioni RSU hanno affermato, anche attraverso scritti divulgati pubblicamente, che l’appiattimento nella Terza Area sarebbe stato superabile attraverso le c.d. “famiglie professionali” previste dal CCNL. Ebbene il comunicato di ieri conferma quanto diciamo da mesi: le famiglie professionali si riferiscono ESCLUSIVAMENTE alle Aree di specializzazione: amministrativa, amministrativo-contabile, tecnica, informatica ecc.

E dopo aver assistito all’ennesima testimonianza della decadenza senza precedenti della propaganda sindacale…seguiteci…andiamo in Europa.

Spagna

Gli Organi e le Scale dei dipendenti pubblici sono assegnati ai seguenti gruppi in base al grado richiesto per l’accesso:

– Gruppo A, suddiviso in due Sottogruppi A1 e A2:

  • Sottogruppo A1: per accedere al sottogruppo A1 sarà necessaria la Laurea Magistrale o titolo equipollente. In questo gruppo saranno svolte le funzioni gestionali di gestione, ispezione, esecuzione, controllo, ecc. Fa parte di questo gruppo il personale direttivo e dirigenziale: funzionari direttivi, ispettori del lavoro e della previdenza sociale, magistrati ecc.
  • Sottogruppo A2 : in questo caso, dovremo poter accedere al Diploma, Ingegneria Tecnica, Architettura Tecnica o laurea equivalente. I funzionari del gruppo A2 collaboreranno nelle funzioni amministrative superiori e nei compiti di gestione amministrativa.

– Gruppo B: Per l’accesso agli organi o alla bilancia del Gruppo B sarà necessario essere in possesso del titolo di Tecnico Superiore.

– Gruppo C: Diviso in due sottogruppi, C1 e C2, a seconda del titolo di studio richiesto, C1 per il diploma di maturità o tecnico e C2 per la laurea in Istruzione Secondaria dell’Obbligazione.

In Spagna

l’articolo 19 del TRLEBEP stabilisce che i dipendenti hanno diritto alla promozione professionale.
La carriera professionale e la promozione del personale sarà effettiva attraverso le modalità previste dallo Statuto dei Lavoratori o dai contratti collettivi.

Francia

Categoria A

La categoria A comprende gradi gerarchicamente più alti e posti di lavoro nella progettazione, gestione e senior management (addetto amministrativo, ingegnere, ecc.) E professioni di insegnamento.

I concorsi di categoria A sono accessibili a bac+3 o più a seconda della professione, ma poiché i candidati sono sovraqualificati, la maggior parte di essi viene reclutata a livello di master .

Categoria B

La categoria B è per le posizioni dirigenziali , di candidatura e di redazione. Il livello richiesto per partecipare alle gare B parte dal livello di maturità, bac+2.

Categoria C

La categoria C include posizioni dirigenziali, che spesso richiedono la padronanza di un mestiere specifico (cuoco, elettricista, ecc)

Avanzamenti nella categoria A

Durante la sua carriera, un funzionario pubblico beneficia di avanzamenti retributivi e di grado. Può anche cambiare corporatura o struttura del lavoro: Insieme di dipendenti pubblici soggetti allo stesso insieme di regole, detti statuto speciale, fissato con decreto, e destinati ad occupare gli stessi posti di lavoro.

L’avanzamento di grado è il passaggio da un grado a un grado superiore all’interno dello stesso corpo .

Consente l’accesso a posizioni più elevate e una maggiore remunerazione.

Quali sono le condizioni da soddisfare per beneficiarne?

Lo stato speciale: Insieme di regole applicabili all’assunzione, all’avanzamento, alla promozione, alla retribuzione, ecc., a tutti i dipendenti pubblici che sono membri dello stesso organismo o quadro occupazionaledel tuo corpo determina le modalità di avanzamento: per scelta o dopo esame professionale.

E lo statuto speciale stabilisce anche le condizioni da soddisfare per poter beneficiare di un avanzamento a scelta o per sostenere l’esame o il concorso professionale.

Queste condizioni sono in particolari condizioni di pendenza e gradino.

L’avanzamento di grado può essere subordinato a una condizione di durata minima della formazione professionale nel corso della carriera.

Anche la precedente occupazione di determinati lavori o il precedente esercizio di determinate funzioni può essere una condizione richiesta per poter beneficiare di un avanzamento di grado.

In questo caso, l’esercizio di un’attività professionale durante la disponibilità può essere preso in considerazione per soddisfare tale condizione a seconda della particolare condizione dell’ente interessato.

La natura e il livello di questa attività professionale devono essere paragonabili a questi lavori o funzioni.

Come ottengo un avanzamento di grado?

L’avanzamento di grado avviene per scelta o dopo esame professionale.

Avanzamento elettivo

L’amministrazione datrice di lavoro sceglie i dipendenti pubblici che desidera promuovere a un grado superiore, tra coloro che soddisfano le condizioni previste dallo statuto speciale.

Le linee guida gestionali stabiliscono le linee guida ei criteri generali di cui tenere conto per le promozioni elettive.

I dipendenti pubblici sono scelti in base al merito professionale e all’esperienza professionale acquisita.

Le linee guida di gestione specificano le condizioni per tenere conto del valore professionale e dell’esperienza professionale acquisita dei dipendenti pubblici, in particolare attraverso le seguenti esperienze:

  • Diversità di background e funzioni svolte
  • Sono seguiti corsi di formazione
  • Condizioni speciali di pratica che attestano l’impegno professionale, l’adattabilità e, se applicabile, la capacità di gestire i team.

Tali condizioni consentono di tener conto delle attività professionali svolte dai dipendenti pubblici, ivi compresa l’attività sindacale, delle attività svolte in altre amministrazioni o nel settore privato.

I funzionari scelti sono elencati, in ordine di merito, su una tabella di promozione annuale.

I dipendenti pubblici sono nominati nel grado di avanzamento, al sorgere di posti vacanti, secondo l’ordine di iscrizione nell’albo.

La mera iscrizione al tavolo della promozione non costituisce nomina.

Il grafico di avanzamento è valido per 1 anno. Un funzionario iscritto all’albo, che non sia stato nominato nel corso dell’anno, può essere nominato a condizione che sia reinserito nell’albo per l’anno successivo.

Questa nuova registrazione non è automatica.

L’avanzamento di grado elettivo avviene continuamente da un grado al grado successivo superiore.

In alcuni casi, il superiore diretto del funzionario deve emettere un parere sulla sua promozione al grado successivo durante il colloquio di valutazione annuale.

Tale parere compare nel verbale dell’intervista.

È il caso dei dipendenti pubblici assunti nel grado attuale mediante assunzione diretta (senza concorso) e che al 31 dicembre sono nell’ultimo scatto del proprio grado da almeno 3 anni.

Ciò riguarda anche i dipendenti pubblici distaccati o integrati a seguito di distacco o direttamente integrati. In tal caso, il funzionario pubblico non deve aver beneficiato, sin dalla sua nomina nell’amministrazione di origine, di alcuna promozione mediante avanzamento, concorso o promozione interna.

Avanzamento dopo esame professionale

Lo statuto speciale stabilisce le condizioni da soddisfare per poter sostenere l’esame professionale e la natura delle prove d’esame.

La posizione speciale può prevedere, oltre all’esito delle prove, che la giuria tenga conto anche del fascicolo individuale dei candidati per stilare l’elenco degli ammessi all’esame.

Un’ordinanza ministeriale fissa ogni anno il numero dei posti offerti per l’esame professionale.

I dipendenti pubblici ammessi all’esame sono elencati in una tabella di promozione annuale.

I dipendenti pubblici sono nominati nel grado di avanzamento, al sorgere di posti vacanti, secondo l’ordine di iscrizione nell’albo.

La mera iscrizione nella tabella di avanzamento non costituisce assegnazione al grado di avanzamento.

L’avanzamento di grado dopo l’esame professionale può consentire, se lo stato speciale lo prevede, l’accesso a un grado diverso da quello immediatamente superiore a quello di funzionario.

Qual è il tasso di promozione?

Lo status speciale può prevedere che il numero dei dipendenti pubblici soggetti a un grado di avanzamento sia limitato in relazione al numero totale dei dipendenti pubblici nell’organismo.

In tal caso, il numero massimo di dipendenti pubblici che possono essere promossi in ogni grado di avanzamento è fissato dall’amministrazione con decreto ministeriale. Questo è il tasso di promozione .

Ogni anno l’amministrazione fissa, in base al numero totale dei dipendenti pubblici nell’organismo al 31 dicembre e al tasso di promozione, il numero dei dipendenti pubblici che possono essere promossi l’anno successivo.

Esempio :

Un organismo ha 150 dipendenti pubblici al 31 dicembre 2021. Il tasso di promozione al grado di avanzamento è  del 30% , ovvero 45 agenti. Al 31 dicembre 2021, il corpo ha 37 dipendenti pubblici nel grado di avanzamento. Nel 2022 sono quindi possibili 8 avanzamenti di grado.

Lo statuto speciale dell’ente determina la proporzione degli incarichi accessibili rispettivamente per scelta e per esame o concorrenza professionale.

Quando si raggiunge il tasso di promozione e non è possibile pronunciare un avanzamento per 2 anni consecutivi, si può pronunciare un avanzamento nel 3° anno  .

Come siamo chiamati?

Ogni dipendente pubblico che benefici di un avanzamento di grado è obbligato ad accettare il posto a cui è assegnato nel suo nuovo grado. Il rifiuto può comportare la rimozione dalla tabella delle promozioni o dalla graduatoria.

Link utili:

https://www.service-public.fr/particuliers/vosdroits/F568/personnalisation/resultat?lang=&quest0=0&quest1=0

https://www.mptfp.gob.es/portal/funcionpublica/funcion-publica/ep-pp/empleo_publico/tipos.html

https://www.oposbank.com/blog/clasificacion-grupos-funcionarios/

https://administrativando.es/funcionario-de-carrera-profesional/

Il nostro Coordinamento, costituito come COFFUCILS (acronimo di Coordinamento Funzionari Funzioni Centrali Laureati Specialistici) ma che per brevità continueremo a chiamare Coordinamento, è l’unico organo che per la prima volta difende realmente l’interesse di tutti i Funzionari con laurea magistrale/specialistica specifica. Dagli forza associandoti.

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